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Fine vita, monsignor Paglia apre all'approvazione di una legge

Monsignor Paglia
  
Il presidente della Pontificia accademia per la vita: "Non è da escludersi che nella nostra società sia praticabile una mediazione giuridica che consenta l'assistenza al suicidio"
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"Non è da escludersi che nella nostra società sia praticabile una mediazione giuridica che consenta l'assistenza al suicidio nelle condizioni precisate nella sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale". Parola di monsiglnor Vincenzo Paglia, il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che apre così all'approvazione di una legge sul fine vita.

La riflessione è contenuta in un contributo scritto da Paglia per Il Riformista che riprende il suo intervento al Festival del Giornalismo di Perugia. Aggiunge Paglia: "La proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati (ma non dal Senato) andava fondamentalmente in questa direzione".

"Personalmente - precisa - non praticherei l'assistenza al suicidio, ma comprendo che una mediazione giuridica possa costituire il maggior bene comune concretamente possibile nelle condizioni in cui ci troviamo". Il presidente della Pav sottolinea anche che "la Chiesa non è un distributore di pillole di verità". E sul fine vita ribadisce l'importanza delle cure palliative: "Certamente si tratta di alleviare il dolore e di promuovere la cultura della medicina palliativa che rinuncia a guarire e continua a prendersi cura della persona malata, con tutte le sue esigenze, e della sua famiglia".