Gli anni del primo conflitto mondiale, l’avvento del fascismo e del nazismo: il Carteggio di Giovanni Battista Montini negli anni che vanno dal 1914 al 1933, in corso di pubblicazione, sarà al centro del XVI Colloquio Internazionale di Studio organizzato dall’Istituto Paolo VI nella sede di Concesio, in provincia di Brescia, città natale del futuro Papa.
Dal 26 al 28 settembre 2025, quattordici studiosi provenienti da altrettante sedi universitarie e centri di ricerca proporranno una serie di contributi che si soffermeranno sull’assimilazione da parte di Montini dell’eredità del cattolicesimo sociale bresciano, sulla resistenza culturale al totalitarismo fascista, coltivata con fermezza negli anni della Fuci, sulla transizione pacifica a forme democratiche di governo accompagnata, in Italia e altrove, nelle posizioni di responsabilità assunte e, infine, sull’ispirazione e sul metodo di azione della Chiesa nella società che hanno via via preso forma.
Il tema scelto per il simposio di quest’anno richiama l’attualità: La questione della democrazia: la visione di Paolo VI. Se nel primo Colloquio ci si era soffermati su Ecclesiam Suam, prima enciclica di Paolo VI, a distanza di 45 anni l’Istituto ha scelto di mettere in risalto il legame che intercorre tra l’impegno ecclesiale e il ruolo civile. Una prospettiva che ha già indotto, nel 2023, a conferire per la prima volta il Premio Paolo VI non a un intellettuale, ma a un uomo politico, di alto livello e ancora in carica: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“La visione della democrazia da parte di Paolo VI – sottolinea in una nota l’Istituto - si è declinata nel concetto del dialogo come metodo, espresso nell’enciclica Ecclesiam Suam, vera cifra del suo pontificato, ripreso poi nel percorso di costruzione europea. Montini ha saputo cogliere il senso del vivere nella complessità della storia, oggi manifesto nella convivenza plurale e nel mondo globale. Ma cosa significa vivere nella complessità? Non relativismo, ma un’identità in dialogo. Ecco allora che l’altra nozione cruciale riguarda la “teologia della democrazia” accostata a quella della spiritualità, una spiritualità nella politica e di chi fa politica, tema decisamente montiniano che affiora prepotentemente dagli inizi del Carteggio per poi sbocciare nel magistero episcopale milanese e amplificarsi in quello papale”.