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San Pietro, un gemello digitale della basilica con l’intelligenza artificiale

(afp)

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In vista del Giubileo un nuovo portale e un modello 3D creato da Microsoft grazie a 400mila foto, droni e laser. Ci sarà anche il videogioco Minecraft per studenti. Individuate crepe e tessere mancanti dei mosaici per i restauri
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Grazie all’intelligenza artificiale Microsoft ha realizzato un “gemello virtuale” di San Pietro in vista del Giubileo.

Verso il Giubileo

Il risultato, che sarà online a dicembre, includerà anche una versione del videogioco Minecraft ambientata nella basilica vaticana, dedicato agli studenti di scuola, permetterà di visitare San Pietro, ancorché tramite computer, a chi non potrà recarsi a Roma per l’anno santo, ed ha già fornito una mappatura completa dell’edificio che permetta ai restauratori di individuare crepe o tessere mancanti degli antichi mosaici. Il progetto parte insieme ad un nuovo sito internet della Fabbrica di San Pietro ed è stato concepito in vista del Giubileo che il Papa avvia aprendo la porta santa di San Pietro la notte del 24 dicembre.

L’antico e il moderno

“Le due creazioni, il portale istituzionale e la Basilica virtuale, sono l’una l’occhiello e l’altra il fiore all’occhiello della missione digitale della Fabbrica di San Pietro”, ha detto il cardinale arciprete …

Grazie all’intelligenza artificiale Microsoft ha realizzato un “gemello virtuale” di San Pietro in vista del Giubileo.

Verso il Giubileo

Il risultato, che sarà online a dicembre, includerà anche una versione del videogioco Minecraft ambientata nella basilica vaticana, dedicato agli studenti di scuola, permetterà di visitare San Pietro, ancorché tramite computer, a chi non potrà recarsi a Roma per l’anno santo, ed ha già fornito una mappatura completa dell’edificio che permetta ai restauratori di individuare crepe o tessere mancanti degli antichi mosaici. Il progetto parte insieme ad un nuovo sito internet della Fabbrica di San Pietro ed è stato concepito in vista del Giubileo che il Papa avvia aprendo la porta santa di San Pietro la notte del 24 dicembre.

L’antico e il moderno

“Le due creazioni, il portale istituzionale e la Basilica virtuale, sono l’una l’occhiello e l’altra il fiore all’occhiello della missione digitale della Fabbrica di San Pietro”, ha detto il cardinale arciprete Mauro Gambetti. Alla conferenza stampa in Vaticano ha partecipato anche il vice-presidente di Microsoft Brad Smith, entrato in contatto anni fa con la Santa Sede in occasione del lancio di una carta etica internazionale sull’intelligenza artificiale, la Rome Call for AI Ethics, e che ora ha sottolineato la “straordinaria partnership tra una delle istituzioni più antiche e importanti del mondo e la più avanzata tecnologia del mondo”.

(afp)

400mila fotografie

Per tre settimane, quando la basilica era chiusa al pubblico il team francese di Iconem ha catturato con droni, fotocamere e laser oltre 400mila immagini ad alta risoluzione all’interno di San Pietro che sono state poi utilizzate per creare un modello 3D ultra-preciso, noto come digital twin o gemello digitale. Microsoft ha poi elaborato con l’intelligenza artificiale la vasta mole di dati, perfezionando il gemello digitale con una precisione millimetrica. Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno colmato le lacune, migliorato i dettagli e creato una ricostruzione virtuale senza soluzione di continuità.

22 chilometri di dati

“C’erano 22 petabytes di dati”, ha spiegato Smith, “per conservarli servirebbero cinque milioni di dvd che sarebbero lunghi 22 chilometri”. Si tratta del “più grande progetto di questo tipo che Microsoft, e credo chiunque altro, abbia mai realizzato”, possibile grazie ad “una tecnologia che solo due anni e mezzo fa, quando abbiamo iniziato a pensarci, non esisteva”.

(reuters)

Minecraft per scuole

Tra le conseguenze, l'intelligenza artificiale ha aiutato a rilevare e mappare le vulnerabilità strutturali della basilica, come crepe e tessere di mosaico mancanti, per orientare al meglio i futuri lavori di conservazione.

Il nuovo portale web della basilica, realizzato grazie alla collaborazione di Assist Group, “proporrà la vista della basilica in 3D in fotogrammetria, alcuni itinerari immersivi, un programma educativo modulato sul modello Minecraft, lo streaming delle celebrazioni, i podcast con meditazioni”, ha spiegato da parte sua il cardinale Bassetti. Il videogioco Minecraft, in particolare, sarà nella versione “educational”, inteso cioè come progetto educativo, e permetterà agli studenti di aggirarsi virtualmente in San Pietro apprendendo nozioni artistiche e storiche in modalità ludica.

Verso la prenotazione delle visite

Sul portale, ha detto l’arciprete della basilica, saranno poi disponibili approfondimenti, news, una app per servizi e audioguide digitali, ma anche i dati relativi alla situazione del flusso di visitatori in tempo reale, nonché una piattaforma di prenotazione degli accessi. “Pensiamo di ordinare piano piano i flussi delle persone che arrivano a San Pietro per favorire il più possibile l’accesso che non costringa a file lunghissime sotto il sole o la pioggia, e quindi per potersi programmare più facilmente una visita, garantendo anche un accesso dedicato a coloro che vengono per pregare o per vivere i sacramenti”. Inoltre, la Fabbrica di San Pietro ha organizzato insieme allo studio di design lituano Dadada due visite “immersive”, che dovrebbero aprire nelle prossime settimane, Petros Eni e Petros Eni Octagon, che “offriranno a pellegrini e visitatori una combinazione unica di nozioni storiche ed esplorazioni digitali, mostrando aspetti chiave nell’evoluzione della basilica nei secoli”.

Quel paragone con Notre Dame

Secondo Brad Smith, il gemello virtuale di San Pietro “non può sostituire la possibilità di visitare questo luogo di persona ma può fornire alle persone maggiore comprensione”. Inoltre, “chiunque non potrà venire durante il Giubileo a Roma potrà visitare la basilica grazie al contributo della tecnologia”. A chi domandava se una simile “virtualizzazione” di San Pietro non si sarebbe potuta usare anche per la cattedrale di Notre Dame a Parigi, erosa da un incendio nel 2019 e ora in procinto di essere riaperta, “non suggerirei mai che qualcuno potrebbe essere felice di visitare Notre Dame mentre la cattedrale non è riparata”, ha detto il vicepresidente di Microsoft, “ma se ci fosse stato un modello virtuale la ricostruzione sarebbe stata immensamente più facile”.

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