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Tradizionalisti cattolici contro la mascotte in stile giapponese del Giubileo: “Sembra Greta Thunberg”

(agf)

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La figura realizzata per l’anno santo e per l’expo di Osaka suscita le ire degli ultratradizionalisti. L’illustratore: “Occasione di incontro e dialogo per milioni di persone di culture diverse soprattutto giovani”
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Tanto accanimento c’era stato solo per la “pachamama”. Era ottobre del 2019, in Vaticano si era aperto da poco il Sinodo sull’Amazzonia, e l’arcipelago cattolico integralista insorse contro una statuetta in legno della Madre Terra portata a Roma dagli autoctoni che partecipavano all’assemblea. Tanto che nottetempo un giovane austriaco di idee tradizionaliste si infilò nella chiesetta su via della Conciliazione dove il manufatto era esposto, lo rubò e lo buttò nel Tevere. La “pachamama” du recuperata dai carabinieri e il Papa in persona si scusò dell’accaduto. Ora ad essere incorsa negli strali degli ultraconservatori è un’opera di tutt’altro genere: la mascotte in stile “kawaii” realizzata per il Giubileo.

L’anno santo e l’expo di Osaka

Presentata martedì nel corso in Vaticano, Luce – questo il nome del personaggio – rappresenta una pellegrina con “il k-way giallo per ripararsi dalle intemperie; gli stivali sporchi di terra per la strada percorsa; la croce missionaria al collo; il bas…

Tanto accanimento c’era stato solo per la “pachamama”. Era ottobre del 2019, in Vaticano si era aperto da poco il Sinodo sull’Amazzonia, e l’arcipelago cattolico integralista insorse contro una statuetta in legno della Madre Terra portata a Roma dagli autoctoni che partecipavano all’assemblea. Tanto che nottetempo un giovane austriaco di idee tradizionaliste si infilò nella chiesetta su via della Conciliazione dove il manufatto era esposto, lo rubò e lo buttò nel Tevere. La “pachamama” du recuperata dai carabinieri e il Papa in persona si scusò dell’accaduto. Ora ad essere incorsa negli strali degli ultraconservatori è un’opera di tutt’altro genere: la mascotte in stile “kawaii” realizzata per il Giubileo.

L’anno santo e l’expo di Osaka

Presentata martedì nel corso in Vaticano, Luce – questo il nome del personaggio – rappresenta una pellegrina con “il k-way giallo per ripararsi dalle intemperie; gli stivali sporchi di terra per la strada percorsa; la croce missionaria al collo; il bastone del pellegrino e soprattutto gli occhi luminosi, simbolo della Speranza del cuore”, ha spiegato in conferenza stampa monsignor Rino Fisichella. Il tratto giapponese è evidente, la figura è mascotte tanto dell’anno santo – che ha un suo logo diffuso nei mesi scorsi – quanto del padiglione della Santa Sede che l’anno prossimo si svolgerà a Osaka. L’autore, l’illustratore romano Simone Legno, che si è rifatto al fumettista giapponese Akira Toriyama, ha commentato su Instagram: “Non avrei mai pensato di portare il mio umile contributo artistico, la cultura pop, la cultura kawaii (sucultura giapponese dei giovanissimi, ndr.) alla Santa Sede”.

“Deep Church, lgbtq, kitsch”

Non la pensano così tra gli ultraconservatori cattolici. Monsignor Carlo Maria Viganò, l’arcivescovo trumpiano scomunicato per eresia dalla Santa Sede, si scaglia contro Luce e accosta l’immagine della statuetta a una foto di Greta Thunberg in impermeabile giallo. Da tempo convinto che la Chiesa di Francesco sia analoga al “deep State”, scrive: “Chiesa profonda e Stato profondo, due facce dello stesso colpo di Stato globalista”.

Sempre negli Stati Uniti abbondano le critiche alla mascotte del Giubileo. Raymond Arroyo, giornalista televisivo della destra cattolica Usa, sempre su X sostiene che “avere una ragazzina prepubescente con i capelli blu e un impermeabile potrebbe non essere l'immagine più edificante in questo momento per la Chiesa”. Un altro utente dei social se la prende con “il modernismo”, che “cerca di umiliare, sminuire e svergognare”, e contrappone alla mascotte manga il David di Bernini o l’affresco della battaglia di Lepanto di Lucas Valdez. L’istituto Lepanto ironizza e con un fotomontaggio piazza l’immagine di Luce incastonata in una pala d’altare: “Nello spirito della sinodalità, il Vaticano ha annunciato che intende sostituire l'intero tesoro di opere d'arte di inestimabile valore con un kitsch da anime di basso livello”. LifeSiteNews, testata statunitense legata alla destra cattolica d’Oltreatlantico, sottolinea che la società Tokidoki dell’illustratore italiano “ha promosso il prode lgbt con materiale dallo stile simile a quello della mascotte vaticana”. In Italia l’ex senatore della Lega Simone Pillon, da parte sua, si rammarica: “La mascotte del Giubileo 2025, mi sembra il Pokemon di Greta. O tempora o mores...”.

“Incontro tra culture”

Simone Legno, l’illustratore che ha inventato la mascotte (accompagnata da diversi altri personaggi disegnati con lo stesso stile) è lontano anni luce da queste polemiche: "Nel mio lavoro sono fortunato ad avere a che fare con molte culture del mondo, sempre alla ricerca di un linguaggio contemporaneo e universale che mi sforzo di portare nelle mie opere”, scrive sui social. “Il Giubileo è indubbiamente un’opportunità unica per l’incontro e il dialogo per milioni di persone, compresi molti giovani”

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