✕
Particolare del murale di Os Gemeos in onore di Lisbeth Salander in Fiskargatan (Daniele Castellani Perelli) 

Dov’è finito Stieg Larsson? Su un murale a Stoccolma

Speciale viaggi Dieci anni fa la capitale svedese inaugurava i Millennium tour dedicati al giallista. Oggi vanno meno di moda e nei luoghi della trilogia non c’è traccia di lui. O quasi...
4 minuti di lettura

STOCCOLMA. Ah, chissà chi abita in questo splendido palazzo di Bellmansgatan affacciato sulla baia di Stoccolma in cui vive, nella finzione letteraria, Mikael Blomkvist, il protagonista di Uomini che odiano le donne e dell'intera trilogia Millennium, i thriller di Stieg Larsson... "Il mio prof. di storia dell'università!" rompe subito l'incanto la nostra guida, Eva Palmqvist, e con perfetti tempi cinematografici ecco intanto uscire dall'edificio pure Gerd, Monika e Arne, tre simpatici pensionati, anche loro coinquilini, per così dire, dell'intrepido giornalista investigativo Blomkvist in questo rosso palazzo d'epoca di proprietà del Comune. C'è viavai di turisti che rompono la quiete delle vostre giornate?, chiediamo ai tre. "Oggi no, non è più come qualche anno fa" rispondono.

Dieci anni esatti sono passati da quando la città di Stoccolma ha lanciato ufficialmente i suoi tour a t…

STOCCOLMA. Ah, chissà chi abita in questo splendido palazzo di Bellmansgatan affacciato sulla baia di Stoccolma in cui vive, nella finzione letteraria, Mikael Blomkvist, il protagonista di Uomini che odiano le donne e dell'intera trilogia Millennium, i thriller di Stieg Larsson... "Il mio prof. di storia dell'università!" rompe subito l'incanto la nostra guida, Eva Palmqvist, e con perfetti tempi cinematografici ecco intanto uscire dall'edificio pure Gerd, Monika e Arne, tre simpatici pensionati, anche loro coinquilini, per così dire, dell'intrepido giornalista investigativo Blomkvist in questo rosso palazzo d'epoca di proprietà del Comune. C'è viavai di turisti che rompono la quiete delle vostre giornate?, chiediamo ai tre. "Oggi no, non è più come qualche anno fa" rispondono.

Dieci anni esatti sono passati da quando la città di Stoccolma ha lanciato ufficialmente i suoi tour a tema Millennium. E qualcosa è cambiato. "Oggi c'è solo un appuntamento, il sabato mattina, più un altro il giovedì ma solo nei mesi estivi. Sono pensati per 30 persone al massimo, ma di solito non ne vengono più di 15-20, meno di quelle che da giugno porteremo nei tour delle stazioni della metro" spiega Eva. "Tra il 2010 e il 2012 assistemmo al picco, sull'onda dei tre film svedesi e soprattutto della versione hollywoodiana diretta da David Fincher con protagonisti Daniel Craig e Rooney Mara. Organizzavamo due visite a settimana tutto l'anno, e c'era sempre il tutto esaurito" (Già nel 2009, non a caso, l'editore italiano della trilogia, Marsilio, pubblicò La Stoccolma di Stieg Larsson).

Polpette Blomkvist? No grazie
I Millennium tour partono proprio da qui, da casa di Mikael e dai lo sapevate? che ne circondano la giovane leggenda (Lo sapevate che nel palazzo accanto viveva e vive un Blomkvist? Stieg però lo ignorava, d'altronde per battezzare il suo eroe si è ispirato alle avventure di Kalle Blomkvist il Grande Detective, di Astrid Lindgren, la creatrice di Pippi Calzelunghe. In quello stesso libro, la migliore amica di Kalle si chiama Eva-Lotta Lisander, da cui Stieg ha tirato fuori il nome della propria eroina, Lisbeth Salander, l'hacker dall'infanzia tormentata che diventa amica e alleata di Mikael).

Da qui il tour prosegue tra le stradine di Södermalm, che a fine Ottocento era un po' la Montmartre di Stoccolma ed è l'isola in cui è ambientata gran parte della trilogia. C'è la sede di Millennium, la rivista di Mikael, in Götgatan. E poi il Mellqvist Kaffebar di Hornsgatan, che tre anni fa si è espanso e ha cambiato nome in Kaffebar. Era il locale in cui faceva colazione Stieg, e dove avrebbe scritto parte dei romanzi. Domandiamo all'affaccendata Caroline, la compagna del proprietario, se qualche turista chieda mai di Stieg. "No" scuote la testa, e corre a servire un cliente. Riferimenti al suo più celebre avventore, ne abbiamo? Zero. Neanche una cornicetta alle pareti.

