Thomas Alva Edison, il genio della lampadina
Giuliano Aluffi , di GIULIANO ALUFFIParla l'autore di una biografia dell'uomo che inventò (anche) il fonografo, il cinetoscopio e un modo per portare l'energia nelle case. Ma in questo ci fu chi lo superò
Nel 1877, anno in cui Thomas Alva Edison inventò il fonografo, la mente umana non era ancora attrezzata a concepire che da un cilindretto su cui correva una puntina metallica collegata a una membrana potesse uscire la voce umana: "Molti, quando sentivano per la prima volta il fonografo, svenivano addirittura. È stato un periodo magico, in cui all'improvviso tutto sembrò possibile. Se Edison era capace di mettere un'orchestra in una scatola, chissà, pensavano in tanti, forse avrebbe potuto anche resuscitare i morti" racconta Anthony McCarten, scrittore e drammaturgo neozelandese autore della nuova biografia, romanzata, di Edison: E luce sia (Frassinelli).
"È l'uomo che ha dato il via alla modernità: oltre alle sue invenzioni più note aveva già prefigurato, troppo in anticipo sui tempi per poterne fare qualcosa, le auto elettriche e perfino di usare l'elettricità cerebrale per leggere i pensie…
"È l'uomo che ha dato il via alla modernità: oltre alle sue invenzioni più note aveva già prefigurato, troppo in anticipo sui tempi per poterne fare qualcosa, le auto elettriche e perfino di usare l'elettricità cerebrale per leggere i pensie…
Nel 1877, anno in cui Thomas Alva Edison inventò il fonografo, la mente umana non era ancora attrezzata a concepire che da un cilindretto su cui correva una puntina metallica collegata a una membrana potesse uscire la voce umana: "Molti, quando sentivano per la prima volta il fonografo, svenivano addirittura. È stato un periodo magico, in cui all'improvviso tutto sembrò possibile. Se Edison era capace di mettere un'orchestra in una scatola, chissà, pensavano in tanti, forse avrebbe potuto anche resuscitare i morti" racconta Anthony McCarten, scrittore e drammaturgo neozelandese autore della nuova biografia, romanzata, di Edison: E luce sia (Frassinelli).
"È l'uomo che ha dato il via alla modernità: oltre alle sue invenzioni più note aveva già prefigurato, troppo in anticipo sui tempi per poterne fare qualcosa, le auto elettriche e perfino di usare l'elettricità cerebrale per leggere i pensieri" spiega McCarten, "qualcosa che oggi grazie alla risonanza magnetica funzionale sta diventando realtà".
Ultimo di sette fratelli, figlio di un esiliato politico e di un'insegnante, Edison soffrì fin da piccolo di una sordità parziale: quando a sette anni fu definito "confuso" e inadatto allo studio dalla maestra, venne ritirato dalla scuola e istruito dalla madre. Pochi avrebbero immaginato che quel bambino sarebbe stato il primo inventore a diventare un divo globale. "Per i contemporanei e la stampa del tempo era più di una superstar: era come Albert Einstein, Bill Gates e Steve Jobs messi assieme"
Trasformò uno svantaggio iniziale in arma vincente: "La sordità lo aiutava a concentrarsi. Insensibile, dall'età di sette anni, alla maggior parte dei suoni bassi, i click del telegrafo erano la cosa che riusciva a sentire meglio. Da ragazzino amava sedersi sotto la finestra dell'ufficio telegrafico della stazione per ascoltare e decifrare i messaggi". Fu così che, a dodici anni, si accorse di un bimbo che giocava accanto ai binari e lo allontanò prima che arrivasse il treno. Il padre riconoscente, telegrafista, gli insegnò il mestiere. E con il telegrafo hanno a che fare i primi dei suoi 1.093 brevetti di invenzioni.
"Edison si era reso conto che la codifica e la decodifica dei messaggi in codice Morse richiedevano troppo tempo ed esperienza agli operatori, perciò inventò una tastiera che scriveva in codice morse su un nastro le frasi digitate dal telegrafista" spiega McCarten. "Una rivoluzione: tutt'a un tratto chiunque poteva accedere a questa professione".
Fu invece mentre cercava di migliorare con un nuovo ricevitore l'invenzione del telefono, brevettata dal rivale Alexander Graham Bell, che Edison fece il primo passo verso la sua idea più dirompente: il fonografo. "Il ricevitore di Edison riproduceva in modo insoddisfacente la voce umana, ma offriva una buona qualità sonora per la musica, anche ad alto volume" spiega McCarten. "Nacque così il "telefono musicale" che permetteva a chiunque di seguire concerti che si tenevano altrove. Solo in diretta, però. Non si potevano invece ascoltare ancora musica o parole in differita, ogni qualvolta lo si volesse".
