Un uomo che da bambino è stato violentato da un sacerdote ha raccontato la sua esperienza davanti ai 368 padri e madri sinodali che da domani a fine mese si riuniscono in assemblea col Papa in Vaticano e questa sera partecipano nella basilica di San Pietro ad una veglia penitenziale.
Uno stupro nel silenzio urlante
“Lontano da Roma, in una piccola città dell'Africa meridionale, un predatore si è concentrato su di me, un bambino di 11 anni”, ha raccontato Laurence Gien, baritono sudafricano che oggi risiede in Germania, in apertura della cerimonia. “Per diversi mesi ha usato lodi, punizioni fisiche, manipolazioni psicologiche e tutti gli altri strumenti del suo arsenale per manipolarmi e adescarmi. Infine, in una bella mattina sudafricana, mi condusse per mano in un luogo buio dove, nel silenzio urlante, mi tolse ciò che non dovrebbe mai essere tolto a nessun bambino. Da allora sono stato costretto a camminare con questo abusatore impresso nella mia anima per gli ultimi cinquantatré an…
Un uomo che da bambino è stato violentato da un sacerdote ha raccontato la sua esperienza davanti ai 368 padri e madri sinodali che da domani a fine mese si riuniscono in assemblea col Papa in Vaticano e questa sera partecipano nella basilica di San Pietro ad una veglia penitenziale.
Uno stupro nel silenzio urlante
“Lontano da Roma, in una piccola città dell'Africa meridionale, un predatore si è concentrato su di me, un bambino di 11 anni”, ha raccontato Laurence Gien, baritono sudafricano che oggi risiede in Germania, in apertura della cerimonia. “Per diversi mesi ha usato lodi, punizioni fisiche, manipolazioni psicologiche e tutti gli altri strumenti del suo arsenale per manipolarmi e adescarmi. Infine, in una bella mattina sudafricana, mi condusse per mano in un luogo buio dove, nel silenzio urlante, mi tolse ciò che non dovrebbe mai essere tolto a nessun bambino. Da allora sono stato costretto a camminare con questo abusatore impresso nella mia anima per gli ultimi cinquantatré anni”. Insieme al baritono sudafricano hanno preso la parola Sara, direttrice regionale toscana della Fondazione Migrantes, impegnata nel recupero di migranti naufraghi nel Mediterraneo, e Deema, suora del monastero fondato dal gesuita Paolo Dall’Oglio, scomparso nel 2013 in Siria.
Un lungo elenco di peccati
La seconda e ultima assemblea del Sinodo lanciato da papa Francesco a livello globale nel 2021 inizia ufficialmente domani mattina, mercoledì, con una messa in piazza San Pietro. Prima di addentrarsi nelle discussioni, i padri e le madri sinodali hanno fatto un ritiro spirituale di due giorni, ieri ed oggi, concluso con la veglia penitenziale di questa sera. Al fine di prepararsi spiritualmente ai lavori di aula, durante la veglia l’assemblea, accompagnata dal canto del Miserere, confessa una serie ampia e disomogenea di peccati. La celebrazione è intervallata dalla richiesta di perdono pronunciate da sette cardinali: l’indiano Oswald Gracias per la guerra, il canadese Michael Czerny per l’inquinamento e il trattamento inumano di migranti e indigeni, lo statunitense Sean O’Malley per gli abusi sessuali, lo statunitense Kevin Farrell per la mancanza di rispetto nei confronti delle donne, l’argentino Victor Manuel Fernandez per un indottrinamento che schiaccia i semplici fedeli, lo spagnolo Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat, per il disprezzo dei poveri, l’austriaco Christoph Schoenboern per la mancanza di sinodalità. Al termine il Papa rivolge, a nome di tutti i fedeli, la richiesta di perdono a Dio e alle sorelle e i fratelli di tutta l’umanità.
Casarini c’è, forfait di Dolan e Gadecki
I membri dell’assemblea che si apre domani e si chiude il 27 ottobre sono 368 membri, 272 dei quali vescovi; le donne con diritto di voto sono 53, 28 laiche e 25 consacrate. I membri della Curia romana sono 21, i cardinali, in tutto, una sessantina. Partecipano al Sinodo due vescovi cinesi, il vescovo nicaraguense Rolando Álvarez, giunto da poco a Roma in esilio dopo essere stato incarcerato per più di un anno dal regime di Daniel Ortega. E’ confermato, tra gli invitati speciali (senza diritto di voto) Luca Casarini. Rispetto all’anno scorso c’è qualche defezione del fronte conservatore: si notano in particolare le assenze del cardinale arcivescovo di New York, Timothy Dolan, del presidente della conferenza episcopale polacca Stanislaw Gadecki e del cardinale arcivescovo di Singapore, che ha appena ricevuto il Papa in Asia, William Goh Seng Chye. Sarà presente anche quest’anno, nonostante non abbia nascosto le sue perplessità con il Sinodo, il cardinale Gerhard Ludwig Mueller.
