Tre donne “ordinate” prete in una cerimonia-show sul Tevere: “Il Sinodo ci ascolti”
di Iacopo ScaramuzziDalla finestra si scorgono i canottieri che vogano sul fiume sfidando la pioggerella autunnale, alla porta risuonano gli ordini alla cucina del locale vicino, guardato a vista da due bodyguard in nero che passeggiano sulla banchina e borbottano all’auricolare. Luogo insolito per un’ordinazione sacerdotale – e che ordinazione: un barcone ormeggiato sul Tevere, solitamente un locale alla moda, è diventato una sorta di tempio, giovedì a mezzogiorno, dove una “vescova” ha ordinato tre sacerdotesse e tre diaconesse. Tutte cattoliche.
Messaggio al Sinodo
Così, almeno, rivendica l’Associazione Internazionale delle Donne Sacerdote Cattoliche Romane (ARCWP) che ha organizzato il rito proprio a Roma, per la prima volta, e proprio adesso: perché in Vaticano, a un chilometro e mezzo di distanza, è in corso un Sinodo che di donne diacono non vuole parlare, tanto meno di donne prete.
Barriere e chiamate
“Chiediamo a papa Francesco di…
Dalla finestra si scorgono i canottieri che vogano sul fiume sfidando la pioggerella autunnale, alla porta risuonano gli ordini alla cucina del locale vicino, guardato a vista da due bodyguard in nero che passeggiano sulla banchina e borbottano all’auricolare. Luogo insolito per un’ordinazione sacerdotale – e che ordinazione: un barcone ormeggiato sul Tevere, solitamente un locale alla moda, è diventato una sorta di tempio, giovedì a mezzogiorno, dove una “vescova” ha ordinato tre sacerdotesse e tre diaconesse. Tutte cattoliche.
Messaggio al Sinodo
Così, almeno, rivendica l’Associazione Internazionale delle Donne Sacerdote Cattoliche Romane (ARCWP) che ha organizzato il rito proprio a Roma, per la prima volta, e proprio adesso: perché in Vaticano, a un chilometro e mezzo di distanza, è in corso un Sinodo che di donne diacono non vuole parlare, tanto meno di donne prete.
Barriere e chiamate
“Chiediamo a papa Francesco di impegnarsi in una conversazione nello Spirito e di rimuovere tutte le barriere che escludono coloro che rispondono alla chiamata dello Spirito all’ordinazione”, ha detto la “vescova” Bridget Mary Meehan nell’omelia.
Illegittime ma valide
Le ordinazioni, beninteso, non sono “legittime” dal punto di vista canonico (anzi, chi le fa è scomunicato), ma secondo l’organizzazione sono “valide”. Nel 2002, infatti, sette donne austriache, tedesche e americane vennero ordinate sacerdote da alcuni vescovi che rimasero sì anonimi, per non subire sanzioni, ma che, in quanto successori degli apostoli, compirono delle ordinazioni vere e proprie. “Queste ordinazioni sono valide, in quanto in piena successione apostolica”, rivendica l’Arcwp. Per evitare problemi di giurisdizione e impedimenti quelle ordinazioni avvennero su un barcone sul Danubio e ora le nuove ordinazioni sono avvenute, per la stessa ragione, sul Tevere.
Bouquet di fiori e applausi
Se la sera al Dram si balla sorseggiando un drink, anche giovedì mattina Google Maps segnalava che il locale era “più affollato del solito”, ma l’atmosfera era ben diversa. Sono stati invitati cameraman, fotografi e cronisti. Tra le rastrelliere per i bicchieri, un altare improvvisato con qualche bouquet di fiori, una bottiglia di vino bianco appena stappata accanto alla brocca d’acqua e alle ostie per l’eucaristia, alla processione iniziale sono seguite preghiere, canti dell’alleluja, la lettura della parola. Le tre candidate al sacerdozio – Belen Repiso Carrillo dalla Spagna, Anne La Tour e Mary Katherine Daniels dagli Stati Uniti – e le tre candidate al diaconato – Loan Rocher dalla Francia e Maria Teresa Ribeiro Rosa e Txus Garcia Pascual dalla Spagna – sono state prima presentate all’assemblea e poi ordinate, tra gli applausi.
“Non prendetevela con Gesù”
“Le donne sacerdote servono comunità inclusive di uguali in cui tutti, compresi i divorziati, i risposati e le persone LGBTQ+, sono invitati a ricevere i sacramenti”, recita una nota dell’associazione. Dalla sua fondazione più di 270 donne in 14 Paesi sono state ordinate. Secondo la vescova, nulla di tutto questo è contro il Vangelo. “Non prendetevela con Gesù per una visione discriminatoria che contraddice l’uguaglianza battesimale”, ha detto, “Gesù non ha ordinato nessuno. E molti studiosi sottolineano che nei Vangeli molte donne sostenevano Gesù: le donne lo hanno seguito fin sotto la croce e hanno annunciato la buona novella della risurrezione, gli uomini lo hanno abbandonato”.