Fu anche per dare questa possibilità che Edison realizzò il fonografo, nel 1877. Lo stesso anno in cui iniziò a lavorare alla lampada a incandescenza. Che non inventò, ma perfezionò, rendendola commerciabile. Già nel 1808 l'inglese Humphry Davy era riuscito a generare per pochi secondi una debole luce facendo attraversare una striscia di platino dalla corrente. Poi Frederick de Moleyns, nel 1848, aveva usato un filamento di platino, che dentro un tubo di vetro svuotato dell'aria resisteva un po' di più. Ma il costo era eccessivo, la luce di brevissima durata e il vetro tendeva ad annerirsi.
Anche Edison fece molti tentativi infruttuosi: nel 1878 invitava i giornalisti per dimostrazioni non più lunghe di due minuti, non perché non avesse tempo ma perché al terzo minuto i suoi filamenti di platino si fondevano. Poi però trovò il filamento ideale per una lunga durata, composto prima da cotone carbonizzato e poi di bambù. E inventò anche un sistema per portare l'elettricità nelle case generandola con le dinamo.
"Fu proprio questo a scatenare la "battaglia delle correnti"" spiega McCarten. "La corrente di Edison era continua, ossia gli elettroni procedevano, lungo i fili, in un solo verso. Era invece alternata la corrente introdotta dal suo rivale, quel geniale Nikola Tesla che aveva lavorato per Edison, ma l'aveva abbandonato sentendosi sottovalutato. I due non potevano essere più diversi: Edison era un autodidatta che raggiungeva i suoi obiettivi un passo per volta grazie al duro lavoro. Tesla era una specie di genio folle, sofferente di un disturbo ossessivo-compulsivo che lo portava a evitare il contatto fisico con le persone, e con un approccio spiritualista alle invenzioni. Diceva spesso di avere delle visioni che lo ispiravano". La sua corrente alternata aveva però un grande vantaggio, che ce la fa usare ancora oggi: può essere trasmessa senza perdite significative attraverso lunghe distanze.
"Di fronte a questa superiorità oggettiva, Edison si fece convincere dal suo finanziatore, il banchiere John Pierpont Morgan, a imbarcarsi in una campagna per screditare Tesla e l'imprenditore George Westinghouse, che lo appoggiava. Per convincere la gente della pericolosità della corrente alternata, organizzò dimostrazioni in cui venivano elettrificati a morte cani, cavalli e oranghi. E si impegnò per l'adozione della sedia elettrica come metodo di esecuzione capitale. Sarebbe stata quella la dimostrazione più convincente". Finché, nel 1890, il governo americano usò per la prima volta questo metodo per giustiziare un uomo, William Kemmler, che morì dopo otto minuti di atroce tortura. "Questo episodio disgustò Edison e lo indusse ad allontanarsi dalla contesa elettrica e lanciarsi invece in nuove avventure dell'ingegno, come l'idea di rivoluzionare l'estrazione di ferro dalle miniere tramite la frantumazione dei minerali e l'uso di magneti per separare i metalli. Un fallimento. Fortuna migliore ebbe il cinetoscopio".
Edison lo presentò come "la macchina che fa per gli occhi ciò che il fonografo fa per le orecchie". Fu lanciato nel 1891: era un parallelepipedo di legno alto 120 centimetri con un visore attraverso il quale si vedevano scorrere, portate da un nastro lungo 15 metri, figure retroilluminate e ingrandite. Un antesignano del cinema, che poteva mostrare storie in movimento non più lunghe di un minuto. Edison non cercò però un modo per proiettare le immagini su uno schermo esterno. Se l'avesse fatto, forse oggi nessuno ricorderebbe i fratelli Lumière.
Sul Venerdì del 18 gennaio 2019
"È l'uomo che ha dato il via alla modernità: oltre alle sue invenzioni più note aveva già prefigurato, troppo in anticipo sui tempi per poterne fare qualcosa, le auto elettriche e perfino di usare l'elettricità cerebrale per leggere i pensieri" spiega McCarten, "qualcosa che oggi grazie alla risonanza magnetica funzionale sta diventando realtà".
Ultimo di sette fratelli, figlio di un esiliato politico e di un'insegnante, Edison soffrì fin da piccolo di una sordità parziale: quando a sette anni fu definito "confuso" e inadatto allo studio dalla maestra, venne ritirato dalla scuola e istruito dalla madre. Pochi avrebbero immaginato che quel bambino sarebbe stato il primo inventore a diventare un divo globale. "Per i contemporanei e la stampa del tempo era più di una superstar: era come Albert Einstein, Bill Gates e Steve Jobs messi assieme"
Trasformò uno svantaggio iniziale in arma vincente: "La sordità lo aiutava a concentrarsi. Insensibile, dall'età di sette anni, alla maggior parte dei suoni bassi, i click del telegrafo erano la cosa che riusciva a sentire meglio. Da ragazzino amava sedersi sotto la finestra dell'ufficio telegrafico della stazione per ascoltare e decifrare i messaggi". Fu così che, a dodici anni, si accorse di un bimbo che giocava accanto ai binari e lo allontanò prima che arrivasse il treno. Il padre riconoscente, telegrafista, gli insegnò il mestiere. E con il telegrafo hanno a che fare i primi dei suoi 1.093 brevetti di invenzioni.
