Mettere “più tasse per i milionari”, introdurre un “salario base universale”, promuovere politiche redistributive. Papa Francesco ha ricevuto i movimenti popolari in Vaticano per il decimo anniversario dal primo incontro e in un lungo discorso in spagnolo è tornato ad esporre il punto di vista della dottrina sociale della Chiesa sulle ineguaglianze del presente.
Con Casarini e i campesinos
All’incontro organizzato dal dicastero per lo Sviluppo umano integrale del cardinale Michael Czerny erano presenti, tra gli altri, Luca Casarini e don Mattia Ferrari. Tra la significativa delegazione argentina era presente Juan Grabois, avvocato e attivista che conobbe Jorge Mario Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires e a inizio pontificato è stato tra gli animatori di questi incontri con i rappresentanti di lavoratori non qualificati, autoctoni o migranti, quali venditori ambulanti, “cartoneros” (coloro che raccattano carta e cartone da rivendere per il riciclaggio), “campesinos” (piccoli coltiv…
Mettere “più tasse per i milionari”, introdurre un “salario base universale”, promuovere politiche redistributive. Papa Francesco ha ricevuto i movimenti popolari in Vaticano per il decimo anniversario dal primo incontro e in un lungo discorso in spagnolo è tornato ad esporre il punto di vista della dottrina sociale della Chiesa sulle ineguaglianze del presente.
Con Casarini e i campesinos
All’incontro organizzato dal dicastero per lo Sviluppo umano integrale del cardinale Michael Czerny erano presenti, tra gli altri, Luca Casarini e don Mattia Ferrari. Tra la significativa delegazione argentina era presente Juan Grabois, avvocato e attivista che conobbe Jorge Mario Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires e a inizio pontificato è stato tra gli animatori di questi incontri con i rappresentanti di lavoratori non qualificati, autoctoni o migranti, quali venditori ambulanti, “cartoneros” (coloro che raccattano carta e cartone da rivendere per il riciclaggio), “campesinos” (piccoli coltivatori), che si battono per avere un appezzamento di terra da coltivare, una casa e un lavoro (le tre “T”, in spagnolo: tierra, tejo e trabajo). Dopo i primi incontri nel 2014 e nel 2015 a Roma Francesco ha incontrato i movimenti popolari nel corso del suo viaggio in Bolivia nel 2016, poi li ha ricevuti nuovamente in Vaticano dopo la pandemia, nel 2021, e venerdì è intervenuto ad un convegno per il decimo anniversario dal primo incontro.
I ricchi e l’avarizia
“Se non ci sono politiche buone, egualitarie, che assicurano a tutti un tetto, una terra e un lavoro, la logica dello scarto materiale e umano si estende portando violenza e desolazione”, ha detto il Papa. “Purtroppo spesso sono proprio i più ricchi quelli che si oppongono alla realizzazione della giustizia sociale o alla ecologia integrale per pura avarizia: travestono questa avarizia con le ideologie, ma è la vecchia e nota avarizia. Fanno pressioni sui governi perché adottino politiche che li favoriscono economicamente. Dicono che il sistema che ha permesso loro di accumulare le loro fortune è immorale, che deve essere modificato, che ci devono essere più imposte per i milionari: questo – ha detto Francesco – è molto buono e prego affinché le persone economicamente potenti facciano così e si aprano alla condivisione dei beni che hanno un destino universale, perché tutti i beni derivano dalla creazione. E’ difficile che passi, ma per Dio tutto è possibile. Se quella piccola percentuale di miliardari che monopolizzano gran parte della ricchezza del pianeta fosse incoraggiata a condividerla, ma non come elemosina, bensì a condividerla fraternamente, se osassero condividerla, quanto sarebbe bello per loro stessi, e che bello per tutti. Prego i privilegiati di questo mondo che osino fare questo passo, sarebbero più felici e saremmo tutti più fratelli”.
“Gesù era più duro di me”
Nel suo lungo intervento il Papa ha toccato molti temi di attualità sociale ed economica per invocare una maggiore giustizia sociale. “So che questa cosa dà fastidio ma è la verità”, ha detto, per poi raccontare: “Qualche fratello mi ha detto, ‘lei parla molto dei poveri poco della classe media’: è vero, chiedo scusa per questo, la Chiesa è per tutti, ma il Papa non può sottrarsi dalla centralità dei poveri nel Vangelo: è Gesù che li mette al centro, è una questione di fede, non possiamo negoziare. Se non accettiamo questo non siamo cristiani. Un fratello mi ha detto ‘non essere cosi duro con i ricchi’… beh Gesù è stato molto più duro di me. Riconosco che a volte i datori di lavoro creano posti di lavoro e sviluppo economico, l’ho detto anche a Singapore quando ho guardato questo bosco infinito di grattacieli moderni. Tuttavia il frutto dello sviluppo economico non è ben distribuito, e questa è una realtà che se non viene modificata porterà a pericoli sempre peggiori”.
Un salario base universale
Tra gli altri auspici, il Papa ha dato il proprio sostegno alla richiesta dei movimenti popolari di un “salario base universale”, in modo che “in tempi di automazione e intelligenza artificiale, di informalità e precarietà del lavoro, nessuno sia escluso dai beni di base necessari alla sussistenza”.
Milei e lo spray al peperoncino
Jorge Mario Bergoglio, che pure ha accolto senza problemi Javier Milei in Vaticano nei mesi scorsi, non ha evitato di polemizzare con l’attuale governo argentino. Francesco, in particolare, ha fatto esplicito riferimento ad un episodio avvenuto pochi giorni fa, quando, in una sfida al protocollo “anti-picchettaggio” deciso dall’esecutivo, i manifestanti che stavano protestando contro il veto posto dal presidente sull’aumento delle pensioni hanno oltrepassato un posto di blocco e sono stati dispersi dalla polizia con l’uso di spray al peperoncino. “Mi hanno fatto vedere le immagini di una repressione”, ha detto ironico Bergoglio: “Lavoratori, gente che rivendica i propri diritti in strada. E la polizia l'ha respinta con qualcosa che è la cosa più costosa che ci sia, quello spray al peperoncino di prima qualità. E non avevano il diritto di rivendicare ciò che era loro, perché erano ribelli, comunisti... Il governo ha resistito e, invece di pagare per la giustizia sociale, ha pagato lo spray al peperoncino, come gli faceva comodo”.
Grabois: “Il Papa parla di Vangelo”
In America Latina, commenta Juan Grabois parlando con Repubblica, “vediamo leader importanti e persone ricche che parlando apertamente contro la giustizia sociale, e questo è relativamente nuovo”. Grabois ha partecipato alle primarie a sinistra per le elezioni presidenziali argentine dell’anno scorso e per questo ha deciso di lasciare incarichi istituzionali nei movimenti popolari. “Prima c’era uno stile più ipocrita dei politici, ora ci sono politici che parlano contro la giustizia sociale in termini disumani”, afferma Grabois, che spiega di riferirsi, a titolo personale, a Javier Milei. Quanto a papa Francesco, “lui parla di problemi strutturali che ci sono nel sistema”, ma “le sue parole vengono sovrainterpretate in termini locali. Appena dice qualcosa in Argentina si pensa, “ha parlato di Milei, di Macri, di Fernandez”, ma in realtà i suoi sono gli insegnamenti del Vangelo. Non c’è nessun altro leader globale che si esprime in modo così radicale contro il sistema”. Evangelicamente.