✕

Restaurato dopo 250 anni il baldacchino di San Pietro, l’opera di Bernini tornerà a splendere dal 27 ottobre

(afp)

Ascolta l'audio

In quella data il Papa celebra la conclusione del Sinodo e cade l’anniversario dell’incontro di Assisi. Il restyling in vista del Giubileo
1 minuti di lettura

Un restauro atteso quasi 250 anni che diventa realtà alle soglie del Giubileo 2025. Sarà svelato ufficialmente il 27 ottobre, in occasione della messa che papa Francesco celebrerà a conclusione del Sinodo, il baldacchino in bronzo dorato creato da Gianlorenzo Bernini, con la collaborazione più unica che rara di Lorenzo Borromini, sopra l'altare maggiore di San Pietro.

Sinodo e incontro di Assisi

"Si tratta di una data significativa per tante ragioni", ha commentato il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica vaticana, presentando in anteprima alla stampa la fine del restauro eseguito in nove mesi dalla Fabbrica di San Pietro e finanziato dai Cavalieri di Colombo: “Il 27 ottobre ci sarà la conclusione del Sinodo e papa Francesco terrà la celebrazione eucaristica conclusiva. Quella del 27 ottobre è però anche una data di pace perché richiama l'incontro interreligioso voluto da san Giovanni Paolo II nel 1986 ad Assisi".

Le “firme” degli addetti

Il baldacchino è alto 30 metri e …

Un restauro atteso quasi 250 anni che diventa realtà alle soglie del Giubileo 2025. Sarà svelato ufficialmente il 27 ottobre, in occasione della messa che papa Francesco celebrerà a conclusione del Sinodo, il baldacchino in bronzo dorato creato da Gianlorenzo Bernini, con la collaborazione più unica che rara di Lorenzo Borromini, sopra l'altare maggiore di San Pietro.

Sinodo e incontro di Assisi

"Si tratta di una data significativa per tante ragioni", ha commentato il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica vaticana, presentando in anteprima alla stampa la fine del restauro eseguito in nove mesi dalla Fabbrica di San Pietro e finanziato dai Cavalieri di Colombo: “Il 27 ottobre ci sarà la conclusione del Sinodo e papa Francesco terrà la celebrazione eucaristica conclusiva. Quella del 27 ottobre è però anche una data di pace perché richiama l'incontro interreligioso voluto da san Giovanni Paolo II nel 1986 ad Assisi".

Le “firme” degli addetti

Il baldacchino è alto 30 metri e pesa oltre 60 tonnellate. I basamenti in marmo sono alti 2,5 metri e le colonne in bronzo decorate in oro circa 11 metri. Gli angeli sul coronamento misurano quasi 4m di altezza. Quando verranno smontati i ponteggi e il telo che negli ultimi nove mesi ha nascosto l’opera berniniana, fedeli e turisti potranno apprezzare il contrasto tra la base scura e l'oro che è tornato a risplendere. L'ingegnere Alberto Capitanucci, responsabile dell'area tecnica della Fabbrica di San Pietro, ha spiegato che i lavori erano stati avviati "con molti timori perché l'accessibilità del baldacchino è sempre stata un problema", motivo per il quale "l'ultimo grande restauro è di circa 250 anni fa". L’ingegnere ha svelato anche alcuni dettagli curiosi, come “le firme e le sigle che i sampietrini addetti alle pulizie hanno lasciato nel corso dei secoli nella parte superiore, sotto i fastigi”. E' stata anche trovata la scarpetta di un bambino, “segno di qualche padre che ha lasciato detto alla storia: 'Ecco, io sono venuto qui con mio figlio'".

La cattedra di Pietro

Oltre al baldacchino, sarà esposta ai visitatori, fino all’otto dicembre, anche un’altra opera restaurata, la “cattedra di San Pietro”. Si tratta di una reliquia tradizionalmente considerata l’autentico seggio episcopale petrino, un trono in legno decorato da placchette in avorio incise con le fatiche di Ercole. Secondo alcuni studi si tratterebbe però di un manufatto più recente, di epoca medioevale, risalente al IX secolo, un dono a papa Giovanni VIII da parte del re dei Franchi Carlo il Calvo, quando venne a Roma per essere incoronato imperatore.

Leggi i commenti