Condono all'ischitana
Claudia Arletti , dalla nostra inviata CLAUDIA ARLETTIPasionarie e sindaci. E poi albergatori, urbanisti, cassazionisti, terremotati, ambientalisti e leninisti. Tutti contro tutti. Ma che succede davvero a Lacco Ameno e Forio? Reportage
ISCHIA (Napoli). C'era una volta in Bulgaria una povera signora di nome Mavruda Dimitrova Ivanova. Viveva in un villaggio sul Mar Nero, in una casa piccina picciò aggiustata alla bell'e meglio, senza permessi né niente, sicché le guardie gliela volevano a tutti i costi buttar giù. Ma il suo triste caso arrivò fino alla Corte Europea dei diritti umani, che dopo qualche tempo sentenziò: guai a chi abbatterà un solo muro giacché l'illegalità è stata compiuta dalla signora a causa di - parola magica - necessità. E così oggi la sentenza Ivanova-Cherkezov del 2017 è ben nota agli avvocati che a Ischia e altrove provano a impedire le rare demolizioni; quanto all'abuso per necessità, sull'isola bisogna rassegnarsi: trattasi di concetto a diffusione massima, un mantra incantatore, a maggior ragione ripetuto adesso che è venuta a galla la storia delle 27 mila richieste di…
ISCHIA (Napoli). C'era una volta in Bulgaria una povera signora di nome Mavruda Dimitrova Ivanova. Viveva in un villaggio sul Mar Nero, in una casa piccina picciò aggiustata alla bell'e meglio, senza permessi né niente, sicché le guardie gliela volevano a tutti i costi buttar giù. Ma il suo triste caso arrivò fino alla Corte Europea dei diritti umani, che dopo qualche tempo sentenziò: guai a chi abbatterà un solo muro giacché l'illegalità è stata compiuta dalla signora a causa di - parola magica - necessità. E così oggi la sentenza Ivanova-Cherkezov del 2017 è ben nota agli avvocati che a Ischia e altrove provano a impedire le rare demolizioni; quanto all'abuso per necessità, sull'isola bisogna rassegnarsi: trattasi di concetto a diffusione massima, un mantra incantatore, a maggior ragione ripetuto adesso che è venuta a galla la storia delle 27 mila richieste di condono inevase, conservate nei Comuni; abuso per necessità è un amuleto per scacciare i sospetti e le maldicenze che si porta dietro quel paragrafetto smilzo del cosiddetto decreto Genova, l'articolo 25, messo lì - dicono Legambiente e il Pd, ma anche un pezzo dei 5Stelle - per dare man forte agli speculatori e agli affaristi, altro che aiutare i poveri terremotati del 21 agosto 2017 (circa 2500 persone).
ZERO TITOLI
Come sul Mar Nero, anche a Ischia è entrato in campo un avvocato, Bruno Molinaro, uno stimato cassazionista con ufficio nel piccolo comune di Barano, le pareti ricoperte di foto a testimoniare l'amore per il borgo natale. Premette che se tra case casette e alberghi e verandine non c'è più posto per uno spillo e se il traffico sembra una giostra pazza, è colpa di tutti: dei cittadini che ne se fregano, dei Comuni che non si sono dati i piani regolatori, e pure delle Procure omissive e conniventi. È con questa storia decennale che si cementa, è il caso di dire, l'urgenza di sistemare gli sfollati. Molinaro illustra le leggi di condono del 1985 (Craxi-Nicolazzi), del 1994 (Berlusconi numero 1), e l'ultima, del 2003 (ancora Berlusconi), per chiarire intanto che la parola abuso non gli piace: preferisce indubbiamente senza titolo. Fa presente che nell'applicare le leggi si devono rispettare due principi, tempestività e proporzione, e quindi a nome degli ischitani tutti sentenzia: "Non ha alcun senso abbattere una casa costruita trent'anni fa".
