Valorizzare la «devozione della gente» e lasciare da parte i «fanatici». Padre Gian Matteo Roggio, mariologo, membro della Pontificia Academia Mariana Internationalis, analizza così la mossa di papa Francesco su Medjugorje.
Non è paradossale che si approvi il culto delle apparizioni di una Madonna che non si sa se è effettivamente apparsa?
«Nei secoli la Chiesa ha sempre privilegiato la devozione della gente. Agli occhi dell’autorità ecclesiastica è più importante il significato che il fatto, ciò che il dicastero per la Dottrina della fede definisce i frutti positivi. La devozione racchiude gli elementi fondamentali di uno stile di vita cristiano e alla Chiesa questo interessa».
Già in passato sulle molte apparizioni c’era qualche scetticismo. Si racconta che Pio XI esclamasse: “Dicono che io sono il Suo vicario in terra, se ha qualcosa da farmi sapere, potrebbe dirlo a me”.
«Sì ma questa frase è tipica della mentalità di quel tempo. Prima del Concilio vaticano II le apparizioni o le …
Valorizzare la «devozione della gente» e lasciare da parte i «fanatici». Padre Gian Matteo Roggio, mariologo, membro della Pontificia Academia Mariana Internationalis, analizza così la mossa di papa Francesco su Medjugorje.
Non è paradossale che si approvi il culto delle apparizioni di una Madonna che non si sa se è effettivamente apparsa?
«Nei secoli la Chiesa ha sempre privilegiato la devozione della gente. Agli occhi dell’autorità ecclesiastica è più importante il significato che il fatto, ciò che il dicastero per la Dottrina della fede definisce i frutti positivi. La devozione racchiude gli elementi fondamentali di uno stile di vita cristiano e alla Chiesa questo interessa».
Già in passato sulle molte apparizioni c’era qualche scetticismo. Si racconta che Pio XI esclamasse: “Dicono che io sono il Suo vicario in terra, se ha qualcosa da farmi sapere, potrebbe dirlo a me”.
«Sì ma questa frase è tipica della mentalità di quel tempo. Prima del Concilio vaticano II le apparizioni o le esperienze mistiche non avevano la stessa importanza. E non dimentichiamo che Pio XI regna negli anni Venti e Trenta, il Papa ha perso da poco lo Stato pontificio, ci sono il fascismo in Italia, il nazismo in Germania, il bolscevismo sovietico, e la Chiesa si sente assediata. Bisognava concentrarsi su questi problemi e serrare le fila attorno al Papa, il resto contava poco».
Tornando all’oggi, chi sono i fanatici di Medjugorje di cui ha parlato il cardinal Fernandez?
«Coloro che credono che fare tutto quello che a Medjugorje viene detto salverà il mondo, altrimenti il mondo andrà incontro alla catastrofe. Questo tipo di fanatismo può cambiare oggetto, ma il suo dinamismo è sempre lo stesso. A Trevignano, dove ci sono state presunte apparizioni della Madonna sconfessate dalla Santa Sede, c’era la stessa dinamica. Questo modo di ragionare non lascia alcuna libertà e altera completamente le sorgenti della fede. Medjugorje può essere un mezzo per andare al cuore della fede ma il cuore della fede non è Medjurorje, bensì Gesù Cristo morto e risorto».
Ci sono anche fedeli che usano alcune apparizioni, ad esempio la cosiddetta Madonna di Amsterdam, per attaccare i Papi e il Concilio vaticano II.
«Sì, molto spesso in questo tipo di fanatismo confluiscono quei gruppi che potremmo definire nostalgici, persone che hanno notevole difficoltà a vivere il presente e pensano che il passato sia un’età dell’oro. Secondo loro la crisi che la Chiesa vive oggi è colpa del Concilio vaticano II, invece siamo all’interno di un cambiamento antropologico generale e la fede cristiana non si può più trasmettere come si faceva prima. È un cambiamento che chiede alla Chiesa, come dice papa Francesco, di mettersi alla ricerca di altri percorsi per potere annunciare la fede anche al mondo di oggi».