Papa Francesco in Belgio: “Mai coprire gli abusi, vescovi denunciate”
dal nostro inviato Iacopo ScaramuzziBruxelles – “Non coprire gli abusi, condannare gli abusatori”: così Papa Francesco è tornato ad evocare lo “scandalo” degli abusi sui minori, nella messa che conclude la sua visita di tre giorni in Belgio. In una Bruxelles insolitamente inondata dal sole Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, ha celebrato messa nello stadio intitolato al re Baldovino, davanti ai sovrani del Belgio e a oltre 40mila fedeli.
Le polemiche del viaggio
Il viaggio in Belgio è stato costellato di questioni spinose e polemiche per il Papa. Fin dal primo giorno, Francesco ha dovuto affrontare il tema, molto sentito nel paese e sollevato nella cerimonia di accoglienza dal re e dal premier belga, degli abusi sessuali dei sacerdoti sui minori, incontrando anche un gruppo di vittime. Nella giornata di ieri una sua frase dinanzi alla tomba del re Baldovino – che nel 1990 abdicò per un giorno per non dover promulgare personalmente la legge che liberalizzava l’aborto – ha suscitato le proteste delle organizzazioni laiche, e …
Bruxelles – “Non coprire gli abusi, condannare gli abusatori”: così Papa Francesco è tornato ad evocare lo “scandalo” degli abusi sui minori, nella messa che conclude la sua visita di tre giorni in Belgio. In una Bruxelles insolitamente inondata dal sole Jorge Mario Bergoglio, 87 anni, ha celebrato messa nello stadio intitolato al re Baldovino, davanti ai sovrani del Belgio e a oltre 40mila fedeli.
Le polemiche del viaggio
Il viaggio in Belgio è stato costellato di questioni spinose e polemiche per il Papa. Fin dal primo giorno, Francesco ha dovuto affrontare il tema, molto sentito nel paese e sollevato nella cerimonia di accoglienza dal re e dal premier belga, degli abusi sessuali dei sacerdoti sui minori, incontrando anche un gruppo di vittime. Nella giornata di ieri una sua frase dinanzi alla tomba del re Baldovino – che nel 1990 abdicò per un giorno per non dover promulgare personalmente la legge che liberalizzava l’aborto – ha suscitato le proteste delle organizzazioni laiche, e il suo discorso all’università di lingua francese di Lovanio è stato contestato dallo stesso ateneo, che in una nota ha criticato l’assenza di aperture sul potenziamento del ruolo delle donne nella Chiesa. Nel corso della messa un piccolo gruppo di donne con una sciarpa bianca si è alzato in piedi ogni volta che ha preso la parola un’altra donna come segno di protesta per chiedere il sacerdozio femminile.
“Non si deve insabbiare”
Il Papa ha parlato a braccio delle vittime degli abusi: “Ho sentito la loro sofferenza di abusati e lo ripeto qui: nella Chiesa c’è posto per tutti tutti tutti ma tutti saremo giudicati e non c’è posto per l’abuso e non c’è posto per la copertura dell’abuso. Chiedo a tutti: non coprire gli abusi, chiedo ai vescovi: non coprire gli abusi, condannare gli abusatori e aiutare a guarire da questa malattia velenosa. Il male”, ha detto Francesco tra gli applausi, “non si nasconde, il male va portato allo scoperto, che si sappia, come hanno fatto alcuni degli abusati con coraggio: che si sappia, e che sia giudicato l’abusatore, sia laica, laico, prete o vescovo”, ha detto Francesco con evidente riferimento al vescovo di Bruges che lo stesso Bergoglio ha dimesso dallo stato clericale: “Che sia giudicato. Le persone abusate sono un lamento che salgono al cielo che ci fa vergognare ci chiama ca convertirci”, ha detto il Papa, che, insistendo sugli “abusi di coscienza e di potere” ha commentato: “Quanti casi di abuso abbiamo nella nostra storia e nella nostra società”.