Trasparenza e rendiconto necessari
Quello degli abusi sessuali è un tema attuale per il Sinodo sin dall’Intrumentum laboris, che propugna una maggiore “trasparenza e rendiconto” che alla Chiesa "si è imposta a seguito della perdita di credibilità dovuta agli scandali finanziari e soprattutto agli abusi sessuali e di altro genere su minori e persone vulnerabili”. Il nodo degli abusi sessuali del clero è stato al centro del recente viaggio in Belgio, dove il Papa ha incontrato un gruppo di vittime sopravvissute, ha detto, nel corso di una messa nello stadio di Bruxelles, che i vescovi non devono insabbiare e gli abusatori vanno condannati e, sul volo di ritorno a Roma, ha aperto al risarcimento finanziario per chi ha subito abusi. Proprio oggi, poi, come anticipato da Repubblica, i gesuiti italiani hanno reso noto il caso di un sacerdote morto nel 2012, padre Sauro De Luca, che ha abusato sessualmente di cinque adolescenti, negli anni Novanta, ma le vittime potrebbero essere molte di più.
“Fiducia nella Chiesa compromessa”
“Per decenni, le accuse sono state ignorate, insabbiate o gestite internamente piuttosto che denunciate alle autorità”, ha detto Laurence Gien, il baritono che ha preso la parola questa sera nella basilica di San Pietro, applaudito in particolare dalle madri sinodali. “Questa mancanza di responsabilità non solo ha permesso agli abusatori di continuare il loro comportamento, ma ha anche compromesso la fiducia che in passato molti riponevano nell'istituzione. La reticenza ad affrontare apertamente questi crimini è stata un cattivo servizio alle vittime e un tradimento delle responsabilità etiche e spirituali della Chiesa”.
Lo stralcio delle questioni calde
Quello degli abusi è solo uno dei temi all’ordine del giorno dell’assemblea sinodale. In realtà, molte delle questioni calde emerse già all’assemblea dell’anno scorso – il diaconato femminile, la morale sessuale, l’ipotesi di una sorta di “elezione” dei vescovi da parte dei fedeli – non sono più sul tavolo. Il Papa ha infatti deciso di stralciarli dall’agenda del sinodo e affidarne l’approfondimento teologico e canonistico a dieci gruppi di lavoro, che nella sessione di apertura di domani pomeriggio esporranno il loro programma di lavoro e consegneranno le conclusioni al Papa entro giugno prossimo. Una mossa che può permettere di aggirare le resistenze conservatrici, permettendo oltretutto che questioni delicate vengano sviscerate con l’opportuna perizia tecnica che un’assemblea non ha, o posticipare in modo indefinito le necessarie decisioni su questioni non più rimandabili ma divisive.
Donne e “decision taking”
Ciò non toglie che alcuni temi caldi rimangono comunque all’attenzione dei padri e delle madri sinodali. L’Instrumentum laboris annovera, tra le questioni pendenti, il maggior coinvolgimento delle donne e dei laici, non solo nel “decision making” ma anche nel “decision taking”, ossia negli incarichi di effettiva “responsabilità” nelle parrocchie e nelle diocesi, ma anche nei seminari. Il gesuita statunitense James Martin, da parte sua, infaticabile promotore della pastorale per le persone lgbtq+, ha pubblicato una lista di obiezioni ai cattolici che mantengono posizioni di chiusura sull’identità di genere.
Orribile conservatore e spaventosa femminista
A dare la temperatura delle discussioni prima ancora che abbiano inizio è stato, in questi giorni, il domenicano Timothy Radcliffe, chiamato dal Papa a guidare le meditazioni del ritiro spirituale. La fiducia è un sentimento cristiano fondamentale ma la “crisi degli abusi sessuali”, ha detto l’ex maestro generale dell’ordine dei predicatori, “ci ha insegnato dolorosamente” che la fiducia non può essere “irresponsabile” e mettere a rischio “gli altri, specialmente i minori”. Maria Maddalena, ha sottolineato in un altro passaggio delle sue meditazioni, “ci ricorda anche come le donne siano spesso escluse dalle posizioni formali di autorità nella Chiesa. Come trovare la via da seguire che la giustizia e la nostra fede esigono?”. E ancora: “Non è un segreto”, ha detto il domenicano inglese, che la dichiarazione Fiducia Supplicans che ha autorizzato la benedizione delle coppie omosessuali, “abbia provocato angoscia e rabbia tra molti vescovi in tutto il mondo. Alcuni membri di questo Sinodo si sono sentiti traditi. Ma la Chiesa diventerà una comunità affidabile solo se ci assumiamo il rischio, come il Signore, di fidarci l'uno dell'altro, anche se siamo stati feriti”. Insomma, ha detto padre Radcliffe, “questo Sinodo sarà un momento di grazia se ci guardiamo con compassione e vediamo le persone che sono come noi, in ricerca. Non i rappresentanti dei partiti della Chiesa, quell'orribile Cardinale conservatore, quella spaventosa femminista!”.