Dell'articolo 25 Molinaro sa pure dove cadono le virgole, per il motivo che l'ha pensato e suggerito lui, e adesso ne è l'indiscusso e più ascoltato interprete. "È una norma eccezionale, riguarda esclusivamente i terremotati. Tre comuni dell'isola su sei. Permette a chi abitava in una casa senza titoli di avere entro sei mesi una risposta sulla vecchia istanza di condono, così da ottenere il contributo per ricostruire. Le famiglie prima dovranno pagare, sia chiaro, e non saranno rose e fiori". E se il Comune non evade la tua pratica per tempo? "Hai vinto, avrai il tuo contributo e amen". E se per la tua villetta abusiva non è mai stata presentata l'istanza di condono? "Hai perso, niente contributo". E se si svegliano tutti, come temono gli ambientalisti, e si scatena l'assalto agli uffici tecnici per dichiarare danni non dipesi dal sisma? "Impossibile, i termini sono chiari", e invece questo è uno dei punti più dibattuti. Ultima domanda: sicuri che, un comma dopo l'altro, un collegato dopo l'altro, non si troverà il modo per costruire ancora? E che i proprietari ricchi e importanti di Forio non siano lì a vedere come finisce questa storia? "Quante falsità, che tritacarne" ripete in grande agitazione e nel fumo di troppe sigarette Giacomo Pascale, il sindaco forzista di Lacco Ameno, 450 case danneggiate dal sisma. "Si grida al condono tombale per massacrare Di Maio. Ma ha una sola colpa: avere pronunciato la parola condono in un mondo in cui le zoccole si chiamano escort".
Se l'avvocato Molinaro è il padre dell'articolo 25, il sindaco Pascale è un suo parente stretto: da mesi è tutto un via vai di sms con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L'idea è questa: "Sistemati i terremotati, bisognerà pensare al resto, mettere un punto, sanare quello che si può sanare in base alle tre leggi di condono". Se ne parla dall'85, non si poteva farlo prima? "Sono sindaco da 18 mesi". E quante istanze ha esaminato? "Mah... Due o tre". E il piano regolatore? "È del 1978, un ferrovecchio. Il nuovo Piano urbanistico comunale, che stiamo realizzando con l'Università di Napoli, deve essere pronto per il 31 dicembre". Ma è adesso! "Infatti non ce la faranno".
LEGGI ANCHE: DOVEVA ESSERE ABUSIVI ANCHE I CARABINIERI
L'URBANISTICA PARLATA
Nel 1951 gli abitanti di Ischia erano meno di 32 mila. Oggi sono più del doppio, e si calcola che i vani siano almeno 120 mila, senza i quali accogliere tanti turisti sarebbe impossibile. E poi alberghi, bed&breakfast, negozi... Tutto tirato su senza prevedere parcheggi, verde, strade. Sebastiano Conte, un urbanista ora fuori dai giochi e perciò (si spera) imparziale, nel suo studio di Barano racconta: "Ai cittadini gli amministratori non hanno mai detto un no: fa' pure, va' avanti, poi vedremo... La chiamo "urbanistica parlata", e ovviamente vale tanto quanto la ginnastica scritta. Zero". Sintetizza: "È un rapporto di mutua omertà. Tu mi voti, io ti copro". Per questo garbato signore i condoni non hanno segreti: nella sua carriera ha istruito cinquemila pratiche per conto dei Comuni del Nord, a Livigno, a Bormio, a Carnago... "Un giorno uno di questi sindaci mi dice: noi abbiamo fatto il piano regolatore, se il cittadino ha commesso l'abuso e al condono non ha diritto, peste lo colga. Qui a Ischia è tutto il contrario". Come lui la pensa Giuseppe Mazzara, presidente del circolo di Legambiente: "La sola forma di controllo la esercita il vicino, che ti denuncia se non gradisce quello che stai facendo".
