Il Papa risponde alle polemiche del Belgio: “L’aborto è un omicidio, no al femminismo”. E apre ai risarcimenti per le vittime di abuso
dal nostro inviato Iacopo ScaramuzziA BORDO DELL’AEREO PAPALE – L’aborto è un “omicidio” e i medici che lo praticano sono “sicari”. E Baldovino, il re che abdicò per non firmare una legge sull’interruzione di gravidanza, “aveva i pantaloni”. Bisogna “aiutare” le vittime di abuso sessuale anche con risarcimenti per sostenere una psicoterapia. Quanto al ruolo delle donne nella Chiesa, non è il sacerdozio la strada da percorrere. Papa Francesco torna sulle polemiche emerse nel corso del suo viaggio in Lussemburgo e Belgio e, nella consueta conferenza stampa sul volo di ritorno da Bruxelles, ribatte alla protesta dell’università di Lovanio, che ha criticato Francesco per le sue parole sulle donne, rivendicando di non essere “antiquato” e al contempo mettendo sullo stesso piano il femminismo e il maschilismo. Interpellato sul bombardamento israeliano di Beirut, costato la vita al capo di Hezbollah, Nasrallah, Bergoglio stigmatizza l’uso “sproporzionato” della difesa che fa trasparire “una tendenza dominatrice che va oltre la…
A BORDO DELL’AEREO PAPALE – L’aborto è un “omicidio” e i medici che lo praticano sono “sicari”. E Baldovino, il re che abdicò per non firmare una legge sull’interruzione di gravidanza, “aveva i pantaloni”. Bisogna “aiutare” le vittime di abuso sessuale anche con risarcimenti per sostenere una psicoterapia. Quanto al ruolo delle donne nella Chiesa, non è il sacerdozio la strada da percorrere. Papa Francesco torna sulle polemiche emerse nel corso del suo viaggio in Lussemburgo e Belgio e, nella consueta conferenza stampa sul volo di ritorno da Bruxelles, ribatte alla protesta dell’università di Lovanio, che ha criticato Francesco per le sue parole sulle donne, rivendicando di non essere “antiquato” e al contempo mettendo sullo stesso piano il femminismo e il maschilismo. Interpellato sul bombardamento israeliano di Beirut, costato la vita al capo di Hezbollah, Nasrallah, Bergoglio stigmatizza l’uso “sproporzionato” della difesa che fa trasparire “una tendenza dominatrice che va oltre la moralità”.
Le sue parole sulle tomba di re Baldovino (dove ha elogiato il sovrano che abdicò per un giorno per non promulgare, nel 1990, la legge che liberalizzava l’aborto, ndr.) hanno provocato un po’ di stupore in Belgio…
“…tu sai che lo stupore è l’inizio della filosofia, questo va bene!”
Qualcuno ha parlato di un’ingerenza politica nella vita democratica del Belgio. Il processo di beatificazione per re Baldovino che lei ha annunciato è legato alle sue posizioni? E come far coincidere il diritto alla vita e il diritto delle donne ad avere una vita senza sofferenze?
“Sono tutti diritti, eh? Il re è stato coraggioso perché davanti a una legge di morte lui non ha firmato e si è dimesso. Ci vuole coraggio, ci vuole un politico con i pantaloni per fare questo. Con questo ha dato un messaggio alla Chiesa e lo ha fatto perché è un santo, e quando uno è santo il processo di beatificazione andrà avanti. Le donne hanno diritto alla vita, alla vita loro e alla vita dei figli, non dimentichiamo di dire questo. Un aborto è un omicidio, la scienza ti dice che già al (primo) mese dal concepimento ci sono tutti gli organi, si uccide un essere umano. I medici che si prestano a questo sono, permettimi la parola, sicari, e su questo non si può discutere. Si uccide una vita umana, le donne hanno il diritto di far crescere la vita. Un’altra cosa sono i metodi contraccettivi, questa è un’altra cosa, da non confondere: io adesso parlo soltanto sull’aborto e su questo non si può discutere, scusami ma è la verità”.
Anche in Belgio ha avuto un lungo incontro con un gruppo di vittime di abuso sessuale, nei loro racconti ci sono grida di disperazione sulla mancanza di trasparenza, la lentezza delle azioni disciplinare, gli insabbiamenti di cui lei ha parlato, il risarcimento economici. Come intende procedere? E non sarebbe meglio creare un dipartimento apposito in Vaticano, un ente indipendente come chiedono alcuni vescovi, per affrontare meglio la piaga e recuperare la fiducia dei fedeli?
