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Antonio Banderas sul set della seconda stagione della serie tv Genius, prodotta da Brian Grazer e Ron Howard. I dieci episodi, dedicati a Pablo Picasso, andranno in onda da aprile su National Geographic (Dusan Martincek/National Geographic) 

L'arte di essere Picasso in tv

Siamo stati sul set della seconda stagione di Genius, in onda dal 10 maggio su National Geographic. Protagonista Antonio Banderas. Che dice: "Pablo è il mio eroe da quando ero bambino"
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BUDAPEST. Come distinguere l'artista dall'arte? Prendiamo Picasso, per esempio. È stato scelto come protagonista della seconda stagione di Genius (la prima è stata su Einstein). La serie tv, prodotta da Brian Grazer e Ron Howard, andrà in onda dal 10 maggio su National Geographic (canale 403 di Sky). Le riprese sono iniziate lo scorso ottobre a Parigi, per poi passare a Malaga e Barcellona, e terminare in queste settimane - gli interni e pochi esterni generici - in Ungheria. E lì, a Budapest, siamo andati a visitare il set nei Korda Studios, sempre più gettonati (dal cinema e dalla televisione). A interpretare Picasso, giovane e adulto, sono Alex Rich e Antonio Banderas. Poi ci sono le attrici che danno corpo al piccolo esercito di donne che in momenti diversi della vita dell'artista (ma anche in contemporanea tra di loro) lo affiancarono, lo ispirarono e, in qualche caso, diventarono madri dei suoi figli. Accanto alla prima moglie, la b…

BUDAPEST. Come distinguere l'artista dall'arte? Prendiamo Picasso, per esempio. È stato scelto come protagonista della seconda stagione di Genius (la prima è stata su Einstein). La serie tv, prodotta da Brian Grazer e Ron Howard, andrà in onda dal 10 maggio su National Geographic (canale 403 di Sky). Le riprese sono iniziate lo scorso ottobre a Parigi, per poi passare a Malaga e Barcellona, e terminare in queste settimane - gli interni e pochi esterni generici - in Ungheria. E lì, a Budapest, siamo andati a visitare il set nei Korda Studios, sempre più gettonati (dal cinema e dalla televisione). A interpretare Picasso, giovane e adulto, sono Alex Rich e Antonio Banderas. Poi ci sono le attrici che danno corpo al piccolo esercito di donne che in momenti diversi della vita dell'artista (ma anche in contemporanea tra di loro) lo affiancarono, lo ispirarono e, in qualche caso, diventarono madri dei suoi figli. Accanto alla prima moglie, la ballerina Ol'ga Khokhlova, sfilano nei dieci episodi della serie Fernande Olivier (interpretata dalla Lyanna Stark del Trono di spade Aisling Franciosi), Marie-Thérèse Walter (Poppy Delevingne), Dora Maar (Samantha Colley), Françoise Gilot (Clémence Poésy).

"Quella di Picasso potrebbe essere raccontata come una storia di vampiri: lui la linfa vitale la traeva dalle sue donne" dice Clémence Poésy, tra il trucco e le riprese di una scena in cui, nei panni di Françoise Gilot, suggerisce a un Picasso in crisi di tornare agli inizi, di ricominciare a disegnare piccioni e picador. Picasso seguirà il consiglio e, rispondendo alla richiesta del Partito comunista francese di creare un simbolo del movimento per la pace, disegnerà una colomba come quelle che faceva da bambino. La colomba della pace.

"Picasso aveva sempre bisogno di rinnovare tutto" continua Poésy, "di spingere più avanti i limiti per creare qualcosa di nuovo. E aveva bisogno di farlo anche nella vita privata, per alimentarla con nuova energia. Certo, era una cosa violenta e dolorosa, ma la passione e l'amore non gli sono mai mancati". Niente nella vita di Picasso sembra essere accaduto senza arte o passione. Nessuna donna è stata poco amata, anche se poi lasciata ("Ma mai del tutto abbandonata" ci fa notare Banderas). E la vita di Picasso, relazioni sentimentali incluse, è stata necessaria alla sua arte.

Françoise Gilot di recente ha raccontato come, per ogni sua donna, Picasso avesse una sorta di leitmotiv. Per lei erano l'azzurro e il verde, i colori con cui Henri Matisse avrebbe voluto ritrarla. Proprio dopo un incontro con Matisse e Gilot, per rivalità e gelosia Picasso realizzò una lunga serie di ritratti di lei, iniziati con la Donna fiore: un lungo stelo azzurro al posto del corpo, e una testa circondata di foglie verdi.