LEGGI ANCHE: QUI TUTTI ABUSIVI, VEDI IL CASO DEI CARABINIERI
Disgraziatamente l'isola è fragile, ad alto rischio sismico, e quei canaloni che dalla montagna scendono fino al mare con le ville e gli alberghi, be'... Nel 2006, a Monte Vezzi, comune di Ischia, un costone si stacca e travolge una casa: muoiono padre e tre figlie, e otto famiglie vivono ancora nei container. Un po' troppo tempo, no? "Tocca al governo centrale dare una mano, non sono Mandrake" dice il sindaco Pd Vincenzo Ferrandino, che non avendo sfollati da gestire offre il suo punto di vista con rara pacatezza: negli anni 60 i vincoli paesaggistici erano talmente stringenti, dice, che poi è successo come con il proibizionismo, quando tutti bevevano, ma di nascosto. "Il Pd a Roma sbaglia, non sta più dalla parte della gente" conclude, "se va avanti così si estingue". L'altra alluvione, a Casamicciola nel 2009, la ricorda con tristezza: una ragazzina di 15 anni, Anna De Felice, morì annegata nel fango.
Ma la parola sicurezza non fa tendenza. "Le case tirate su in una notte io le ho viste davvero" racconta il muratore Giuseppe Castiglione, 54 anni, al lavoro per l'appunto su una costruzione vista mare e (per ora) senza finestre. "E va bene, siamo un branco di uòmmene 'e merda" sbotta, "per risparmiare i 30 euro del deposito c'è chi butta il materiale di risulta dove capita. Il camion esce di notte, ribalta e se ne fuje. E ho detto tutto".
LA ZONA ROSSA
Intanto il gruppo dei terremotati si è sfaldato e la signora Annalisa Iaccarino, che ha guidato la protesta tenendo testa a ministri e sottosegretari, sembra rimasta sola, ma non si dà per vinta. Entra ed esce con passo deciso dalla zona rossa di Casamicciola, passa sfrontata tra le rovine per dimostrare che, come aveva scritto già ad agosto Repubblica, niente è in sicurezza, non ci sono regole, né cartelli, e altri muri potrebbero schiantarsi su chi va a nutrire cani e gatti. Indica un tetto costruito di fresco: c'è chi spera ancora di rientrare. Prevede che l'articolo 25 spalancherà le porte al condono universale. Il suo albergo però è chiuso. Qui per lei non c'è più pace.
Sul fronte opposto, ecco Gennaro Savio, leader del Partito comunista marxista-leninista ischitano. Tesserati, neanche uno, "solo quadri dirigenti", e comunque ha un certo seguito. Dalla sua casetta rossa (regolare) pianifica le lotte al fianco degli abusivi, "quelli poveri, certo, non gli speculatori".
Il resto dell'isola pensa alla stagione che verrà. C'è grande effervescenza. Prendete Riccardo Sepe Visconti. Benché un albergo non lo possegga né lo gestisca, sarà il prossimo presidente di Federalberghi perché ha mille idee, carisma; in queste ore allestisce un convegno-show nell'Hotel Regina Isabella che rimedi al danno di immagine arrecato dalle Iene, da Crozza e dai giornali. Non si capacita che a novembre il centro sia un mortorio e che l'atmosfera ricordi Cocoon: anziani nelle piscine e la sera Romagna mia nella hall. Ischia è ancora bellissima, ci rammenta, si vive bene ed è un brand. L'importante, signori miei, è smettere di parlarne male.
Sul Venerdì del 16 novembre 2018
ZERO TITOLI
Come sul Mar Nero, anche a Ischia è entrato in campo un avvocato, Bruno Molinaro, uno stimato cassazionista con ufficio nel piccolo comune di Barano, le pareti ricoperte di foto a testimoniare l'amore per il borgo natale. Premette che se tra case casette e alberghi e verandine non c'è più posto per uno spillo e se il traffico sembra una giostra pazza, è colpa di tutti: dei cittadini che ne se fregano, dei Comuni che non si sono dati i piani regolatori, e pure delle Procure omissive e conniventi. È con questa storia decennale che si cementa, è il caso di dire, l'urgenza di sistemare gli sfollati. Molinaro illustra le leggi di condono del 1985 (Craxi-Nicolazzi), del 1994 (Berlusconi numero 1), e l'ultima, del 2003 (ancora Berlusconi), per chiarire intanto che la parola abuso non gli piace: preferisce indubbiamente senza titolo. Fa presente che nell'applicare le leggi si devono rispettare due principi, tempestività e proporzione, e quindi a nome degli ischitani tutti sentenzia: "Non ha alcun senso abbattere una casa costruita trent'anni fa".
