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Lo scrittore Joseph Heller, autore di Catch-22 (Comma 22), negli anni Sessanta  (Ed Molinari/ Ny Daily News Archive/ Getty Images) 

E l’America degli anni Sessanta scoprì il malessere del benessere

Il paradosso del pazzo che non è pazzo se pazzo si dichiara non racconta solo la guerra, ma la società Usa. Che si credeva perfetta e s'imbottiva di Valium
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Nel crepuscolo stanco e pasciuto dell'America di Eisenhower, ai primi albori della crudele inquietudine anni 60, il lampo di un paradosso graffia la pelle della società americana. Nascosto sotto la fin troppo facile ironia sulla insensatezza dei codici militari e della ancora più demenziale irrazionalità delle guerre fatte "per finire tutte le guerre", il Comma 22 (Catch-22 il titolo originale in inglese) di Joseph Heller, in gestazione dal 1953 ma pubblicato nel 1961, è molto più di una satira antimilitarista: il paradosso del pazzo che non è pazzo se pazzo si dichiara si può estendere e coniugare all'infinito nell'America tra i 50 e i 60. E di oggi, nella insensatezza del nazional-trumpismo che sta demolendo il trono dell'America nel mondo.

È il paradosso di una società arrivata al vertice di un benessere materiale come nessuna altra grande nazione nella storia aveva collettivamente conosciuto,…
Nel crepuscolo stanco e pasciuto dell'America di Eisenhower, ai primi albori della crudele inquietudine anni 60, il lampo di un paradosso graffia la pelle della società americana. Nascosto sotto la fin troppo facile ironia sulla insensatezza dei codici militari e della ancora più demenziale irrazionalità delle guerre fatte "per finire tutte le guerre", il Comma 22 (Catch-22 il titolo originale in inglese) di Joseph Heller, in gestazione dal 1953 ma pubblicato nel 1961, è molto più di una satira antimilitarista: il paradosso del pazzo che non è pazzo se pazzo si dichiara si può estendere e coniugare all'infinito nell'America tra i 50 e i 60. E di oggi, nella insensatezza del nazional-trumpismo che sta demolendo il trono dell'America nel mondo.

È il paradosso di una società arrivata al vertice di un benessere materiale come nessuna altra grande nazione nella storia aveva collettivamente conosciuto, sprofondata in villette unifamiliari gettate e fabbricate in serie negli exurbia oltre l'orizzionte, al volante di portaerei alate e pinnate in colonna su autostrade a quattro corsie spianate per far contenta la General Motors, armata più dell'Urss nonostante gli Sputnik e i Gagarin, signora degli oceani, dei consumi, dei televisori entrati ormai, in quel 1961, nell'89 per cento delle case e delle cucine americane per far felici le disperate housewives dei sobborghi, così profondamente insoddisfatte. Impigliate nella domanda che l'intuizione di Heller rivela: è possibile vivere il malessere nel benessere?

Sono gli anni della esplosione del diazepam, il Valium, la pillola magica che dovrebbe cancellare ogni sospetto di depressione e arriverà a essere prescritta in un miliardo di dosi per 150 milioni di abitanti, minuscola molecola della infelicità rivelata; il tempo della "pillola" commercializzata nel 1960, per demolire anche il mito del puritanesimo e della modestia femminile che pochi anni prima una casalinga del castissimo New Hampshire calvinista, Grace Metalious, aveva sbriciolato nello scandaloso I peccati di Peyton Place con la promiscuità delle devote madri di famiglia. È il trionfo dell'ipocrisia dentro la stagnola di un mondo perfetto e reso tale dalla minaccia, dalla gelosia, dalla brutalità di un nemico, l'Urss, pronto a polverizzarlo in pochi secondi, essendo la prova rovesciata della propria superiorità.

Dunque la guerra funziona come perfetta ambientazione di un'ipocrisia lancinante in un'America non militarista che dalle proprie origini passa da una guerra all'altra, in media una per generazione, via via impigliandosi in conflitti sempre più helleriani, senza costrutto e senza logica neppure colonialista, come oggi l'interminabile strazio e strage di Afghanistan e Iraq.

