La serie delle meraviglie
Giulia Villoresi , di GIULIA VILLORESIMeteoriti lunari, uomini e donne blu, esperimenti genetici o alla ricerca dell’eterna giovinezza, il divulgatore pop Ivan Cenzi trasforma in docuweb le storie del suo blog Bizzarro Bazar
Una famiglia del Kentucky con la pelle blu. Un parassita acquatico che prende il posto della lingua dei pesci. Tentativi di creare ibridi uomo-scimmia, cadaveri elettrificati, meteoriti lunari piombati sulla Terra. Tutte queste cose hanno in comune il potere di suscitare meraviglia. Spesso, un misto di meraviglia e angoscia, quel sentimento che i greci chiamavano thàuma e che Ernst Platner, medico del Settecento, ha descritto come uno «scuotimento dell’attenzione verso un oggetto nuovo e inatteso, del quale l’anima inizialmente non sa se è buono o cattivo».
In effetti non sappiamo se l’abitudinde del parassita Cymothoa exigua di necrotizzare la lingua dei pesci per sostituirsi a questa e sgraffignare un po’ di cibo debba affascinarci o inorridirci. Ma è in dubbi come questo che l’interesse scientifico incontra lo stupore. Ed è qui che scava Ivan Cenzi, scrittore, collezionista e divulgatore scientifico, riferimento…
In effetti non sappiamo se l’abitudinde del parassita Cymothoa exigua di necrotizzare la lingua dei pesci per sostituirsi a questa e sgraffignare un po’ di cibo debba affascinarci o inorridirci. Ma è in dubbi come questo che l’interesse scientifico incontra lo stupore. Ed è qui che scava Ivan Cenzi, scrittore, collezionista e divulgatore scientifico, riferimento…
Una famiglia del Kentucky con la pelle blu. Un parassita acquatico che prende il posto della lingua dei pesci. Tentativi di creare ibridi uomo-scimmia, cadaveri elettrificati, meteoriti lunari piombati sulla Terra. Tutte queste cose hanno in comune il potere di suscitare meraviglia. Spesso, un misto di meraviglia e angoscia, quel sentimento che i greci chiamavano thàuma e che Ernst Platner, medico del Settecento, ha descritto come uno «scuotimento dell’attenzione verso un oggetto nuovo e inatteso, del quale l’anima inizialmente non sa se è buono o cattivo».
In effetti non sappiamo se l’abitudinde del parassita Cymothoa exigua di necrotizzare la lingua dei pesci per sostituirsi a questa e sgraffignare un po’ di cibo debba affascinarci o inorridirci. Ma è in dubbi come questo che l’interesse scientifico incontra lo stupore. Ed è qui che scava Ivan Cenzi, scrittore, collezionista e divulgatore scientifico, riferimento in Italia per il mondo che ruota attorno alle mirabilia: il termine, che significa “cose straordinarie”, evoca le Wunderkammer del Cinque e Seicento, le camere delle meraviglie, appunto, rigurgitanti di rarità archeologiche e naturali, oggetti esotici e aberrazioni anatomiche che venivano raccolte allo scopo di suscitare il thàuma, il sentimento che più di ogni altro doveva indurre alla riflessione sulla natura. Affascinato da questo mondo, Cenzi ha creato una Wunderkammer virtuale: si chiama Bizzarro Bazar ed è un blog che da dieci anni setaccia l’universo animale, vegetale e minerale in cerca delle sue manifestazioni più strane e perturbanti.
Questo ambito di ricerca strettamente legato alla cultura delle mirabilia (che dall’avvento di internet sta vivendo una folgorante rinascita, anche commerciale) ha portato Cenzi alle più diverse collaborazioni: per esempio quella con il fotografo d’arte Carlo Vannini, con cui ha realizzato per Logos edizioni una serie di libri fotografici sugli ossari e sulle catacombe più suggestivi d’Italia; o quella con Ines Testoni, docente di psicologia all’Università di Padova e coordinatrice dell’unico master italiano in Death Studies – una branca di studi molto seguita in America, che indaga la morte in ogni sua dimensione, dal lutto alle cure palliative – per cui Cenzi terrà una lezione sul concetto di macabro tra scienza e cultura.
