Dalla Rivoluzione francese alle guerre di oggi, nuova enciclica del Papa per un mondo che “ha perso il cuore”
di Iacopo ScaramuzziViene pubblicata giovedì la quarta enciclica di papa Francesco, Dilexit nos (ci ha amati), che punta a rilanciare il culto al Sacro Cuore di Gesù, una devozione che, nata in un’epoca in cui la Chiesa combatteva con la modernità, intreccia la spiritualità e i drammi della storia in un modo che Francesco ritiene valido per l’attuale frangente segnato dalle guerre.
Una devozione politica
La prima persona a promuovere questo culto fu Margherita Maria Alacoque, una religiosa francese che nel 1689 chiedeva a re Luigi XIV di impegnarsi nella “ricostruzione di un’unitaria cristianità europea”. Come ricostruisce lo storico Daniele Menozzi nel suo libro Il potere delle devozioni (Carocci editore, 2022), la Rivoluzione francese accentuò la coloritura politica del culto e dopo l’esito disastroso della guerra franco-prussiana del 1870 i gesuiti francesi diffusero tra le famiglie il culto al Sacro cuore perché “ai loro occhi si promuove, in tal modo, il recupero dell’identità cattolica del paese, …
Viene pubblicata giovedì la quarta enciclica di papa Francesco, Dilexit nos (ci ha amati), che punta a rilanciare il culto al Sacro Cuore di Gesù, una devozione che, nata in un’epoca in cui la Chiesa combatteva con la modernità, intreccia la spiritualità e i drammi della storia in un modo che Francesco ritiene valido per l’attuale frangente segnato dalle guerre.
Una devozione politica
La prima persona a promuovere questo culto fu Margherita Maria Alacoque, una religiosa francese che nel 1689 chiedeva a re Luigi XIV di impegnarsi nella “ricostruzione di un’unitaria cristianità europea”. Come ricostruisce lo storico Daniele Menozzi nel suo libro Il potere delle devozioni (Carocci editore, 2022), la Rivoluzione francese accentuò la coloritura politica del culto e dopo l’esito disastroso della guerra franco-prussiana del 1870 i gesuiti francesi diffusero tra le famiglie il culto al Sacro cuore perché “ai loro occhi si promuove, in tal modo, il recupero dell’identità cattolica del paese, al cui abbandono si attribuisce la ragione autentica della sconfitta militare”. La costruzione della basilica di Montemartre, a cento anni dalla Rivoluzione, segnò “l’inizio della costruzione di un ordinamento imperniato sul pubblico riconoscimento dei diritti di Dio”, nota lo studioso, “al posto degli erronei diritti dell’uomo scaturiti dalla Rivoluzione”. A inizio del Novecento papa Benedetto XV, al secolo Giacomo Della Chiesa, concesse il riconoscimento romano all’intronizzazione del Sacro cuore in piena prima guerra mondiale: “Fin dall’inizio del conflitto – scrive Menozzi – Della Chiesa collega la linea della Santa Sede – volta ad ottenere una cessazione del conflitto – ad una intensificazione della preghiera dei credenti per la pace. In quest’ottica, come chiarisce nell’allocuzione tenuta al collegio cardinalizio nel dicembre 1914, affida ad una intensificazione del culto al Sacro cuore il compito di ‘ottenere che abbia termine il terribile flagello’”. E se durante la Grande guerra non mancò una “riappropriazione in chiave nazionalbellicista di questa forma di pietà”, l’intenzione del Papa di allora, come di quello di adesso, sembra andare nella direzione di una preghiera per la pace.
Dalla Rivoluzione a Monmartre
Alla religiosa francese del Seicento si è esplicitamente riferito papa Francesco quando, a giugno scorso, ha preannunciato la pubblicazione dell’enciclica: “Il 27 dicembre dello scorso anno ricorreva il 350esimo anniversario della prima manifestazione del Sacro Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque”, ha detto Jorge Mario Bergoglio al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro: “In quell'occasione si è aperto un periodo di celebrazioni che si concluderà il 27 giugno del prossimo anno. Per questo – ha proseguito il Papa – sono lieto di preparare un documento che raccolga le preziose riflessioni dei testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che parte dalle Sacre Scritture, per riproporre oggi a tutta la Chiesa questo culto carico di bellezza spirituale. Credo – ha spiegato ancora Francesco – che ci farà molto bene meditare su vari aspetti dell’amore del Signore che possono illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale, ma che dicono anche qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”.
Le guerre nel mondo
Se il riferimento al “cammino di rinnovamento ecclesiale” è senz’altro da collegare all’assemblea del sinodo che si conclude domenica prossima in Vaticano, la sottolineatura relativa al mondo che ha “perso il cuore” sembra un chiaro riferimento alle attuali guerre in corso nel globo, in Ucraina, Medio Oriente, Myanmar e Sud Sudan, per le quali Francesco non manca occasione di chiedere preghiere.
La quarta lettera
E così giovedì viene pubblicata Dilexit nos (ci ha amati), “Lettera Enciclica sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo”. A presentare la lettera papale in sala stampa vaticana saranno monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, e sorella Antonella Fraccaro, responsabile generale delle Discepole del Vangelo. Dilexit nos, ricorda Vatican News, è la quarta enciclica di Francesco dopo Lumen fidei (29 giugno 2013), scritta a quattro mani con Benedetto XVI, Laudato si’ (24 maggio 2015) dedicata alla “cura della casa comune” e Fratelli tutti (3 ottobre 2020) sulla fraternità e l’amicizia sociale.