Il sofisma di Comma 22 cade infatti esattamente nel crepaccio fra due guerre progressivamente più sconclusionate, la Corea - che, dopo aver portato il mondo a un passo dalla guerra nucleare con il generale MacArthur fermato da Truman prima che bombardasse i cinesi, finì in un massacrante pareggio dove era cominciata - e il Vietnam, che in quel 1961 era già stato segnato dalla folle decisione di Eisenhiower di appoggiare De Gaulle nella guerra per mantere le colonie francesi in Indocina facendo di Ho Chi Minh, un ammiratore dell'America di Jefferson e Lincoln e Wilson, il suo più micidiale nemico.


Già la letteratura, il cinema, l'arte avevano sbucciato il frutto proibito del Grande Paradosso del Paradiso made in Usa, della follia come unica forma di lucidità, della inquietudine come sola forma di verità, del malcontento benestante, ma senza arrivare alla rapidità fulminea di quella domanda, di quel catch, la presa, il gancio dai quali non si esce. Una formula lontana erede della domanda usata nelle scuole talmudiche per chiedere agli studenti rabbinici se Dio possa costruire una gabbia dalla quale non sappia uscire, dimostrando di non essere o onnipotente o onnisciente. I sintomi c'erano, ovvi e non visti. Jimmy Dean, il "ribelle senza una causa", si era appena schiantato sulla sua Porsche cabrio 550 da lui soprannominata "La Piccola Bastarda". Povero eroe di una generazione di bastardi, figli culturalmente di nessuno, che stava gorgogliando sotto la placida e ciclostilata opulenza di una nazione che celebrava ogni sera la dignitosa, felice esistenza di Lucy ed io, sposati ma costretti dalla censura a dormire in letti separati - mentre i teen sognavano ribellioni ancora informi.

Nei beatnik, nella ondivaga sessualità di Jack Kerouac lungo la strada della vita, nella conflagrazione della musica di Elvis Presley, il primo white negro che ruotava e spingeva il bacino per turbare le teeny-bopper, le ragazzine per bene con le calzette bianche e corte, nei linciaggi di neri nel Sud, nei primi passi dei diritti civili, Catch-22 avrebbe trovato una formula perfettamente ellittica per un tempo impossibile. Nel quale, mentre Heller scriveva, chi si dichiarava un po' di sinistra veniva distrutto perché pinko, rosatello, e chi lo negava veniva egualmente ostracizzato come bugiardo e spia - e infatti negava di esserlo. Il maccartismo come declinazione pratica e paranoica dell'hellerismo con massicci risvolti militar-industriali. Perché alla fine, come in un altro meno celebre risvolto del libro e del film, the dollar is king, il denaro regna sulle guerre.

Comma 22 generò schiere di imitatori in una scuola del teatro dell'assurdo bellico arrivata fino al Coppola del colonnello Kurtz - la sola pietà è essere più spietati degli altri - dei Marines di Kubrick che tornano dal mattatoio vietnamita di Hué cantando il coro di Topolino, dell'aviere Robin Williams punito per dare notizie e musica vere ai soldati gridando "Good Morning Viet-Naaaaam!!!!". Poi M*A*S*H, prima il magnifico film di Robert Altman e poi la serie tv che avrebbe coperto undici anni, in 256 puntate, ripercorrendo per 256 volte il labirinto del paradosso insolubile della follia, traducibile in ospedali che salvano vite per rispedirle a morire, visibile in ogni "inutile strage" nella nobile definizione della Grande Guerra data da Benedetto XV, dove qualche ambiguità resta sulla possibile utilità di altre stragi.

Persino nella figura del pazzo che tenta invano di strappare un congedo per demenza, il caporale Klinger di M*A*S*H, l'equivalente del capitano bombardiere Yossarian di Comma 22, torna lo stesso "uncino", lo stesso catch, ma ancora più malizioso, perché il caporale di M*A*S*H è lucidissimo e dunque finge di essere matto, dando ragione al regolamento.

C'era, in quell'America in apparente bagnomaria ma sotto il coperchio già bollente, l'ansia della ricerca del nuovo, la voglia di ironia ribelle dopo tanto placido, vittorioso, glorioso conformismo, che nel novembre del 1961 il gancio di Heller strappò. Rivelando che dietro la disperazione, c'era la speranza dell'ironia.

Esattamente 24 mesi dopo, John F. Kennedy moriva assassinato a Dallas.

Sul Venerdì del 15 marzo 2019