Clima, il Papa incoraggia il vertice di Baku: “Pericolosa tendenza a costruire muri”
di Iacopo ScaramuzziIl vertice internazionale sul cambiamento climatico “si inserisce in un contesto condizionato dalla crescente disillusione nei confronti delle istituzioni multilaterali e dalla pericolosa tendenza a costruire muri”, ma non ci si può “lavare le mani” per quella che è “la vera sfida del secolo”. Mentre a Baku grava la prospettiva del disimpegno dell’amministrazione Trump, papa Francesco invia il suo messaggio di incoraggiamento al summit in corso nella capitale dell’Azerbaigian.
Sfida al multilateralismo
“La Cop29 si inserisce in un contesto condizionato dalla crescente disillusione nei confronti delle istituzioni multilaterali e dalla pericolosa tendenza a costruire muri”, afferma Bergoglio nel messaggio letto dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. “L'egoismo – individuale, nazionale e dei gruppi di potere – alimenta un clima di sfiducia e di divisione che non risponde alle esigenze di un mondo mondo interdipendente in cui dovremmo agire e vivere come membri di un'unica fami…
Il vertice internazionale sul cambiamento climatico “si inserisce in un contesto condizionato dalla crescente disillusione nei confronti delle istituzioni multilaterali e dalla pericolosa tendenza a costruire muri”, ma non ci si può “lavare le mani” per quella che è “la vera sfida del secolo”. Mentre a Baku grava la prospettiva del disimpegno dell’amministrazione Trump, papa Francesco invia il suo messaggio di incoraggiamento al summit in corso nella capitale dell’Azerbaigian.
Sfida al multilateralismo
“La Cop29 si inserisce in un contesto condizionato dalla crescente disillusione nei confronti delle istituzioni multilaterali e dalla pericolosa tendenza a costruire muri”, afferma Bergoglio nel messaggio letto dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. “L'egoismo – individuale, nazionale e dei gruppi di potere – alimenta un clima di sfiducia e di divisione che non risponde alle esigenze di un mondo mondo interdipendente in cui dovremmo agire e vivere come membri di un'unica famiglia che abita lo stesso villaggio globale interconnesso”.
Contro i negazionisti
All’emergenza ambientale papa Francesco ha dedicato un’enciclica e un’esortazione apostolica, Laudato si’ e Laudate Deum, incoraggiando attivamente la Cop21 di Parigi, nel 2015, e scagliandosi da ultimo contro chi, anche all’interno della Chiesa, nega l’origine antropica del cambiamento climatico. Jorge Mario Bergoglio, che nel corso degli anni ha anche salutato Greta Thunberg, aveva progettato di partecipare di persona all’ultima Cop, che si è svolta a Dubai a fine 2023, ma ha poi dovuto rinunciare a causa di un’influenza.
“Oltre i particolarismi”
Il Papa ora auspica che il vertice di Baku “riesca a dimostrare che esiste una comunità internazionale pronta a guardare oltre i particolarismi e a mettere al centro il bene dell'umanità e della nostra casa comune, che Dio ha affidato alla nostra cura e responsabilità”.
Cambiamento climatico e pace
Nel suo messaggio Francesco mette a fuoco due questioni correlate all’emergenza climatica. Innanzitutto “i dati scientifici a nostra disposizione non consentono ulteriori ritardi e rendono evidente che la conservazione del creato è una delle questioni più urgenti del nostro tempo”, afferma Bergoglio: “Dobbiamo anche riconoscere che è strettamente interrelata con la conservazione della pace”.
Il”debito ecologico” dei paesi poveri
In secondo luogo, il Pontefice latino-americano, da sempre recettivo alle istanze del global south, torna a chiedere un impegno dei paesi ricchi a favore del “debito ecologico” dei paesi più poveri: “Occorre sforzarsi di trovare soluzioni che non compromettano ulteriormente lo sviluppo e la capacità di adattamento di molti Paesi già gravati da un debito economico paralizzante”, scrive il Papa. “Quando si parla di finanziamenti per il clima, è importante ricordare che il debito ecologico e il debito estero sono due facce della stessa medaglia, ipotecando il futuro”, ha detto Parolin ricordando l’appello lanciato dal Pontefice in vista del Giubileo alle porte, quando ha chiesto alle nazioni più ricche “che riconoscano la gravità di tante loro decisioni passate e si decidano a condonare i debiti di Paesi che non saranno mai in grado di ripagarli”.
No all’autogiustificazione
Auspicando che il vertice di Baku raggiunga un “accordo ambizioso”, il Papa sottolinea che “l'indifferenza è complice dell'ingiustizia. Faccio appello, quindi, affinché, pensando al bene comune, si possano smascherare i meccanismi di autogiustificazione che così spesso ci paralizzano: cosa posso fare? Come posso contribuire? Oggi non c'è tempo per l'indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani con la distanza, con la noncuranza, con il disinteresse. Questa – afferma Bergoglio – è la vera sfida del nostro secolo”.