Dell'articolo 25 Molinaro sa pure dove cadono le virgole, per il motivo che l'ha pensato e suggerito lui, e adesso ne è l'indiscusso e più ascoltato interprete. "È una norma eccezionale, riguarda esclusivamente i terremotati. Tre comuni dell'isola su sei. Permette a chi abitava in una casa senza titoli di avere entro sei mesi una risposta sulla vecchia istanza di condono, così da ottenere il contributo per ricostruire. Le famiglie prima dovranno pagare, sia chiaro, e non saranno rose e fiori". E se il Comune non evade la tua pratica per tempo? "Hai vinto, avrai il tuo contributo e amen". E se per la tua villetta abusiva non è mai stata presentata l'istanza di condono? "Hai perso, niente contributo". E se si svegliano tutti, come temono gli ambientalisti, e si scatena l'assalto agli uffici tecnici per dichiarare danni non dipesi dal sisma? "Impossibile, i termini sono chiari", e invece questo è uno dei punti più dibattuti. Ultima domanda: sicuri che, un comma dopo l'altro, un collegato dopo l'altro, non si troverà il modo per costruire ancora? E che i proprietari ricchi e importanti di Forio non siano lì a vedere come finisce questa storia? "Quante falsità, che tritacarne" ripete in grande agitazione e nel fumo di troppe sigarette Giacomo Pascale, il sindaco forzista di Lacco Ameno, 450 case danneggiate dal sisma. "Si grida al condono tombale per massacrare Di Maio. Ma ha una sola colpa: avere pronunciato la parola condono in un mondo in cui le zoccole si chiamano escort".
Se l'avvocato Molinaro è il padre dell'articolo 25, il sindaco Pascale è un suo parente stretto: da mesi è tutto un via vai di sms con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L'idea è questa: "Sistemati i terremotati, bisognerà pensare al resto, mettere un punto, sanare quello che si può sanare in base alle tre leggi di condono". Se ne parla dall'85, non si poteva farlo prima? "Sono sindaco da 18 mesi". E quante istanze ha esaminato? "Mah... Due o tre". E il piano regolatore? "È del 1978, un ferrovecchio. Il nuovo Piano urbanistico comunale, che stiamo realizzando con l'Università di Napoli, deve essere pronto per il 31 dicembre". Ma è adesso! "Infatti non ce la faranno".
LEGGI ANCHE: DOVEVA ESSERE ABUSIVI ANCHE I CARABINIERI
L'URBANISTICA PARLATA
Nel 1951 gli abitanti di Ischia erano meno di 32 mila. Oggi sono più del doppio, e si calcola che i vani siano almeno 120 mila, senza i quali accogliere tanti turisti sarebbe impossibile. E poi alberghi, bed&breakfast, negozi... Tutto tirato su senza prevedere parcheggi, verde, strade. Sebastiano Conte, un urbanista ora fuori dai giochi e perciò (si spera) imparziale, nel suo studio di Barano racconta: "Ai cittadini gli amministratori non hanno mai detto un no: fa' pure, va' avanti, poi vedremo... La chiamo "urbanistica parlata", e ovviamente vale tanto quanto la ginnastica scritta. Zero". Sintetizza: "È un rapporto di mutua omertà. Tu mi voti, io ti copro". Per questo garbato signore i condoni non hanno segreti: nella sua carriera ha istruito cinquemila pratiche per conto dei Comuni del Nord, a Livigno, a Bormio, a Carnago... "Un giorno uno di questi sindaci mi dice: noi abbiamo fatto il piano regolatore, se il cittadino ha commesso l'abuso e al condono non ha diritto, peste lo colga. Qui a Ischia è tutto il contrario". Come lui la pensa Giuseppe Mazzara, presidente del circolo di Legambiente: "La sola forma di controllo la esercita il vicino, che ti denuncia se non gradisce quello che stai facendo".