“C’è un dipartimento in Vaticano, una struttura presieduta da un vescovo colombiano (la Pontificia commissione per la tutela dei minori, ndr.), una commissione creata dal cardinale O’Malley: funziona, si ricevono tutte le cose in Vaticano, si discute. Anche io in Vaticano ho ricevuto gli abusati e do forza perché si vada avanti. (A Bruxelles) ho ascoltato gli abusati, credo che sia un dovere. Alcuni dicono “le statistiche dicono che il 42-46 per cento degli abusati sono in famiglia o nel quartiere, solo il tre per cento in Chiesa”, non mi importa quello: io prendo quelli della Chiesa. Abbiamo la responsabilità di aiutare gli abusati e prendercene cura. Alcuni hanno bisogno di trattamento psicologico, dobbiamo aiutarli a questo. Anche si parla di indennizzazione di questo, perché nel diritto civile c’è: credo che sono 50mila euro in Belgio, della cifra non sono sicuro, è troppo bassa, (così) non è una cosa che serve. Dobbiamo prenderci cura delle persone abusate. E punire gli abusatori, perché l’abuso non è peccato di oggi che domani forse no, è una tendenza, è una malattia psichiatrica, e per questo dobbiamo metterli in trattamento e controllarli così. Non si può lasciare un abusatore libero, nella vita normale, con responsabilità nelle parrocchie e nelle scuole. Alcuni vescovi per esempio hanno dato lavoro in biblioteca ai preti che hanno fatto questo dopo il processo e la condanna, senza contatto con i bambini nelle scuole e nelle parrocchie. Dobbiamo andare avanti con questo. Io ho detto ai vescovi belgi di non avere paura e andare avanti. La vergogna è coprire, questo sì è la vergogna”.
A Beirut sono state usate bombe di 900 chilogrammi per l’assassinio mirato di Nasrallah, ci sono più di mille sfollati e tanti morti: lei pensa che Israele sia andata oltre, in Libano e a Gaza? Come si può risolvere questo? C’è messaggio per queste persone?
“Tutti i giorni io telefono alla parrocchia di Gaza, lì dentro, in parrocchia e nel collegio, ci sono più di 600 persone, e mi dicono le cose che succedono, anche le crudeltà che succedono lì. Quanto a quello che lei mi dice, non ho capito bene come sono andate le cose, ma la difesa sempre deve essere proporzionata all’attacco. Quando c’è qualcosa di sproporzionato si fa vedere una tendenza dominatrice che va oltre la moralità. Un Paese che con le forze fa queste cose, parlo di qualsiasi Paese, in un modo così superlativo, compie azioni immorali. Anche nella guerra c’ è una moralità da custodire: la guerra è immorale ma le regole di guerra indicano qualche moralità. Quando questo non si fa si vede quello che noi in Argentina chiamiamo il cattivo sangue”.
Dopo l’incontro all’università francofona di Lovanio, ieri, è stato diffuso un comunicato nel quale l’università “deplora le posizioni conservatrici espresse da papa Francesco sul ruolo della donna nella società”, idee considerate un po’ restrittive e discriminatorie. Inoltre in entrambe le università di Lovanio, sia quella di lingua francese che quella di lingua fiamminga, le è stata posta la questione dei ministeri ordinati per le donne
“Prima di tutto questo comunicato: è stato fatto nel momento in cui io parlavo, è stato “prefatto”, e questo non è morale. Sulla donna io parlo sempre di dignità della donna e ho detto una cosa che non posso dire degli uomini, e cioè che la Chiesa è donna, sposa di Gesù. Maschilizzare la Chiesa, maschilizzare le donne non è cristiano. Il femminile ha la propria forza, anzi la donna è più importante degli uomini perché la Chiesa è donna, è sposa di Gesù. Se questo a quelle signore sembra conservativo io sono Carlos Gardel (celebre cantante di tango, ndr). Non si capisce! Io vedo che c’è una mente ottusa che non vuol sentire parlare di questo. Ma la donna è uguale all’uomo, è uguale, anzi, nella vita della Chiesa la donna è superiore, perché la Chiesa è donna. Sul ministero: è più grande la misticità della donna che il ministero. C’è un grande teologo (Hans Urs von Balthasar, ndr) che ha fatto studi su questo: chi è più grande, il ministero petrino o il ministero mariano? E’ più grande il ministero mariano, perché è un ministero di unità, che coinvolge, l’altro è ministero di conduzione. Il ministero serve per accompagnare i fedeli, ma all'interno della maternità della Chiesa. Questa è la realtà, non dico che sia moderno ma non è antiquato. Un femminismo esagerato, con una donna maschilista, non funziona. Il maschilismo non va, il femminismo non va, quello che va è la Chiesa donna, che è più grande del ministero sacerdotale”.
Che impressioni ha avuto del Lussemburgo? Qualcosa l’ha sorpresa?
“Quella del bar è stata una ragazzata, la prossima sarà una pizzeria! Il Lussemburgo davvero mi ha impressionato come società ben equilibrata, con le leggi ben soppesate, un’altra cultura che non conoscevo: il Belgio lo conoscevo perché sono venuto parecchie volte, invece il Lussemburgo è stato una sorpresa. Equilibrio, accoglienza… credo che il messaggio che può dare all’Europa è questo”.
Conclusa la conferenza stampa, il Papa ha ripreso il microfono per esprimere “molto dolore per quelle persone disperse nelle Canarie: oggi ci sono tanti, tanti migranti che cercano la libertà e si perdono sul mare o vicino al mare, pensiamo a Crotone, a 100 metri. È da piangere questo, è da piangere”.