Al via a ottobre il Sinodo in Vaticano, i temi caldi sono stati stralciati: dall’omosessualità alle donne diacono
di Iacopo ScaramuzziNon si focalizzerà sui temi caldi, dall’omosessualità alle donne diacono, dal potenziamento del ruolo dei laici alla “elezione” dei vescovi, l’assemblea sinodale che si apre il prossimo due ottobre in Vaticano (2-29 ottobre) con 368 membri da tutto il mondo.
I dieci gruppi di studio
Quella che inizia tra due settimane sarà la seconda e ultima assemblea, dopo quella di ottobre scorso, di un sinodo lanciato da papa Francesco nel 2021 a livello globale per spingere la Chiesa ad un “cammino di rinnovamento ecclesiale” in un confronto che coinvolga i cattolici di tutti i continenti, chierici e laici, uomini e donne, conservatori e progressisti. Alla fine della sessione del 2023, tuttavia, il Papa ha deciso di stralciare i temi più controversi che erano emersi e affidarli a dieci gruppi di studio formati da teologi e canonisti, sottraendoli così di fatto alla discussione (e ai veti) della prossima assemblea. Gruppi che “dovranno completare l’approfondimento entro giugno 2025, se possibile”,…
Non si focalizzerà sui temi caldi, dall’omosessualità alle donne diacono, dal potenziamento del ruolo dei laici alla “elezione” dei vescovi, l’assemblea sinodale che si apre il prossimo due ottobre in Vaticano (2-29 ottobre) con 368 membri da tutto il mondo.
I dieci gruppi di studio
Quella che inizia tra due settimane sarà la seconda e ultima assemblea, dopo quella di ottobre scorso, di un sinodo lanciato da papa Francesco nel 2021 a livello globale per spingere la Chiesa ad un “cammino di rinnovamento ecclesiale” in un confronto che coinvolga i cattolici di tutti i continenti, chierici e laici, uomini e donne, conservatori e progressisti. Alla fine della sessione del 2023, tuttavia, il Papa ha deciso di stralciare i temi più controversi che erano emersi e affidarli a dieci gruppi di studio formati da teologi e canonisti, sottraendoli così di fatto alla discussione (e ai veti) della prossima assemblea. Gruppi che “dovranno completare l’approfondimento entro giugno 2025, se possibile”, si legge nell’instrumentum laboris, il documento-base pubblicato a luglio scorso, e interverranno in assemblea il primo giorno, il due ottobre nel pomeriggio, per informare il sinodo del loro programma di lavoro.
Spazio a “altre tematiche”
“Che senso ha ripetere la stessa esperienza che abbiamo fatto lo scorso ottobre?”, ha detto il cardinale Mario Grech, in una conferenza stampa che si è svolta lunedì in Vaticano: “L’assemblea è stata ascoltata, ha fatto le sue richieste, e il Santo Padre ha detto: ‘Queste dieci tematiche le prendo e le affido a gente che deve aiutarmi per proporre qualcosa alla Chiesa’”. Se i temi caldi non sono “accantonati” formalmente, ha detto il segretario maltese del Sinodo, l’assemblea del 2024 può concentrarsi su “altre tematiche”. Anche questo Sinodo, come quelli del passato, dovrebbe concludersi con il voto di un documento finale e la pubblicazione di una esortazione apostolica del Papa.
Diaconesse, gay, scelta dei vescovi
Benché descritti con linguaggio specialistico, tra le righe della descrizione dei dieci gruppi ci sono la morale sessuale, la questione “sull’eventuale accesso delle donne al diaconato” (coinvolto il dicastero per la Dottrina della fede), il potenziamento del ruolo dei laici e delle donne ad ogni livello della Chiesa, dalla parrocchia in su, la democratizzazione della scelta dei vescovi (“Come può o deve entrare nel processo di scelta la Chiesa locale: il Popolo di Dio in tutte le sue componenti, il Presbiterio, gli organismi di partecipazione e le Conferenze Episcopali?”).
Innalzare il livello teologico
Se si tolgono celebrazioni, sessioni speciali, ritiri spirituali, inoltre, l’assemblea di quest’anno avrà, di fatto, solo dieci giorni di discussioni in plenaria, troppo pochi per sviscerare questioni così complesse. All’assemblea dell’anno scorso, inoltre, sia i bergogliani sia gli anti-bergogliani avevano lamentato un livello scarso di discussione teologica. In Vaticano, infine, si sottolinea che i temi controversi sono una ricaduta della discussione sinodale ma non il suo cuore: “Il tema centrale del Sinodo è la Chiesa sinodale in missione”, ha puntualizzato il cardinale Grech.
53 madri sinodali
All’assemblea di ottobre parteciperanno 368 padri e madri sinodali, 272 dei quali vescovi, una sessantina i cardinali. Dei 96 che non sono vescovi, poco più della metà, 53, sono donne (religiose e laiche) con diritto di voto. L’anno scorso per la prima volta le donne hanno votato a un’assemblea sinodale della Chiesa cattolica.
Conferme e defezioni
Il Papa ha confermato tra gli “invitati speciali” (dunque padri e madri sinodali ma non votanti) Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans. Anche quest’anno, come nel 2023, ci saranno due vescovi cinesi, monsignor Vincenzo Zhan Silu, ordinario di Funing/Mindong/Xiapu e monsignor Giuseppe Yang Yongqiang, ordinario di Hangzhou nella provincia del Zhejiang (quest’ultimo sostituisce Antonio Yao Shun: i nominativi, ha spiegato il cardinale Grech, sono stati comunicati dalla Segreteria di Stato). I membri del Sinodo sono gli stessi dell’anno scorso tranne 26 sostituzioni, che, è stato specificato in conferenza stampa, non sono voluti dal Papa ma dagli stessi partecipanti, per motivi di salute o, probabilmente, per una insofferenza, se non per un esplicito rigetto, del metodo sinodale: spiccano, in particolare, le assenze del cardinale arcivescovo di New York, Timothy Dolan, del presidente della conferenza episcopale polacca Stanislaw Gadecki e del cardinale arcivescovo di Singapore, che ha appena ricevuto il Papa in Asia, William Goh Seng Chye. Sarà presente anche quest’anno, nonostante non abbia nascosto le sue perplessità con il Sinodo, il cardinale Gerhard Ludwig Mueller.
Abusi e penitenza
Come l’anno scorso i lavori assembleari saranno perlopiù a porte chiuse. Quest’anno vi saranno però quattro sessioni aperte alla stampa. L’assemblea sarà preceduta da due giorni di ritiro spirituale in Vaticano, conclusa da una “veglia penitenziale” aperta dalla testimonianza di una vittima di abusi sessuali e di altre due testimonianze. L’assemblea confesserà poi “il peccato contro la pace; il peccato contro il creato, contro le popolazioni indigene, contro i migranti; il peccato degli abusi; il peccato contro le donne, la famiglia, i giovani; il peccato della dottrina usata come pietre da scagliare contro; il peccato contro la povertà; il peccato contro la sinodalità/mancanza dell’ascolto, comunione e partecipazione di tutti”. Al termine il Papa rivolgerà, a nome di tutti i fedeli, la richiesta di perdono a Dio e alle sorelle e i fratelli di tutta l’umanità.