“Sono presenti le condizioni per procedere alla determinazione di un nihil obstat”. Nulla osta. La Santa Sede, con approvazione di papa Francesco, concede il via libera alla devozione e alla “esperienza spirituale” della Madonna di Medjugorje nonostante i “presunti veggenti”, e senza esprimersi sul carattere soprannaturale dei fenomeni.
“La valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi", si legge in una nota dell’ex Santo Uffizio, “non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che “in mezzo” a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito Santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli”.
Madonna postina e conversioni
La decisione è la logica conseguenza dell’approccio del Pontefice argentino, che già negli anni passati aveva per un verso messo in guardia, con consueta ironia, dalla “Madonna postina”, che recapita a comando messaggi celesti come fossero telegrammi, ma dall’altro aveva notato, forte della sua devozione tipicamente latino-americana, che a Medjugorje “c’è gente che si converte”.
Nazionalismi e business
E’ dal 1981, quando nell’ex Iugoslavia già spirano venti nazionalisti, che in questa cittadina della Bosnia Erzegovina sei persone sostengono di assistere ad apparizioni della Vergine Maria, ininterrotte da allora, che affida loro abbondanti messaggi per l’umanità. Nel corso degli anni il luogo ha attirato milioni di pellegrini (cinquanta milioni secondo alcune stime), ha sviluppato un grande business nell’accoglienza dei fedeli, ed il culto per la Madonna di Medjugorje – Regina della pace, “Gospa” in croato – si è diffuso in tutto il mondo, senza un pronunciamento ufficiale di Roma. Che, dopo oltre quarant’anni, è stato pubblicato oggi dalla Dottrina della fede, il dicastero vaticano responsabile dell’ortodossia cattolica.
Le conclusioni dopo 40 anni
Applicando le nuove linee guida stabilite a maggio scorso per le apparizioni l’ex Santo Uffizio non si esprime sul carattere soprannaturale delle visioni, e anzi mette in guardia dai “presunti veggenti” e bonifica gli innumerevoli “presunti messaggi”, distinguendo tra quelli in linea con il magistero e quelli da non prendere “sul serio”, ma elenca i molti “frutti positivi” spirituali sperimentati tra i pellegrini e i devoti di Medjugorje, dalle conversioni alle riappacificazioni in famiglia, dalle guarigioni all’avvicinamento alla fede. E a conclusione di un dettagliato documento di 42 paragrafi, firmato dal prefetto e dal segretario della Dottrina della fede, il cardinale Victor Manuel Fernandez e monsignor Armando Matteo, e “approvato” personalmente dal Papa, stabilisce che “gli elementi raccolti in questa Nota permettono di riconoscere che sono presenti le condizioni per procedere alla determinazione di un nihil obstat”. Il rapporto con i veggenti, ha detto il porporato argentino in conferenza stampa, “non è vietato ma non è consigliabile”.
Silenzio sulla soprannaturalità
Il “nihil obstat” – uno dei sei possibili verdetti fissati dalle nuove linee guida, il più positivo – rappresenta un semaforo verde per i pellegrinaggi (già approvati anni fa da papa Francesco) e più in generale per la devozione di Medjugorje, ma non certifica che la Madonna sia effettivamente apparsa in quel luogo. La nota, coerentemente con le linee guida, non si esprime su questo, e, anzi, riporta “un quadro riassuntivo di frutti positivi legati a questa esperienza spirituale che, nel frattempo”, viene puntualizzato, “si sono separati dall’esperienza dei presunti veggenti, i quali non sono più da percepire come mediatori centrali del “fenomeno Medjugorje”, in mezzo al quale lo Spirito Santo opera tante cose belle e positive”. Come ha riassunto il cardinale Fernandez, “non accogliamo questi messaggi come rivelazioni private, perché non abbiamo la certezza che siano messaggi della Madonna, ma come testi edificanti, da leggere nell’insieme, che possono stimolare una bella esperienza spirituale”.
Veggenti non immacolati
Non solo. Già Benedetto XVI, sul finire del pontificato, aveva incaricato una commissione, guidata dal cardinale Camillo Ruini, di analizzare il “fenomeno Medjugorje”. Le conclusioni, consegnate a Francesco, non sono pubbliche, ma è noto che la commissione Ruini sollevava molti dubbi su tali apparizioni, concedendo qualche credibilità solo alle primissime visioni e sottolineando poi in modo critico il giro d’affari che nel corso degli anni si è sviluppato nella cittadina della Bosnia Erzegovina, tra pullman di turisti, alberghi, negozi di gadget sacri. Ora l’ex Santo Uffizio non approfondisce questo tema, ma fa intendere che anche per papa Francesco i sei veggenti – Mirjana Dragicevic Soldo, Ivanka Ivankovic-Elez, Jakov Colo, Ivan Dragicevic, Vicka Ivankovic-Mijatovic e Marija Pavlovic-Lunetti – non sono immacolati: “Le conclusioni di questa Nota non implicano un giudizio circa la vita morale dei presunti veggenti”, si legge, ma i “doni carismatici”, si precisa, “non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire”.