"Edison si era reso conto che la codifica e la decodifica dei messaggi in codice Morse richiedevano troppo tempo ed esperienza agli operatori, perciò inventò una tastiera che scriveva in codice morse su un nastro le frasi digitate dal telegrafista" spiega McCarten. "Una rivoluzione: tutt'a un tratto chiunque poteva accedere a questa professione".
Fu invece mentre cercava di migliorare con un nuovo ricevitore l'invenzione del telefono, brevettata dal rivale Alexander Graham Bell, che Edison fece il primo passo verso la sua idea più dirompente: il fonografo. "Il ricevitore di Edison riproduceva in modo insoddisfacente la voce umana, ma offriva una buona qualità sonora per la musica, anche ad alto volume" spiega McCarten. "Nacque così il "telefono musicale" che permetteva a chiunque di seguire concerti che si tenevano altrove. Solo in diretta, però. Non si potevano invece ascoltare ancora musica o parole in differita, ogni qualvolta lo si volesse".
Fu anche per dare questa possibilità che Edison realizzò il fonografo, nel 1877. Lo stesso anno in cui iniziò a lavorare alla lampada a incandescenza. Che non inventò, ma perfezionò, rendendola commerciabile. Già nel 1808 l'inglese Humphry Davy era riuscito a generare per pochi secondi una debole luce facendo attraversare una striscia di platino dalla corrente. Poi Frederick de Moleyns, nel 1848, aveva usato un filamento di platino, che dentro un tubo di vetro svuotato dell'aria resisteva un po' di più. Ma il costo era eccessivo, la luce di brevissima durata e il vetro tendeva ad annerirsi.
Anche Edison fece molti tentativi infruttuosi: nel 1878 invitava i giornalisti per dimostrazioni non più lunghe di due minuti, non perché non avesse tempo ma perché al terzo minuto i suoi filamenti di platino si fondevano. Poi però trovò il filamento ideale per una lunga durata, composto prima da cotone carbonizzato e poi di bambù. E inventò anche un sistema per portare l'elettricità nelle case generandola con le dinamo.
"Fu proprio questo a scatenare la "battaglia delle correnti"" spiega McCarten. "La corrente di Edison era continua, ossia gli elettroni procedevano, lungo i fili, in un solo verso. Era invece alternata la corrente introdotta dal suo rivale, quel geniale Nikola Tesla che aveva lavorato per Edison, ma l'aveva abbandonato sentendosi sottovalutato. I due non potevano essere più diversi: Edison era un autodidatta che raggiungeva i suoi obiettivi un passo per volta grazie al duro lavoro. Tesla era una specie di genio folle, sofferente di un disturbo ossessivo-compulsivo che lo portava a evitare il contatto fisico con le persone, e con un approccio spiritualista alle invenzioni. Diceva spesso di avere delle visioni che lo ispiravano". La sua corrente alternata aveva però un grande vantaggio, che ce la fa usare ancora oggi: può essere trasmessa senza perdite significative attraverso lunghe distanze.
"Di fronte a questa superiorità oggettiva, Edison si fece convincere dal suo finanziatore, il banchiere John Pierpont Morgan, a imbarcarsi in una campagna per screditare Tesla e l'imprenditore George Westinghouse, che lo appoggiava. Per convincere la gente della pericolosità della corrente alternata, organizzò dimostrazioni in cui venivano elettrificati a morte cani, cavalli e oranghi. E si impegnò per l'adozione della sedia elettrica come metodo di esecuzione capitale. Sarebbe stata quella la dimostrazione più convincente". Finché, nel 1890, il governo americano usò per la prima volta questo metodo per giustiziare un uomo, William Kemmler, che morì dopo otto minuti di atroce tortura. "Questo episodio disgustò Edison e lo indusse ad allontanarsi dalla contesa elettrica e lanciarsi invece in nuove avventure dell'ingegno, come l'idea di rivoluzionare l'estrazione di ferro dalle miniere tramite la frantumazione dei minerali e l'uso di magneti per separare i metalli. Un fallimento. Fortuna migliore ebbe il cinetoscopio".
Edison lo presentò come "la macchina che fa per gli occhi ciò che il fonografo fa per le orecchie". Fu lanciato nel 1891: era un parallelepipedo di legno alto 120 centimetri con un visore attraverso il quale si vedevano scorrere, portate da un nastro lungo 15 metri, figure retroilluminate e ingrandite. Un antesignano del cinema, che poteva mostrare storie in movimento non più lunghe di un minuto. Edison non cercò però un modo per proiettare le immagini su uno schermo esterno. Se l'avesse fatto, forse oggi nessuno ricorderebbe i fratelli Lumière.
Sul Venerdì del 18 gennaio 2019