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La cittadella degli archivi del Comune di Milano (Nicola Marfisi/ Agf) 

Piacentini: “Sulla burocrazia online noi ancora da serie B”

Il Commissario per la digitalizzazione spiega perché l’Italia ancora arranca. Anche se "progressi ne abbiamo fatti e tanti": da PagoPa fino a Ripalta Cremasca
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Diego Piacentini abbassa la guardia solo verso la fine dell'intervista. E allora, dopo averti spiegato il perché e il percome di quello che ha fatto (a scanso di equivoci: roba buona) in questi diciotto mesi come commissario straordinario alla digitalizzazione per la Presidenza del Consiglio, ti racconta di quell'alto dirigente di un ministero che, all'ennesimo sollecito sul perché non aveva ancora risposto a una richiesta, lo liquida con un candido "non penserà mica che io legga le email!". O di quell'altra agenzia statale che ha confidato, come se fosse la cosa più normale del mondo, di cancellare senza neppure aprirle le Pec che le arrivano nel fine settimana, "perché pervenute fuori dall'orario di ufficio". Ce n'è di che alzare le mani. Lui, che in ogni caso scadrà a settembre e passerà il testimone a qualcun altro, sempre che il nuovo governo non decida di abolire quest'ufficio…
Diego Piacentini abbassa la guardia solo verso la fine dell'intervista. E allora, dopo averti spiegato il perché e il percome di quello che ha fatto (a scanso di equivoci: roba buona) in questi diciotto mesi come commissario straordinario alla digitalizzazione per la Presidenza del Consiglio, ti racconta di quell'alto dirigente di un ministero che, all'ennesimo sollecito sul perché non aveva ancora risposto a una richiesta, lo liquida con un candido "non penserà mica che io legga le email!". O di quell'altra agenzia statale che ha confidato, come se fosse la cosa più normale del mondo, di cancellare senza neppure aprirle le Pec che le arrivano nel fine settimana, "perché pervenute fuori dall'orario di ufficio". Ce n'è di che alzare le mani. Lui, che in ogni caso scadrà a settembre e passerà il testimone a qualcun altro, sempre che il nuovo governo non decida di abolire quest'ufficio, invece insiste. Sono venuto a chiedergli perché non siamo l'Estonia. O meglio, digitalmente parlando, neanche una gamba o un piede di Tallinn ("È come se paragonassimo il Manchester United e la Cremonese" concede, a taccuino chiuso). E, dando per scontato che questo super-manager di Amazon (era di fatto il numero tre nella gerarchia) in aspettativa per un biennio è uno che di tecnologia se ne intende, per capire quali sono stati i principali ostacoli che ha incontrato sulla sua strada e quanto tempo ci vorrà per superarli.

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È inutile - conosce quel Paese - che le racconti dell'estone che può controllare online tutta la sua storia medica. Però può spiegarci: perché noi no?

"Per molti motivi diversi. Intanto loro non hanno il problema della legacy (Piacentini ha lavorato 29 anni in America e ancora pensa in inglese), la stratificata eredità sia informatica che burocratica che invece abbiamo noi. Quando hanno costruito il sistema l'hanno fatto subito digitale. Per noi invece si tratta di trasformazione. I nostri milioni di fascicoli sanitari che ricostruiscono le storie cliniche di ognuno non si parlano. Poi le dimensioni...".

Non mi dica che sono piccoli. Amazon preferirebbe vendere a 60 che a 1,3 milioni di clienti e il costo per transazione scende con una scala maggiore...

"Certo, ma non è un caso che gli altri Paesi digitalmente più avanzati siano Singapore, Norvegia, Danimarca. Diciamo che aiuta. È ciò che chiamo un vento a favore".

Lì la carta d'identità elettronica ce l'ha il 98 per cento della popolazione mentre da noi lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale in 2,2 milioni, ovvero il 2,6 per cento. Gli estoni dicono: la nuova tecnologia va imposta.

"Certo, ma lo Spid cresce del 132 per cento da inizio 2017 e ancora un anno e mezzo fa nessuno ce l'aveva. In Francia sono a 3 milioni, in Gran Bretagna a 1,9. Il vero problema non è tanto convincere i cittadini, quanto le amministrazioni. L'Inps, ad esempio, ha rilasciato negli anni 11 milioni di pin. Adesso però puoi entrare nel suo portale anche con lo Spid. Se a un certo punto decidessero che quella diventa l'unica credenziale valida, di colpo si moltiplicherebbero per 5. Lo stesso vale per l'Agenzia delle entrate o altri enti con cui si ha a che fare spesso. Però la transizione va fatta senza danneggiare gli utenti".

Quale strumento cresce di più?

"Direi PagoPa, che consente di pagare imposte, multe e ogni cosa in cui il creditore è il pubblico. Cresce del 574 per cento e sono già state fatte 7 milioni di transazioni. Ma sia per questo che per lo Spid i numeri decolleranno sul serio quando anche la banche accetteranno quelle pubbliche come credenziali per i loro servizi. Banca d'Italia ci crede molto".

I numeri dell'anagrafe nazionale che dovrebbe unificare una volta per tutte quelle dei singoli Comuni sono forse i più deprimenti: perché?

"Al momento hanno aderito 64 su oltre 8 mila comuni, ma 1.047 sono in fase di presubentro (Piacentini ha fatto allestire una mappa con lo stato dei lavori che trovate a teamdigitale.governo.it), ovvero hanno ripulito i dati preparando i sistemi a parlare tra loro. Non solo: per la prima volta è stato introdotto un sistema di ticketing, per cui a ogni incidente di percorso viene attribuita una pratica che va risolta. Prima se c'erano bug, bachi, non venivano dichiarati per non fare brutta figura".

Non c'è dubbio che adesso ci sia una procedura da seguire e un Piano. Ma, per dirla in informatichese, i risultati si vedono più sul back-end, il retrobottega, che sul front-end, che però è quello che i cittadini frequentano. Ci stupisca...

"C'è una differenza tra spiegare e giustificare, e ciò che ho fatto sin qui appartiene alla prima categoria. Alcuni significativi risultati ci sono già, ma a macchia di leopardo. Parlo del Comune di Gallarate dove fanno uno sconto a chi versa la Tari online per incentivarli a usare quel canale. O Ripalta Cremasca dove le mense scolastiche si pagano online e si può anche controllare cosa mangiano i figli. Oppure Firenze che non solo fa iscrivere al nido con lo Spid, ma ti consente di ottenere il bonus relativo e ti rilascia la carta d'identità elettronica in pochi minuti. Per non dire dei comuni montani della Val Sabbia nel bresciano, dove dai permessi edilizi alle attività produttive tutto si fa in rete. Per non dire  dell'eccellenza di Bologna".

Apprezzo le macchie, ma il leopardo è ancora molto cartaceo: che tempi prevede per invertire la situazione?

"Nel 2022 i dieci principali Comuni potrebbero avere servizi molto avanzati. Però sono restio a dare numeri: ci sono troppe variabili, la principale delle quali è la continuità politica. Ci possono volere anni, una generazione, ma chi avrebbe previsto che Amazon Prime crescesse così alla svelta? Ciò che ho perfettamente presente è che se risparmiassimo la quota degli estoni si tratterebbe di 36 miliardi di euro l'anno, più di tante finanziarie. Eppure è un messaggio che la politica fatica a recepire".

Sul Venerdì del 9 marzo 2018