Quali sono i frutti positivi
Il dicastero per la Dottrina della fede elenca invece una serie di “frutti positivi” nati dalla devozione di Medjugorje: “le abbondanti conversioni, il frequente ritorno alla pratica sacramentale (Eucarestia e riconciliazione), le numerose vocazioni alla vita presbiterale, religiosa e matrimoniale, l’approfondimento della vita di fede, una più intensa pratica della preghiera, molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare”. E, ancora, “non mancano tante vere conversioni di persone lontane da Dio e dalla Chiesa, le quali sono passate da una vita segnata dal peccato a cambiamenti esistenziali radicali orientati al Vangelo”. Non da ultimo, “nel contesto di Medjugorje si riportano pure numerosissime guarigioni”.
Messaggi da ascoltare o no
Quanto agli innumerevoli messaggi – anzi, “presunti messaggi” – che la Madonna avrebbe affidato nel corso degli anni ai veggenti, e abbondantemente rilanciati in questi anni sui social, la nota del cardinale Fernandez ne fa una sorta di bonifica. Vengono selezionati i molti messaggi che confermano la sana dottrina cattolica (la Madonna che non è da intendere come “mediatrice” della grazia, essendo Gesù l’unico mediatore, il rimando a Dio, l’azione dello Spirito Santo, la condanna del male e del peccato, l’invito alla preghiera e alla conversione, i riferimenti alla messa e alla preghiera, ma anche i numerosi appelli per la pace). Non mancano, però, i “necessari chiarimenti”. Maria, ad esempio, a volte si rivolge in modo piuttosto imperativo ai presunti veggenti: “Quest’insistenza diventa ancora più problematica quando i messaggi si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie”, chiarisce la Santa Sede, che auspica “che i fedeli, facendo uso della prudenza e del buon senso, non prendano sul serio o non diano retta a questi dettagli”. Quanto agli eventuali messaggi che i presunti veggenti possono riferire da ora in avanti, così come su quelli passati ma rimasti sin qui segreti, essi non andranno pubblicati senza il previo assenso della Santa Sede.
I “gruppi minoritari” fanatici
Sebbene la nota vaticana non lo espliciti, inoltre, nel corso degli anni Medjugorje ha attratto, tra gli altri, fanatici e ultratradizionalisti, non di rado ostili al magistero di Francesco e al Concilio vaticano II. “Per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso”, scrive l’ex Santo Uffizio, “è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale, soprattutto se si leggono parzialmente i messaggi”. Si tratta, ha spiegato Fernandez, di persone che “rischiano di essere fanatici dei messaggi” di Medjugorje “e vogliono imporre le loro convinzioni agli altri”.
La strategia di Bergoglio
La decisione porta l’indelebile impronta di Francesco. Da sempre devoto della Madonna, da arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio passava nottate intere a confessare i pellegrini al santuario mariano di Lujan ed è molto legato al santuario di Aparecida in Brasile. Più in generale, il Pontefice gesuita ha sempre attribuito grande valore alla devozione mariana che nella storia dell’America latina ha permesso di superare le contrapposizioni tra potenze coloniali europee e popolazioni indigene non ancora evangelizzate: il culto della Madonna di Guadalupe, in Messico, nasce dalla conversione di un giovane azteco. La devozione popolare, inoltre, è al cuore della visione ecclesiologica di Francesco, che punta sul “sensus fidelium”, ossia sull’intuito della fede del popolo di Dio, più che sugli insegnamenti del clero. Quanto a Medjugorje, per Bergoglio la storia si chiude qui. “C’è sempre la possibilità che dopo un nihil obstat un Papa decida di approfondire la natura soprannaturale delle apparizioni, ma ho chiesto a papa Francesco”, ha riferito il cardinal Fernandez, e mi ha detto che considera assolutamente sufficiente il nulla osta e che non c’è alcun bisogno di andare oltre, verso una dichiarazione di supernaturalità. Per papa Francesco questo è sufficiente”.