E veniamo alla strana gente dalla pelle blu: i Fugate, una famiglia che agli inizi dell’Ottocento si stabilì sui monti Appalachi e vi rimase fino a metà Novecento, ricorrendo spesso al matrimonio tra consanguinei a causa dell’isolamento. Questo fece emergere dei geni recessivi responsabili della metaemoglobinemia, un’alterazione (di solito provocata da intossicazione da nitrati) che compromette l’ossigenazione dei tessuti, da cui la colorazione cianotica. Questa è una delle tante “pepite di stupore” che Cenzi racconterà su YouTube a partire dal 27 gennaio nella webserie Bizzarro Bazar, documentario di divulgazione scientifica, con uno stile immediato e colloquiale, sulla scia dei grandi comunicatori americani approdati su YouTube, come l’astronomo Neil deGrasse Tyson e l’ingegnere Bill Nye, che hanno portato la scienza nella cultura pop.
Realizzata con Francesco Erba, regista di altre webserie (per esempio quella dei The Pills), Bizzarro Bazar è stata girata in una vera Wunderkammer moderna, nel centro di Arezzo, la galleria Theatrum Mundi del “cercatore di meraviglie” Luca Cableri. È nelle sue mani, per esempio, che possiamo ammirare un meteorite lunare, cioè un frammento della Luna arrivato in seguito all’impatto tra il satellite e un meteorite. «Sono pezzi rarissimi e valgono cifre astronomiche» spiega Cenzi. «Per certificarne la provenienza bisogna inviarli in laboratori specializzati, che ne confrontano la composizione chimica con quella dei reperti della Nasa». Quello che vediamo nella webserie non è l’unico pezzo di Luna passato per le mani di Cableri: «Un miliardario texano possiede una delle collezioni di pietre più grandi del mondo. L’unico esemplare che gli mancava era proprio il meteorite lunare. Si è persino rivolto alla Nasa, proponendo di finanziare una missione spaziale in cambio del reperto, ma la cosa non è andata. Alla fine è stato Cableri a trovargli quel che cercava. Un tempo nelle camere delle meraviglie c’erano oggetti che venivano da tribù e terre lontane, i cosiddetti exotica; oggi che non esistono più luoghi inesplorati, la ricerca di exotica si è spinta oltre i confini della Terra».
Il superamento dei confini è un tema ricorrente nella webserie, spesso incarnato in personalità fuori dalle righe: come Simon-Max, un tenore francese che nel 1893 acquistò dai pescatori una balena spiaggiata in Normandia e, dopo averne rivenduti olio e carne, costruì al suo interno un teatro: il pubblico entrava dalla bocca del cetaceo, assisteva allo spettacolo nel ventre (che poteva contenere quasi cento persone) e poi usciva da una porticina aperta nella coda.
Un altro episodio della serie è sugli inquietanti esperimenti fatti dall’uomo agli albori della genetica. «Agli inizi del Novecento» racconta Cenzi «un biologo russo, Il’ja Ivanov, ha provato a fecondare delle scimmie con seme umano, e persino una donna con seme di scimmia, peraltro con il sostegno dell’istituto Pasteur di Parigi. La genetica stava muovendo i primi passi e la scienza tentava di capire fin dove avrebbe potuto spingersi. Qualcosa di simile accadde quando Luigi Galvani scoprì l’elettricità. Nessuno aveva idea di cosa fosse, si pensava che si trattasse di un fluido. Qualcuno ipotizzò che potesse rianimare i morti: nel 1803 il nipote di Galvani, Giovanni Aldini, fu il primo a far muovere i cadaveri attraverso stimoli elettrici in una serie di dimostrazioni pubbliche che destarono una profonda impressione».