Incontriamo Banderas già vestito da Picasso e truccato in modo impeccabile. "Oggi solo tre ore di make up" dice. "Per le scene dove ho ottanta o novant'anni arriviamo a cinque". Le tre ore sono state spese bene, perché la somiglianza dell'attore con l'artista è quasi inquietante. Sembra di parlare con Picasso. E quando Banderas descrive il suo Pablo è come se descrivesse se stesso. Lo fa anche con un certo piglio patriottico. "Picasso è nato nella mia città, Malaga. Quando sono nato e cresciuto io, prima della morte di Franco, non è che avessimo tutti questi eroi internazionali. Picasso ufficialmente veniva tenuto un po' nascosto, nessuno raccontava la sua vita, non si parlava granché degli anni in cui aveva aderito al partito comunista. Ma la cosa ai miei occhi lo rendeva ancora di più un eroe. Tutti i giorni tornavo da scuola e passavo davanti alla sua casa, in Plaza de la Merced. C'era già una targa che diceva: qui nel 1881 è nato Pablo Picasso".

Di come Banderas sia riuscito a coronare il suo sogno d'infanzia di interpretare Picasso ci parla lo showrunner, produttore esecutivo, sceneggiatore e regista dei primi due episodi della serie, Kenneth Biller. "Quando abbiamo deciso che il secondo genio della serie sarebbe stato Picasso, ho pensato: dobbiamo assolutamente avere Antonio Banderas. Sapevo istintivamente che sarebbe stata la scelta giusta. Quello che ignoravo era che Banderas fosse nato a Malaga, che fosse affascinato dalla figura di Picasso praticamente da tutta la vita e che da sempre desiderasse interpretarlo".

Così, quando Biller e Ron Howard sono andati dall'attore a Londra per proporgli la parte, hanno scoperto che lui di fatto voleva già fare Picasso. "Non era la prima volta che qualcuno mi chiedeva di calarmi nei panni dell'artista" dice Banderas, raccontando che da qualche anno sta trattando per girare un biopic diretto da Carlos Saura dal titolo Guernica: 33 días. "Non sarà un film sulla vita di Picasso" spiega. "Parlerà solamente dei 33 giorni in cui dipinse Guernica, usandoli come pretesto per raccontare la violenza, la guerra civile e tutto quello che accadde in Spagna nel 1937". Ancora incerta è la data di inizio delle riprese, di sicuro Banderas sarà di nuovo Picasso.

Della complessa vita sentimentale del pittore spagnolo l'attore dice di ammirare la sincerità, l'assoluta onestà che gli rendeva impossibile stare con la stessa donna quando le emozioni più forti, quelle che sapeva avrebbero alimentato e rinnovato la sua arte, arrivavano da un'altra. "Però si è sempre preso cura della sue donne" dice l'attore. "Marie-Thérèse Walter, per esempio: dopo averla lasciata ha continuato a sentirla al telefono tutte le settimane. Per tutta la vita". Poi corregge un po' il tiro di questa sua "linea di difesa" e aggiunge: "Certo, Françoise Gilot diceva pure che Picasso amava tenere tutte le sue donne in un armadio. Per tirarle fuori e rimetterle dentro a piacimento".

Ma, ancora una volta: come distinguere l'artista dall'arte? E la persona dall'artista? "Nel caso di Picasso è quasi impossibile separare la vita privata dall'arte" risponde Banderas. E a confermarlo è anche Biller, ragionando sul fatto che il tempismo con cui arriva la serie per certi versi è perfetto, essendo quasi inevitabile il paragone tra la Los Angeles tutta sesso e potere e la Parigi bohémienne di inizio Novecento, pullulante di artisti (quasi esclusivamente maschi) e modelle (quasi sempre nude).

"Quando si parla della scena artistica di quegli anni" dice Biller, "non puoi non paragonarla a Hollywood. Parigi nel secolo scorso era un posto dove artisti potenti e di successo potevano sfruttare le donne come oggi fanno i grossi produttori americani. Ma nella serie raccontiamo anche le storie delle donne di Picasso. Quella di Fernande Olivier, per esempio, che prima di conoscere Picasso era stata picchiata e abusata da molti uomini e che, anche grazie alla relazione con l'artista, trovò una strada per superare il suo passato di violenze".

A dimostrare la sincerità di intenti aggiunge che il genio della terza stagione della serie sarà sicuramente una donna. Esclude Marie Curie ("non vogliamo un altro scienziato"), lascia aperto uno spiraglio sulla scrittrice Mary Shelley ("C'è solo da capire se la sua vita sia stata così interessante da poter coprire dieci ore di serie") e accenna alla possibilità di raccontare una donna del mondo della musica. Interpellata sull'argomento, Poésy, luminosa come la giovane Françoise Gilot quando ventunenne si innamorò dello sposato, e già fedifrago, sessantunenne Picasso, dice: "Da spettatrice io vorrei vedere una serie tv su Nina Simone. Quella donna era davvero un genio".

Sul Venerdì del 23 febbraio 2018