"Mi ha fatto piacere leggere dalla vostra 'Quarta Rilevazione dell'Indice di Fiducia’ che la speranza è l'atteggiamento interiore in cui i giovani italiani oggi si riconoscono di più. Incontriamo spesso persone sfiduciate perché guardano al futuro con scetticismo e pessimismo. Quelle persone dalla faccia lunga, così è il pessimismo. È importante dunque sapere che i giovani italiani sanno essere artigiani di speranza perché sono capaci di sognare". Così il Papa si è rivolto alla delegazione del Consiglio Nazionale dei Giovani, ricevuta stamane in udienza in Vaticano. "Per favore, non perdere la capacità di sognare: quando un giovane perde questa capacità, non dico che diventa vecchio, no, perché i vecchi sognano. Diventa un 'pensionato della vita'. È molto brutto. Per favore, giovani, non siate 'pensionati della vita', e non lasciatevi rubare la speranza! Mai! La speranza non delude mai!", ha detto Francesco.
"Fare rete”
Essendo, nel dialogo con le istituzioni, l'organo consultivo chiamato a rappresentare il mondo giovanile a livello locale, nazionale ed europeo, il Papa ha invitato i presenti a fare "rete", ma anche facendo "chiasso", e "ad essere voce di tutti, specialmente di chi non ha voce": "e oggi c'è tanta gente che non ha voce, tanti esclusi, non solo socialmente, per i problemi di povertà, mancanza di educazione, dittatura della droga; ma anche di coloro che non sanno sognare".
"Come sappiamo - anche dalla cronaca di questi giorni - le sfide che vi riguardano sono tante - ha affermato il Pontefice -: la dignità del lavoro, la famiglia, l'istruzione, l'impegno civico, la cura del creato e le nuove tecnologie". Secondo il Papa, "l'aumento di atti di violenza e di autolesionismo, fino al gesto più estremo di togliersi la vita, sono segni di un disagio preoccupante e complesso". Per questo "è fondamentale un cammino educativo che coinvolga tutti": "Serve un patto, un'alleanza, tra coloro che desiderano mettere al centro la persona e, allo stesso tempo, sono disposti a investire nuove energie per la formazione di chi sarà al servizio della comunità".
Essere testimoni della bellezza della vita
Francesco ha esortato i giovani "ad essere testimoni della bellezza e della novità della vita", e questo "nel servizio disinteressato alla comunità, nel lavoro generoso per la felicità della famiglia, nell'impegno gratuito per far crescere l'amicizia sociale", ponendo così "le basi della solidarietà sociale e della cultura dell'incontro". "Il vostro servizio disinteressato per la verità e la libertà, per la giustizia e la pace, per la famiglia e la politica è il contributo più bello e più necessario che potete offrire alle istituzioni per la costruzione di una società nuova", ha sottolineato, "senza dimenticare gli estremi della vita".
“Giocare con i bambini e accarezzare i vecchi”
"Sono due cose che vi lascio come domande", ha concluso: "alcuni di voi - siete sposati, avete figli - voi sapete giocare con i bambini? Voi siete capaci di perdere il tempo per giocare con i vostri figli, o con i vostri nipotini? Voi siete capaci di questo? Questa capacità del gioco, E poi, un'altra domanda: voi siete capaci di accarezzare un anziano? Giocare con i bambini e accarezzare i vecchi". E oggi, "nella nostra cultura, i bambini si lasciano crescere da soli, senza tenerezza, e i vecchi si mandano alle case di riposo, perché muoiano lì. Dobbiamo cambiare: giocare con i bambini e accarezzare i vecchi. E questo farà che la vostra gioventù sia feconda. Non dimenticate questo: bambini e vecchi".