Ma in certi casi l’ingenuità si rivela l’anticamera della malizia. Il chirurgo Serge Voronov era convinto che negli ormoni sessuali si nascondesse il segreto dell’eterna giovinezza e a partire dal 1920 mise a punto un intervento che sarebbe diventato di gran moda tra i milionari europei: trapiantava pezzi di gonade di giovani scimpanzé nei testicoli umani. Operò migliaia di persone. Ed è stato addirittura ipotizzato che quei trapianti siano all’origine della trasmissione del virus Hiv dalla scimmia all’uomo.
Ma nelle mirabilia, oltre all’inquietudine, c’è l’incanto: scopriamo, per esempio, che negli Emirati Arabi gli scienziati hanno cominciato a registrare degli strani suoni emessi dalle dune quando si cammina sulla loro cresta; Marco Polo li attribuiva a spiriti maligni, in realtà sembra che questa melodia, simile al rombo di un aereo che vola a bassa quota, provenga dall’interno della duna che si ripiega in se stessa, facendo vibrare le particelle di sabbia. Ecco forse l’unico messaggio rassicurante delle Wunderkammer: ogni stranezza dell’universo ha trovato, o prima o poi troverà, una spiegazione ragionevole.
Sul Venerdì dell'11 gennaio 2019
In effetti non sappiamo se l’abitudinde del parassita Cymothoa exigua di necrotizzare la lingua dei pesci per sostituirsi a questa e sgraffignare un po’ di cibo debba affascinarci o inorridirci. Ma è in dubbi come questo che l’interesse scientifico incontra lo stupore. Ed è qui che scava Ivan Cenzi, scrittore, collezionista e divulgatore scientifico, riferimento in Italia per il mondo che ruota attorno alle mirabilia: il termine, che significa “cose straordinarie”, evoca le Wunderkammer del Cinque e Seicento, le camere delle meraviglie, appunto, rigurgitanti di rarità archeologiche e naturali, oggetti esotici e aberrazioni anatomiche che venivano raccolte allo scopo di suscitare il thàuma, il sentimento che più di ogni altro doveva indurre alla riflessione sulla natura. Affascinato da questo mondo, Cenzi ha creato una Wunderkammer virtuale: si chiama Bizzarro Bazar ed è un blog che da dieci anni setaccia l’universo animale, vegetale e minerale in cerca delle sue manifestazioni più strane e perturbanti.
Questo ambito di ricerca strettamente legato alla cultura delle mirabilia (che dall’avvento di internet sta vivendo una folgorante rinascita, anche commerciale) ha portato Cenzi alle più diverse collaborazioni: per esempio quella con il fotografo d’arte Carlo Vannini, con cui ha realizzato per Logos edizioni una serie di libri fotografici sugli ossari e sulle catacombe più suggestivi d’Italia; o quella con Ines Testoni, docente di psicologia all’Università di Padova e coordinatrice dell’unico master italiano in Death Studies – una branca di studi molto seguita in America, che indaga la morte in ogni sua dimensione, dal lutto alle cure palliative – per cui Cenzi terrà una lezione sul concetto di macabro tra scienza e cultura.
E veniamo alla strana gente dalla pelle blu: i Fugate, una famiglia che agli inizi dell’Ottocento si stabilì sui monti Appalachi e vi rimase fino a metà Novecento, ricorrendo spesso al matrimonio tra consanguinei a causa dell’isolamento. Questo fece emergere dei geni recessivi responsabili della metaemoglobinemia, un’alterazione (di solito provocata da intossicazione da nitrati) che compromette l’ossigenazione dei tessuti, da cui la colorazione cianotica. Questa è una delle tante “pepite di stupore” che Cenzi racconterà su YouTube a partire dal 27 gennaio nella webserie Bizzarro Bazar, documentario di divulgazione scientifica, con uno stile immediato e colloquiale, sulla scia dei grandi comunicatori americani approdati su YouTube, come l’astronomo Neil deGrasse Tyson e l’ingegnere Bill Nye, che hanno portato la scienza nella cultura pop.
