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Il matrimonio del principe Harry e Meghan Markle a Windson, lo scorso maggio (Getty Images) 

Un colore fantastico tendente al nero

Metamorfosi di un genere narrativo e giornalistico intramontabile. Che si adatta, o più spesso precede, i cambiamenti dei codici morali. E di quelli dell'immoralità
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Black is the new pink? Negli ultimi cortei di protesta antimaschilista, il nero ha sostituito il rosa: come ai premi Golden Globe 2018, quando le dive più celebri hanno marciato insieme, in nero massimamente sexy, contro le famose molestie sessuali cui gli uomini di potere e no indulgono dai tempi delle caverne, e che si sospetta, malgrado le punizioni di alcuni colpevoli finalmente denunciati, continuino imperterrite tuttora, con denuncia e marce tra vent'anni.

Allora davvero Black is the new pink? È probabile, per affermare una femminilità sicura di sé che ostenta se stessa ma se la tocchi senza permesso, un tempo le più coraggiose ti davano uno schiaffo, adesso ti denunciano e diventi uno da schedare come un rom. Il rosa è ancora il simbolo di una graziosa svalutazione per definire il sentimentalismo, la fragilità, l'inconsistenza, un tempo attribuiti in esclusiva alla femminilità, un recinto invalicabile che includev…
Black is the new pink? Negli ultimi cortei di protesta antimaschilista, il nero ha sostituito il rosa: come ai premi Golden Globe 2018, quando le dive più celebri hanno marciato insieme, in nero massimamente sexy, contro le famose molestie sessuali cui gli uomini di potere e no indulgono dai tempi delle caverne, e che si sospetta, malgrado le punizioni di alcuni colpevoli finalmente denunciati, continuino imperterrite tuttora, con denuncia e marce tra vent'anni.

Allora davvero Black is the new pink? È probabile, per affermare una femminilità sicura di sé che ostenta se stessa ma se la tocchi senza permesso, un tempo le più coraggiose ti davano uno schiaffo, adesso ti denunciano e diventi uno da schedare come un rom. Il rosa è ancora il simbolo di una graziosa svalutazione per definire il sentimentalismo, la fragilità, l'inconsistenza, un tempo attribuiti in esclusiva alla femminilità, un recinto invalicabile che includeva pure la sottomissione, l'esclusione; oggi il recinto è parzialmente saltato, e il rosa si è diffuso cominciando dalle camicie da uomo, come simbolo della massima virilità in grado di sfidare ogni pregiudizio di petalo delicato: rosa anche come condanna e disprezzo, quando quel colore etereo  servì al nazismo per bollare e inviare nei campi di sterminio anche gli omosessuali. Strascichi rosa, però più occupati da drammi maschili, come le rubriche del cuore, la letteratura rosa invasa da scrittori uomini bravi nel raccontare i loro piccini birichini, la compagna intellettuale e loro a lavare i piatti contentissimi. I quotidiani più seri affogati nel matrimonio di Harry e Meghan, con molto spazio per i cappelli delle dame, e il settimanale Time, detto autorevole, con un intero numero più copertina dedicato alla coppia. E cosa c'è nei colori del nostro immaginario di più rosa di un matrimonio d'amore tra un principe e una attrice, che un tempo sarebbe stata Cenerentola (e c'è chi ha chiamato ancora così la vispa sposa, che invece si mangia in un boccone il principe, decidendo per lui anche cosa deve indossare) e oggi è forse più importante, cioè mediatica, dello sposo.

Ai tempi della mia giovinezza la massima scrittrice rosa era la famosissima Liala, perché non solo raccontava caste storie d'amore, ma le ambientava tra ricchi che si lavavano i denti due volte al giorno e cenavano con tovaglie di bisso e almeno tre forchette. La leggevano avidamente solo le ragazze, perdute in tutto quel disprezzato rosa, e intanto imparavano l'italiano forbito e i bei modi, distinguendosi così dai loro coetanei maschi più rustici. Noi ragazze superbe divoravamo invece la preziosa Jane Austen, letta anche da maschi purché letterati. Però molte di noi la leggevano con gli occhiali rosa: incantate da come l'intelligente, ma senza dote, Elizabeth, pur innamorata del bellissimo e ricchissimo Darcy, anche lui innamorato, lo tenesse sulle spine per Orgoglio e per vincere il di lui Pregiudizio. Si cercava, nei nostri modesti innamoramenti, di imitarla, con scarso successo. È nella quotidianità femminile (dall'amministratrice delegata alla badante) confessare non di comprare ma di leggere spiritosamente dal parrucchiere (non so dal barbiere) una montagna di settimanali detti rosa. In cui pur restando il matrimonio la meta meravigliosa di celebri vip quali quelli del Grande Fratello, di Amici e dell'Isola dei famosi, bisogna che abbondino corna, divorzi, nuovi matrimoni, piccini che si accumulano un po' di qua e un po' di là.

Nuove e molto applaudite nel rosa attuale le nozze tra persone dello stesso sesso, con torta e genitori commossi: di qualche settimana fa l'annuncio dell'unione civile tra Imma Battaglia e Eva Grimaldi e più recentemente le foto di quella degli arredatori Iovine&Sabatino, "da milioni di followers". Imprudenti e spietati, ma molto graditi dai lettori, certi scoop sentimentali, con foto di abbracci e mano nella mano. Vedi il titolo "Via Anthony, avanti Hugo" su Chi del 6 giugno: Asia Argento  (neo giudice di X Factor) con Hugo Clement - "la coppia ha fatto avanti e indietro dall'Hotel de Russie" - e il povero Anthony Bourdain ancora in vita.

Sempre più apprezzato quindi il rosa crudele, non so quanto quello di Palazzo. In passato la stampa rosa osava pubblicare foto di donne politiche, quindi non donne, però per renderle digeribili, sempre ai fornelli o al bagnetto dei loro bisnipoti, essendo le nostre onorevoli d'epoca vecchissime. Dagli anni di Berlusconi diventò molto rosa la sua famiglia, la mamma, le figlie, i semigeneri, i nipoti e per esempio la primogenita Marina, sul favoloso settimanale rosissimo pubblicato dalla sua casa editrice, apparve a torso nudo per mostrarne la nuova meraviglia alle lettrici-elettrici. Non c'è politico del momento, ormai, che non ottenga il suo servizio fotografico rosa, con la nonna contadina e i figli laureati: indimenticabile l'onorevole Casini che qualche anno fa si mostrò su un illustre scoopista, mentre lietamente era in barca senza mutande.

Scicchissimo in mutande il robusto vicepremier Salvini su una delle più recenti copertine di Chi più sei pagine, per celebrare il massimo rosa: quindi titolo nero, "L'uomo del momento, va a vivere con la Isoardi". Foto con i due figli, un fanciullo e una bimbetta, le due mamme neglette a casa loro mentre tra lui e la "bella conduttrice", è sempre amore travolgente.

Sul Venerdì del 13 luglio 2018