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Giubileo, dopo quella di San Pietro, papa Francesco aprirà una Porta Santa nel carcere di Rebibbia. “L’Italia ha bisogno di migranti”

(ansa)

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Il 26 dicembre la visita al carcere romano. Monsignor Fisichella: “Poco alla volta si vedranno scomparire i cantieri che in questi mesi hanno messo a dura prova la pazienza di tutti. Piazza Pia sarà un gioiello”
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Dopo San Pietro, Rebibbia. Dopo l’apertura, il prossimo 24 dicembre, della Porta Santa della basilica vaticana, durante la messa per la vigilia di Natale, atto che segna l’avvio del Giubileo, papa Francesco aprirà il 26 dicembre una seconda Porta Santa, questa volta nel noto carcere romano. E sempre in vista dell’anno santo, Bergoglio torna fare appello per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri: “L’Italia – ha detto agli scalabriniani – ha bisogno di migranti”.

"Segno tangibile di speranza”

Era stato lo stesso Jorge Mario Bergoglio a prospettare l’idea di recarsi in un istituto penitenziario per l’avvio del Giubileo ma non erano ancora noti il luogo e la data. "Papa Francesco per primo intende farsi Pellegrino di speranza”, ha reso noto oggi il responsabile vaticano dell’anno santo, monsignor Rino Fisichella, “e, in questo modo, come ha scritto nella Bolla, il 26 dicembre, Festa di Santo Stefano, sarà nel carcere romano di Rebibbia per aprire anche in quel luogo, simbolo di t…

Dopo San Pietro, Rebibbia. Dopo l’apertura, il prossimo 24 dicembre, della Porta Santa della basilica vaticana, durante la messa per la vigilia di Natale, atto che segna l’avvio del Giubileo, papa Francesco aprirà il 26 dicembre una seconda Porta Santa, questa volta nel noto carcere romano. E sempre in vista dell’anno santo, Bergoglio torna fare appello per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri: “L’Italia – ha detto agli scalabriniani – ha bisogno di migranti”.

"Segno tangibile di speranza”

Era stato lo stesso Jorge Mario Bergoglio a prospettare l’idea di recarsi in un istituto penitenziario per l’avvio del Giubileo ma non erano ancora noti il luogo e la data. "Papa Francesco per primo intende farsi Pellegrino di speranza”, ha reso noto oggi il responsabile vaticano dell’anno santo, monsignor Rino Fisichella, “e, in questo modo, come ha scritto nella Bolla, il 26 dicembre, Festa di Santo Stefano, sarà nel carcere romano di Rebibbia per aprire anche in quel luogo, simbolo di tutte le carceri sparse per il mondo, la Porta Santa, segno tangibile dell’annuncio di speranza”.

L’Italia e i migranti

Con il capitolo degli scalabriniani che ha ricevuto questa mattina, ordine religioso tradizionalmente impegnato con i migranti, il Papa ha sottolineato l’importanza di “accogliere, accompagnare, promuovere e integrare i migranti”, tanto più in occasione del Giubileo: “E’ bello che, nella programmazione della futura pastorale missionaria e caritativa in favore dei migranti, abbiate scelto di ispirarvi al tema giubilare, pellegrini di speranza”, ha detto il Papa, che ha poi denunciato “la chiusura e l’ostilità dei paesi ricchi, che vedono in chi bussa alla porta una minaccia al proprio benessere. Questo – ha proseguito – lo vediamo anche da noi: c’è lo scandalo che per la raccolta delle mele, al Nord, fanno venire i migranti dal Centro Europa, ma poi li mandano via. Li usano per raccogliere le mele, e poi vanno via”. Oggi, inoltre, “tanti Paesi hanno bisogno dei migranti. L’Italia non fa figli, non fa figli. L’età media è di 46 anni. L’Italia ha bisogno dei migranti e deve accoglierli, accompagnarli, promuoverli e integrarli. Dobbiamo dire questa verità”.

Iniziative di reinserimento

Il proprefetto del dicastero per la Nuova evangelizzazione ha ricordato che nella bolla di indizione del Giubileo, Spes non confundit, Francesco menziona esplicitamente le condizioni difficili dei detenuti e propone ai Governi “forme di amnistia o di condono della pena” nonché “percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi”. A partire da questo orizzonte, “nelle scorse settimane”, ha annunciato monsignor Fisichella, “l’11 settembre, abbiamo firmato un’Intesa con il Ministro di Giustizia della Repubblica italiana, l’onorevole Carlo Nordio, e il Governativo, l’onorevole Roberto Gualtieri, per rendere effettive, durante l’Anno Giubilare, forme di reinserimento per diversi detenuti attraverso il loro impiego in attività di impegno sociale”.

Cantieri, “pazienza, ma Piazza Pia un gioiello”

“La città”, ha detto l’arcivescovo, “si è preparata per offrire un volto ancora più bello di quanto Roma già lo sia e poco alla volta si vedranno scomparire i cantieri che in questi mesi – ha notato Fisichella – hanno messo a dura prova la pazienza di tutti”. Interpellato dai cronisti, il presule ha però tenuto a sottolineare che il cantiere di Piazza Pia, in particolare, tra Castel Gandolfo e via della Conciliazione, “sarà un gioiello messo a disposizione non solo dei romani ma del mondo intero”.

La mascotte di Osaka

Nel corso della conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche la direttrice dei Musei vaticani Barbara Jatta, monsignor Fisichella ha presentato gli eventi culturali, concerti e mostre, in programma a Roma prima dell’apertura ufficiale del Giubileo, nonché il Padiglione della Santa Sede a Expo Osaka 2025. Gli eventi sono un concerto dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia che il tre novembre eseguirà la Quinta Sinfonia del compositore russo Dimitri Shostakovich; un concerto del il Coro della cappella musicale pontificia Sistina che il 22 dicembre eseguirà composizioni polifoniche di Palestrina, Perosi e Bartolucci. E poi l’apertura il prossimo 27 novembre, fino al 27 gennaio 2025, della mostra con la White Crucifixion di Marc Chagall al Museo del Corso, il nuovo spazio espositivo capitolino promosso da Fondazione Roma che comprende i due edifici storici di Palazzo Sciarra e Palazzo Cipolla, entrambi affacciati su Via del Corso; e l’esposizione di alcune rare icone di proprietà dei Musei Vaticani nella sagrestia del Borromini nella Chiesa di sant’Agnese a Piazza Navona, dal 16 dicembre al 16 febbraio 2025. Per l’expo di Osaka, in Giappone, infine, “è stato direttamente Papa Francesco a desiderare che l’opera rappresentativa dell’Expo fosse l’unica opera del Caravaggio conservata nei Musei Vaticani: La Deposizione del Caravaggio”, ha annunciato Fisichella, che ha poi presentato la “mascotte del Giubileo e di Osaka”, soprannominata Luce: “Nata dalla creatività di Simone Legno, Luce è la mascotte che ci accompagnerà. Come si vede, è una pellegrina raffigurata con gli elementi tipici del pellegrino: il k way giallo per ripararsi dalle intemperie; gli stivali sporchi di terra per la strada percorsa; la croce missionaria al collo; il bastone del pellegrino e soprattutto gli occhi luminosi, simbolo della Speranza del cuore”.

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