LEGGI ANCHE: QUI TUTTI ABUSIVI, VEDI IL CASO DEI CARABINIERI
Disgraziatamente l'isola è fragile, ad alto rischio sismico, e quei canaloni che dalla montagna scendono fino al mare con le ville e gli alberghi, be'... Nel 2006, a Monte Vezzi, comune di Ischia, un costone si stacca e travolge una casa: muoiono padre e tre figlie, e otto famiglie vivono ancora nei container. Un po' troppo tempo, no? "Tocca al governo centrale dare una mano, non sono Mandrake" dice il sindaco Pd Vincenzo Ferrandino, che non avendo sfollati da gestire offre il suo punto di vista con rara pacatezza: negli anni 60 i vincoli paesaggistici erano talmente stringenti, dice, che poi è successo come con il proibizionismo, quando tutti bevevano, ma di nascosto. "Il Pd a Roma sbaglia, non sta più dalla parte della gente" conclude, "se va avanti così si estingue". L'altra alluvione, a Casamicciola nel 2009, la ricorda con tristezza: una ragazzina di 15 anni, Anna De Felice, morì annegata nel fango.
Ma la parola sicurezza non fa tendenza. "Le case tirate su in una notte io le ho viste davvero" racconta il muratore Giuseppe Castiglione, 54 anni, al lavoro per l'appunto su una costruzione vista mare e (per ora) senza finestre. "E va bene, siamo un branco di uòmmene 'e merda" sbotta, "per risparmiare i 30 euro del deposito c'è chi butta il materiale di risulta dove capita. Il camion esce di notte, ribalta e se ne fuje. E ho detto tutto".
LA ZONA ROSSA
Intanto il gruppo dei terremotati si è sfaldato e la signora Annalisa Iaccarino, che ha guidato la protesta tenendo testa a ministri e sottosegretari, sembra rimasta sola, ma non si dà per vinta. Entra ed esce con passo deciso dalla zona rossa di Casamicciola, passa sfrontata tra le rovine per dimostrare che, come aveva scritto già ad agosto Repubblica, niente è in sicurezza, non ci sono regole, né cartelli, e altri muri potrebbero schiantarsi su chi va a nutrire cani e gatti. Indica un tetto costruito di fresco: c'è chi spera ancora di rientrare. Prevede che l'articolo 25 spalancherà le porte al condono universale. Il suo albergo però è chiuso. Qui per lei non c'è più pace.
Sul fronte opposto, ecco Gennaro Savio, leader del Partito comunista marxista-leninista ischitano. Tesserati, neanche uno, "solo quadri dirigenti", e comunque ha un certo seguito. Dalla sua casetta rossa (regolare) pianifica le lotte al fianco degli abusivi, "quelli poveri, certo, non gli speculatori".
Il resto dell'isola pensa alla stagione che verrà. C'è grande effervescenza. Prendete Riccardo Sepe Visconti. Benché un albergo non lo possegga né lo gestisca, sarà il prossimo presidente di Federalberghi perché ha mille idee, carisma; in queste ore allestisce un convegno-show nell'Hotel Regina Isabella che rimedi al danno di immagine arrecato dalle Iene, da Crozza e dai giornali. Non si capacita che a novembre il centro sia un mortorio e che l'atmosfera ricordi Cocoon: anziani nelle piscine e la sera Romagna mia nella hall. Ischia è ancora bellissima, ci rammenta, si vive bene ed è un brand. L'importante, signori miei, è smettere di parlarne male.
Sul Venerdì del 16 novembre 2018