Papa Francesco: "No a tradizionalismo e progressismo nella Chiesa: gli eccessi sono atti di infedeltà"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziA 60 anni dall'apertura del Concilio vaticano II Papa Francesco ha messo in guardia dal rischio di "polarizzazione" che aleggia nella Chiesa cattolica mondiale, con fedeli che diventano "tifosi del proprio gruppo", divisi tra "destra" e "sinistra", "custodi della verità" e "solisti della novità", fautori di un "progressismo che si accoda al mondo" o di un "tradizionalismo o indietrismo che rimpiange il mondo passato".
L'11 ottobre del 1962 Giovanni XXIII aprì a San Pietro la grande assemblea di vescovi di tutto il mondo che per quattro anni aggiornò la vita della Chiesa cattolica e fu portata a compimento nel 1965 da Paolo VI. Fu un evento epocale, segnato sin dall'inizio da resistenze e tensioni: "Il Papa è salito in macchina, serio, e dice: 'non l'hanno preso bene quest'affare del concilio, a nessuno gli garbava'", ha avuto a…
A 60 anni dall'apertura del Concilio vaticano II Papa Francesco ha messo in guardia dal rischio di "polarizzazione" che aleggia nella Chiesa cattolica mondiale, con fedeli che diventano "tifosi del proprio gruppo", divisi tra "destra" e "sinistra", "custodi della verità" e "solisti della novità", fautori di un "progressismo che si accoda al mondo" o di un "tradizionalismo o indietrismo che rimpiange il mondo passato".
L'11 ottobre del 1962 Giovanni XXIII aprì a San Pietro la grande assemblea di vescovi di tutto il mondo che per quattro anni aggiornò la vita della Chiesa cattolica e fu portata a compimento nel 1965 da Paolo VI. Fu un evento epocale, segnato sin dall'inizio da resistenze e tensioni: "Il Papa è salito in macchina, serio, e dice: 'non l'hanno preso bene quest'affare del concilio, a nessuno gli garbava'", ha avuto a raccontare anni dopo l'autista di Giovanni XXIII, Guido Gusso, rievocando l'annuncio a sorpresa del Concilio fatto dal Pontefice bergamasco ai cardinali presenti a Roma.
La commemorazione
Per marcare quel frangente, che ormai è anche memoria liturgica di San Giovanni XXIII, questo pomeriggio Papa Francesco ha presieduto una messa nella stessa basilica vaticana. L'urna di vetro con la salma di Papa Roncalli, riesumata in occasione della beatificazione avvenuta nel 2000 e poi collocata nell'altare di San Gerolamo, nella navata destra della basilica vaticana, è stata posta per l'occasione accanto all'altare della confessione. Sulla salma, che nel 2018 fu traslata nel Bergamasco, terra d'origine di Giovani XXIII, furono praticati alcuni interventi conservativi, evidenti ancora oggi in particolare sul volto e sulle mani, dove fu applicato uno strato di cera bianca. Alla fine della messa, Papa Francesco, in sedia a rotelle, ha sostato in preghiera dinanzi alla salma del suo predecessore.
Né tradizionalismo né progressismo
"Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della trinità, è comunione", ha detto Jorge Mario Bergoglio nell'omelia. "Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere "tifosi del proprio gruppo" anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, "di destra" o "di sinistra" più che di Gesù; ergersi a "custodi della verità" o a "solisti della novità", anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa", ha detto il Papa, secondo il quale "sia il progressismo che si accoda al mondo, sia il tradizionalismo o 'indietrismo' che rimpiange un mondo passato, non sono prove d'amore, ma di infedeltà".
Tensioni, quelle evocate dal Papa, che hanno accompagnato il suo Pontificato fin dall'inizio, in particolare quando Francesco, in linea con il Concilio, ha voluto aprire il dibattito su temi controversi come la pastorale famigliare e la sessualità umana convocando, già nel 2014 e nel 2015, un doppio sinodo sul tema. A ottobre del 2023, ora, si terrà una nuova assemblea sinodale che raccoglierà idee e proposte dai cattolici di tutto il mondo e che già sta creando qualche malumore. Il sessantesimo anniversario del Concilio, ha affermato in questi giorni la Segreteria del Sinodo in una nota, "è un momento di particolare grazia anche per il Sinodo, che rappresenta un frutto di quell'assise ecumenica, anzi una delle sue 'più preziose eredità'".
La critica la clericalismo
In una omelia tutta giocata attorno al ruolo del buon pastore, Francesco è tornato a criticare il clericalismo: "Il pastore deve stare davanti al popolo per segnare la storia, in mezzo al popolo per essere tra loro e dietro al popolo per essere vicino a coloro che stanno in ritardo. In mezzo al popolo, non sopra: questo è il peccato brutto del clericalismo che uccide le pecore, non le guida, non le fa crescere. Quanto è attuale il concilio", ha aggiunto: "Ci aiuta a respingere la tentazione di chiuderci nei recinti delle nostre comodità e convinzioni, per imitare lo stile di Dio".
Papa Francesco ha rievocato il celebre discorso di apertura di Giovanni XIII al Concilio - "A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura..." - rimarcando più volte la necessità di una fede gioiosa: "Eppure, quanti tra noi non riescono a vivere la fede con gioia, senza mormorare e senza criticare?", ha domandato. "Una Chiesa innamorata di Gesù non ha tempo per scontri, veleni e polemiche. Dio ci liberi dall'essere critici e insofferenti, aspri e arrabbiati. Non è solo questione di stile, ma di amore, perché - ha detto Bergoglio - chi ama, come insegna l'Apostolo Paolo, fa tutto senza mormorare".