Scandalizzare i piccoli
Francesco ha iniziato l’omelia nello stadio citando il noto passo evangelico sui bambini: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”, ha detto: “Con queste parole, rivolte ai discepoli, Gesù mette in guardia dal pericolo di scandalizzare, cioè di ostacolare il cammino dei “piccoli””. Termine – “piccoli” – che il Papa intende in senso ampio: “Se vogliamo seminare per il futuro, anche a livello sociale ed economico, ci farà bene tornare a mettere alla base delle nostre scelte il Vangelo della misericordia”, ha detto Francesco, “altrimenti, per quanto apparentemente imponenti, i monumenti della nostra opulenza saranno sempre colossi dai piedi di argilla”. Alla fine dell’omelia Francesco ha ricordato la figura di santa Teresa d’Avila: “In un tempo segnato da scandali dolorosi, dentro e fuori la comunità cristiana”, ha detto Bergoglio, “lei e le sue compagne, con la loro vita semplice e povera, fatta di preghiera, di lavoro e di carità, hanno saputo riportare alla fede tante persone, al punto che qualcuno ha definito la loro fondazione in questa città come una “calamita spirituale”. Accogliamo allora con riconoscenza il modello di “santità al femminile” che ci ha lasciato”, ha concluso Francesco, “delicato e forte, fatto di apertura, di comunione e di testimonianza”.
L’ex stadio Heysel
Lo stadio dove il Papa ha celebrato messa è infelicemente noto perché nel 1985 qui, in occasione della partita Juventus-Liverpool morirono 39 persone a causa della calca della folla e, in particolare, degli hoolingans inglesi. Dopo di allora la struttura è stata modificata e lo stadio, che si chiamava Heysel, ha assunto il nuovo nome di Il King Baudouin Stadium.
“Non è così tradizionale”
I fedeli hanno ascoltato il Papa con sentimenti diversificati sulle polemiche dei giorni passati. Bram è arrivato dall’Olanda per assistere alla messa. Se a Bruxelles è difficile trovare segni della visita del Papa, o manifesti di benvenuto, “penso che venga ricevuto calorosamente”, dice quest’uomo di 38 anni, che minimizza le polemiche sorte attorno a quanto Bergoglio ha detto all’università di Lovanio sulle donne: “In generale papa Francesco si è espresso a favore delle donne e ha messo alcune donne in posizioni di responsabilità. Questo Papa non è così tradizionale come i suoi predecessori”. Klara (il nome è di fantasia), 50 anni e quattro figli, è d’accordo con il Papa su tutta la linea. “E’ qui per difendere la famiglia e ce n’è bisogno”, afferma: “Ci sono molti pericoli che insidiano la famiglia e lui ne è il garante”. Quanto alle parole del Papa sull’aborto, “io ho dovuto abortire per ragioni mediche, è un grande trauma: sono a favore della vita e della famiglia, e sono d’accordo col Papa”.
“Certe frasi non lasciano liberi”
Christelle, 48 anni, è contenta di potere vedere il Papa, ma precisa: “Ci sono frasi, ad esempio quella sull’aborto, che non lasciano la libertà: io vivo la mia vita di fede con discernimento. Non mi piace che mi dicono cosa devo fare o non fare, sono allergica alle indicazioni bianco o nero. Accetto le parole del Papa ma ho la mia libertà perché conosco il contesto”. Anche Christelle, che alla messa allo stadio Baldovino distribuisce la comunione insieme a suo marito, è contro l’aborto, “ma poi bisogna conoscere le situazioni concrete: le persone vanno accompagnate, non mandate all’inferno”. Con la dichiarazione sull’aborto, “penso che il Papa abbia voluto scuotere gli animi, ma forse non ha avuto abbastanza tempo per esprimersi con le opportune sfumature”. Francesco stesso, nota Christelle, “parla di Dio misericordia: una frase choc di condanna non c’entra”.
“In cerca di visibilità”
Daniel, 32 anni, apprezza che il Papa sia venuto in Belgio: “Va in Asia e in Africa, è bene che venga anche in Europa”, afferma questo giovane olandese che studia teologia all’università di lingua fiamminga di Lovanio. Gli abusi sessuali? “Le vittime che hanno incontrato il Papa hanno riferito di essere soddisfatte perché hanno finalmente trovato qualcuno che le ascolta. Ma – aggiunge – c’è ancora molto da fare: gli abusatori vanno dimessi dalla Chiesa e bisogna pensare a indennizzi finanziari”. Quanto alle polemiche sorte attorno ad alcune parole del Papa, però, Daniel invita alla cautela: “Ognuno, a partire dal primo ministro, ha colto l’occasione della visita del Papa per avere un po’ di visibilità mediatica”.