Chi vuole, la sera può arrampicarsi fino al Kvarnen (Il mulino), a Tjaerhovsgatan. Ne vale la pena perché è uno degli ultimi ristoranti della capitale a servire piatti autentici della tradizione. Nei libri fa da sfondo alle serate sia di Lisbeth sia di Mikael. Eppure sarebbe vano cercare anche qui una foto di Larsson alle pareti, magari abbracciato al proprietario, come si usa da noi e a dire il vero in tutto il mondo. E a nessuno è venuto in mente nemmeno di cambiare i nomi delle specialità in "polpette Blomkvist", "pyttipanna Millennium" o "stufato di renna in salsa Salander". Marketing vade retro (quelli di Ikea, che sono più smart, non approverebbero), ma in fondo a queste latitudini tutto sembra venir vissuto meno melodrammaticamente.

Qualche piccola curiosità sparsa sul tour. Chi partecipa è fan del libro o del film? "Del libro" risponde Eva. Il protagonista preferito? "Lisbeth senza dubbio". Le nazionalità dei turisti? "Americani, britannici, tedeschi, francesi, italiani, cileni, argentini, singaporiani...". Le domande più strane degli italiani? ""Non pensi che Stieg Larsson magari vive ancora e si è nascosto in un'isola esotica"?" (Niente, non ce la possiamo fare). E gli altri, che cosa chiedono? "Gli inglesi sono fissati con gli aspetti spionistici, che sono al centro soprattutto del terzo libro, La regina dei castelli di carta. Ma uno dei temi che più intriga è quello dei soldi".

Già. Quali tasche si sono gonfiate con i proventi dei libri (oltre 80 milioni di copie vendute nel mondo) e le royalties dei film, nonché con i diritti venduti allo scrittore David Lagercrantz, il biografo di Zlatan Ibrahimovic, per proseguire la serie? (A proposito, ad agosto esce il terzo libro della sua trilogia, sempre con Salander e Blomkvist protagonisti, e saremo arrivati così al sesto volume, tre firmati Larsson e tre Lagercrantz). A farla breve, purtroppo, nulla è finito sul conto di Eva Gabrielsson, la compagna di una vita, che Stieg non sposò anche per proteggerla dai neofascisti su cui lui, da giornalista, indagava, e che lo avevano messo nel mirino.


Dopo un'aspra battaglia legale - Eva ha rifiutato un'offerta di conciliazione di oltre due milioni di euro, ed è contraria alla seconda trilogia di Lagercrantz - ad arricchirsi sono stati il padre e il fratello di Stieg, nonostante lui fosse stato praticamente abbandonato da piccolo e fatto crescere con l'amato nonno comunista Severin (finché questi non morì d'infarto sotto i suoi occhi di bambino). Sì, è una storia triste, quasi quanto il fatto che Stieg sia morto anch'egli d'infarto, a 50 anni - fumava, mangiava male ed era un workaholic - un anno prima che venisse pubblicato il primo dei suoi tre romanzi.

Tuttavia, con parte di quei soldi, il padre ha sia finanziato Expo, la rivista d'inchiesta fondata dal figlio, sia creato la Stieg Larsson Foundation per "promuovere i valori democratici e sostenere gruppi oggetto di violenze, razzismo e discriminazione" (nel 2018 ha per esempio premiato, in denaro, la giornalista britannica Carole Cadwalladr, per aver rivelato lo scandalo dei dati di Facebook sfruttati in maniera impropria da Cambridge Analytica).

I thriller ai tempi di Netflix
Ma perché la trilogia ha avuto così tanto successo? "Perché ha squarciato il velo sulla Svezia" risponde Eva. "Ha raccontato l'altro lato di questo paradiso, un posto in cui la violenza sulle donne esiste, come in ogni parte del mondo. E poi perché non ha messo al centro della sua storia il solito poliziotto che alza il gomito, ma un uomo che combatte le ingiustizie e una ragazza forte che si ribella al potere del maschio. Lisbeth Salander è un'eroina dei nostri tempi".

E perché non sembra esserci traccia di Stieg a Stoccolma? Un po' perché l'industria del turismo non è sviluppatissima. Un po' perché, dice Eva, si legge sempre meno, e così si dimenticano anche i grandi scrittori: "I giovani stanno su Netflix o postano i gattini sui social... È un peccato che non leggano Stieg Larsson, una voce illuminante sulla nostra società e un autore che ha spalancato le porte del mondo a tanti autori di thriller scandinavi".

Chi voglia incontrare una traccia chiara della trilogia Millennium a Stoccolma deve allora salire su in cima fino a Fiskargatan. Davanti al palazzo in cui dopo il primo libro va a vivere Lisbeth Salander: i gemelli brasiliani Pandolfo, gli Os Gemeos, hanno creato un gigantesco e luminoso murales a lei dedicato. Perché Stieg è morto. Ma Lisbeth vive.

Sullo Speciale viaggi nel Venerdì del 7 giugno 2019