Dal sole tropicale alla pioggia autunnale, dai bagni di folla all’indifferenza del nord Europa, dallo slancio geopolitico del global south al vecchio continente secolarizzato: Jorge Mario Bergoglio si appresta a partire di nuovo da Roma, giovedì, dopo essere tornato da poco dal suo viaggio più lungo in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore. Se in Asia e Oceania (2-13 settembre) Francesco ha potuto mostrare plasticamente il nervo missionario del suo pontificato, una “Chiesa in uscita” verso le periferie e i poveri dove i problemi abbondano ma la fede, talvolta minoritaria, è giovane e ardente, nel corso della sua trasferta in Lussemburgo e Belgio (26-29 settembre) incontrerà le spine di un cattolicesimo problematico, statisticamente in declino e consapevole di questioni aperte quali gli abusi sessuali del clero sui minori, la sottorappresentazione delle donne nelle posizioni di responsabilità, la fatica della Chiesa a farsi ascoltare dalle giovani generazioni.
Non una vi…
Dal sole tropicale alla pioggia autunnale, dai bagni di folla all’indifferenza del nord Europa, dallo slancio geopolitico del global south al vecchio continente secolarizzato: Jorge Mario Bergoglio si appresta a partire di nuovo da Roma, giovedì, dopo essere tornato da poco dal suo viaggio più lungo in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore. Se in Asia e Oceania (2-13 settembre) Francesco ha potuto mostrare plasticamente il nervo missionario del suo pontificato, una “Chiesa in uscita” verso le periferie e i poveri dove i problemi abbondano ma la fede, talvolta minoritaria, è giovane e ardente, nel corso della sua trasferta in Lussemburgo e Belgio (26-29 settembre) incontrerà le spine di un cattolicesimo problematico, statisticamente in declino e consapevole di questioni aperte quali gli abusi sessuali del clero sui minori, la sottorappresentazione delle donne nelle posizioni di responsabilità, la fatica della Chiesa a farsi ascoltare dalle giovani generazioni.
Non una visita all’Ue
Il Pontefice argentino, lievemente influenzato nei giorni scorsi, non visiterà le istituzioni europee presenti nelle due città. Non è escluso che saluti alcuni rappresentanti Ue a margine dei suoi appuntamenti ufficiali ma Bergoglio considera quello a Strasburgo nel 2014 il suo viaggio dedicato all’Unione europea (quando, anzi, fu la diocesi a offendersi perché il Papa non fece neppure tappa presso la cattedrale e il governo francese a rimanere interdetto che Francesco non passasse da Parigi). Nei sei discorsi che pronuncerà, ora, toccherà prevedibilmente temi di interesse generale, dalla pace alle migrazioni, dal cambiamento climatico alle nuove tecnologie, ma sono i temi interni alla Chiesa quelli che dovrebbero assumere maggiore rilievo.
Dal Concilio al Sinodo
Francesco, del resto, incrocerà il nodo del rinnovamento ecclesiale, in una serie di rimandi tra passato e presente, più volte. Uno dei principali motivi della visita è il seicentesimo anniversario della Katholieke Universiteit Leuven, dove Francesco terrà una lectio il 27 settembre: ateneo cattolico di orientamento riformista, fu una delle fucine intellettuali del Concilio vaticano II (1962-1965) e, più tardi, della teologia della liberazione (proprio in questi giorni si sta spegnendo il teologo peruviano che coniò la locuzione “teologia della liberazione”, Gustavo Gutierrez). E’ sulla scia del Concilio che il Pontefice argentino ha rinverdito lo strumento del Sinodo, e pochi giorni dopo il ritorno a Roma aprirà la seconda e ultima assemblea del Sinodo mondiale (2-27 ottobre). Ad accoglierlo a Lussemburgo è il cardinale arcivescovo Jean-Claude Hollerich, gesuita come lui, che del Sinodo è relatore generale.
Il programma ufficiale...
Il programma prevede che il Papa trascorra la giornata di giovedì in Lussemburgo, dove incontrerà sia il Granduca Enrico e le autorità del piccolo paese sia la comunità cattolica locale, e la sera stessa si trasferisca a Bruxelles, dove pernotterà tre notti. Venerdì mattina renderà visita ai re del Belgio, Filippo e Mathilde, e nel pomeriggio andrà alla università di Lovanio per un incontro con i docenti. In quell’occasione incontrerà anche alcuni rifugiati che studiano nell’ateneo. Sabato Francesco incontrerà vescovi, sacerdoti e religiosi la mattina e il pomeriggio incontrerà gli studenti dell’altra università di Lovanio, la Université Catholique de Louvain, di lingua francese, nata nel 1968 da una scissione da quella di lingua fiamminga. Domenica, infine, il Papa celebra messa e recita l’Angelus allo stadio “Re Baldovino”: è il nome che ha sostituito quello precedente, stadio Heysel, dopo la tragedia della partita Juventus-Liverpool del 1985 in cui persero la vita nella calca 39 persone. Francesco riparte a fine mattinata per Roma, dove dovrebbe atterrare prima delle 15.
...e i temi caldi
Oltre alla agenda ufficiale, tuttavia, ci sono altri appuntamenti ed altri temi. I vescovi belgi hanno reso noto che il Papa incontrerà, privatamente, quindici persone che da bambini sono stati vittima di abusi sessuali da parte di sacerdoti. In Belgio la questione è esplosa intorno al 2010 ed è molto sentita. Poco prima che venisse annunciato il viaggio, a marzo scorso, il Papa ha dimesso dallo stato clericale l’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, che aveva violentato due nipotini ed era poi stato protetto dal defunto cardinale arcivescovo di Bruxelles Godfried Danneels. In generale, Francesco, ha detto nel corso di un briefing il portavoce vaticano Matteo Bruni, è “a conoscenza della difficoltà, dei drammi e della sofferenza che ci sono stati in Belgio, certamente possiamo aspettarci un riferimento a questo” nei suoi discorsi. Nel paese è poi diffusa l’indignazione per quei figli tolti dallo Stato alle ragazze madri, con la collaborazione della Chiesa, e dati in affidamento a coppie cattoliche. Alla messa di domenica un gruppo di donne vestite di bianco dell’organizzazione Vrouwen-in-zicht (donne in vista) si alzeranno in piedi ogni volta che una donna prenderà la parola per chiedere, silenziosamente, di “promuovere il posto delle donne nella Chiesa”.
Una Chiesa più umile
In Belgio, infine, paese un tempo a grande maggioranza cattolica, oggi l’adesione alla fede cattolica è divenuta minoritaria. Il paese è largamente secolarizzato, per le strade di Bruxelles scarseggiano i segni della imminente visita papale. Dal 2002, non senza le proteste di ampi settori del cattolicesimo, il paese ha legalizzato l’eutanasia. Su posizioni spesso progressiste, la conferenza episcopale belga è stata invece tra le prime ad aprire alla benedizione delle coppie omosessuali. Nel libro “Cristiani in un mondo che non lo è +”, il cardinale Jozef de Kesel, arcivescovo emerito di Bruxelles (gli è succeduto l’anno scorso il giovane Luc Terlinden) propone, non a caso, una Chiesa “più umile, più fraterna, più sinodale”. In sintonia con la visione di papa Francesco.