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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato eletto il 3 febbraio 2015, il suo mandato scadrà nel 2022 (Augusto Casasoli/ A3/ Contrasto) 

Mattarella che è uscito dal Palazzo

Nella prima parte del suo settennato aveva esercitato la moral suasion sussurrando. Da un po', tra discorsi e visite, il presidente ha cambiato rotta. Ecco come e perché  
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Sergio Mattarella non lascia trasparire le proprie emozioni. È anche, come tutti i siciliani, uomo di poche parole. Significa che la sua presidenza rimane imperscrutabile, come il volto della sfinge? Che non c'è modo di rivelarne il profilo, il tratto distintivo? No, un buon criterio ci sarebbe. Ma per usarlo occorre sforzarsi di guardare ciò che si nasconde al nostro sguardo, le "funzioni invisibili" in cui a metà dell'Ottocento Walter Bagehot identificava l'essenza della monarchia britannica. Noi usiamo una denominazione - inglese anch'essa - per designare l'ineffabile: moral suasion. Vuol dire persuasione morale, e s'accompagna alla concezione del capo dello Stato come "magistratura d'influenza", nel senso teorizzato per l'appunto da Bagehot. Un'istituzione del tutto speciale, che non ha poteri propri, se non quello di vigilare sui poteri altrui, riattivandoli quando la macchina s'inceppa. Fino …
Sergio Mattarella non lascia trasparire le proprie emozioni. È anche, come tutti i siciliani, uomo di poche parole. Significa che la sua presidenza rimane imperscrutabile, come il volto della sfinge? Che non c'è modo di rivelarne il profilo, il tratto distintivo? No, un buon criterio ci sarebbe. Ma per usarlo occorre sforzarsi di guardare ciò che si nasconde al nostro sguardo, le "funzioni invisibili" in cui a metà dell'Ottocento Walter Bagehot identificava l'essenza della monarchia britannica. Noi usiamo una denominazione - inglese anch'essa - per designare l'ineffabile: moral suasion. Vuol dire persuasione morale, e s'accompagna alla concezione del capo dello Stato come "magistratura d'influenza", nel senso teorizzato per l'appunto da Bagehot. Un'istituzione del tutto speciale, che non ha poteri propri, se non quello di vigilare sui poteri altrui, riattivandoli quando la macchina s'inceppa. Fino all'estremo di sciogliere le Camere, se in Parlamento domina lo stallo, se nessun governo ottiene la fiducia. E comunque svolgendo un ruolo d'impulso, di sollecitazione. Questo ruolo, durante il primo tempo del suo settennato, Mattarella l'ha esercitato sussurrando, non parlando ad alta voce. In conversari privati con le altre istituzioni dello Stato, non affacciato da un balcone.

Noi, quaggiù, a volte ne percepivamo l'eco, come quando un decreto annunziato da Matteo Renzi o Paolo Gentiloni non vedeva poi la luce, o quando questo o quel partito faceva retromarcia sulle proprie iniziative. Al giro di boa, però, nel secondo tempo del proprio mandato, c'è stato un cambio di passo, sia pure con un passo felpato, com'è nello stile di questo presidente. E la sua moral suasion è diventata pubblica, ha cominciato a svilupparsi sotto gli occhi della pubblica opinione. Da qui l'infittirsi dei suoi interventi. Nel solo mese di aprile - per fare un esempio - si contano otto discorsi ufficiali, tenuti nelle occasioni più svariate, dalla cerimonia per il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci fino ai saluti alla polizia di Stato, ai partigiani, agli uditori giudiziari. Non meno eloquente la doppia visita a Napoli, prima al Rione Sanità (13 aprile), dove sorge una statua in memoria d'un diciassettenne ucciso dalla camorra per errore, e dove opera altresì la cooperativa La Paranza di don Antonio Loffredo; poi all'ospedale Santobono (7 maggio), che accoglieva la piccola Noemi, ferita gravemente durante una sparatoria nel centro cittadino. Una testimonianza di legalità, nel territorio in cui la legge viene ogni giorno offesa dalle bande camorristiche.

E c'è poi il fronte più insidioso, quello dei rapporti col governo. Così come a Oscar Luigi Scalfaro (cattolico di destra) toccò allevare il governo Berlusconi, a Mattarella (cattolico di sinistra) è toccato in sorte il governo gialloverde. In entrambi i casi, due esecutivi agli antipodi rispetto alla formazione culturale di questi presidenti. A differenza del suo predecessore, tuttavia, Mattarella non ha assunto atteggiamenti ostili, non ha manifestato un'avversione preconcetta. E ha fatto bene, giacché il capo dello Stato deve sempre rispettare il voto popolare. Ma deve anche pretendere il rispetto della Costituzione, senza distrazioni né tantomeno cedimenti. La soluzione? Facendo lampeggiare il giallo del semaforo, anziché il rosso oppure il verde. E la moral suasion, l'uso d'avvertimenti e moniti, ne costituisce la manifestazione più visibile. Un caso per tutti: la cosiddetta "promulgazione con riserva".  Significa che dinanzi a leggi in odore d'incostituzionalità, il presidente le promulga, ma accompagnando il via libera con una lettera che rappresenta al tempo stesso un altolà. Uno strumento già sperimentato da Ciampi, nei riguardi della legge istitutiva del Patrimonio dello Stato S.p.A. (giugno 2002). Poi da Giorgio Napolitano, per esempio rispetto alla legge sulla sicurezza (luglio 2009). Ma con Mattarella, negli ultimi tempi, le occasioni si moltiplicano, fino a contarne un paio nel giro d'un mese: la legge sulla commissione banche (29 marzo) e quella sulla legittima difesa (26 aprile).

Quest'ultima era stata presentata dalla maggioranza di governo come una sorta di licenza d'uccidere, trasformando gli italiani in altrettanti 007. "No", ha scritto in una paginetta il presidente: la tutela dell'incolumità spetta sempre allo Stato, e nessuno può sparare al prossimo se non sussista un pericolo oggettivo. Mattarella, dunque, ne ha dettato un'interpretazione restrittiva, l'unica compatibile con le garanzie costituzionali. E poco importa se qualche purista del diritto costituzionale ha inarcato il sopracciglio, obiettando che l'interpretazione è compito dei giudici. Dopotutto, il capo dello Stato è anche a capo del Consiglio superiore della magistratura: potrà pur dare qualche consiglio ai magistrati.

Sul Venerdì del 31 maggio 2019