Realizzata con Francesco Erba, regista di altre webserie (per esempio quella dei The Pills), Bizzarro Bazar è stata girata in una vera Wunderkammer moderna, nel centro di Arezzo, la galleria Theatrum Mundi del “cercatore di meraviglie” Luca Cableri. È nelle sue mani, per esempio, che possiamo ammirare un meteorite lunare, cioè un frammento della Luna arrivato in seguito all’impatto tra il satellite e un meteorite. «Sono pezzi rarissimi e valgono cifre astronomiche» spiega Cenzi. «Per certificarne la provenienza bisogna inviarli in laboratori specializzati, che ne confrontano la composizione chimica con quella dei reperti della Nasa». Quello che vediamo nella webserie non è l’unico pezzo di Luna passato per le mani di Cableri: «Un miliardario texano possiede una delle collezioni di pietre più grandi del mondo. L’unico esemplare che gli mancava era proprio il meteorite lunare. Si è persino rivolto alla Nasa, proponendo di finanziare una missione spaziale in cambio del reperto, ma la cosa non è andata. Alla fine è stato Cableri a trovargli quel che cercava. Un tempo nelle camere delle meraviglie c’erano oggetti che venivano da tribù e terre lontane, i cosiddetti exotica; oggi che non esistono più luoghi inesplorati, la ricerca di exotica si è spinta oltre i confini della Terra».
Il superamento dei confini è un tema ricorrente nella webserie, spesso incarnato in personalità fuori dalle righe: come Simon-Max, un tenore francese che nel 1893 acquistò dai pescatori una balena spiaggiata in Normandia e, dopo averne rivenduti olio e carne, costruì al suo interno un teatro: il pubblico entrava dalla bocca del cetaceo, assisteva allo spettacolo nel ventre (che poteva contenere quasi cento persone) e poi usciva da una porticina aperta nella coda.
Un altro episodio della serie è sugli inquietanti esperimenti fatti dall’uomo agli albori della genetica. «Agli inizi del Novecento» racconta Cenzi «un biologo russo, Il’ja Ivanov, ha provato a fecondare delle scimmie con seme umano, e persino una donna con seme di scimmia, peraltro con il sostegno dell’istituto Pasteur di Parigi. La genetica stava muovendo i primi passi e la scienza tentava di capire fin dove avrebbe potuto spingersi. Qualcosa di simile accadde quando Luigi Galvani scoprì l’elettricità. Nessuno aveva idea di cosa fosse, si pensava che si trattasse di un fluido. Qualcuno ipotizzò che potesse rianimare i morti: nel 1803 il nipote di Galvani, Giovanni Aldini, fu il primo a far muovere i cadaveri attraverso stimoli elettrici in una serie di dimostrazioni pubbliche che destarono una profonda impressione».
Ma in certi casi l’ingenuità si rivela l’anticamera della malizia. Il chirurgo Serge Voronov era convinto che negli ormoni sessuali si nascondesse il segreto dell’eterna giovinezza e a partire dal 1920 mise a punto un intervento che sarebbe diventato di gran moda tra i milionari europei: trapiantava pezzi di gonade di giovani scimpanzé nei testicoli umani. Operò migliaia di persone. Ed è stato addirittura ipotizzato che quei trapianti siano all’origine della trasmissione del virus Hiv dalla scimmia all’uomo.
Ma nelle mirabilia, oltre all’inquietudine, c’è l’incanto: scopriamo, per esempio, che negli Emirati Arabi gli scienziati hanno cominciato a registrare degli strani suoni emessi dalle dune quando si cammina sulla loro cresta; Marco Polo li attribuiva a spiriti maligni, in realtà sembra che questa melodia, simile al rombo di un aereo che vola a bassa quota, provenga dall’interno della duna che si ripiega in se stessa, facendo vibrare le particelle di sabbia. Ecco forse l’unico messaggio rassicurante delle Wunderkammer: ogni stranezza dell’universo ha trovato, o prima o poi troverà, una spiegazione ragionevole.
Sul Venerdì dell'11 gennaio 2019