In copertina sul Venerdì del 21 giugno: alle origini del Pride. Nel giugno 1969 i clienti dello Stonewall, un bar di New York frequentato da omosessuali, si ribellarono all'ennesima retata della polizia. Da quella rivolta nacque il movimento Lgbt
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Era la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, cinquant'anni fa. New York era una città buia e pericolosa. Soprattutto per i gay: del resto i rapporti omosessuali erano vietati in quasi tutti gli Stati americani. Ma c'era un luogo in cui quelle che solo decenni dopo si sarebbero chiamate persone Lgbt potevano stare al sicuro: Christopher Street, nel Village. E soprattutto un bar: lo Stonewall Inn, gestito da un mafioso che badava molto agli incassi e per niente all'identità di genere o alle preferenze sessuali dei clienti.
Quella notte una pattuglia di poliziotti si presentò davanti allo Stonewall per la solita retata. Ma per la prima volta i gay, le lesbiche, i trans, le drag queen che frequentavano il locale si ribellarono. Lanciarono oggetti, poi bidoni della spazzatura, costrinsero gli agenti a barricarsi nel locale. E la rivolta continuò per cinque giorni. Era nato un movimento di liberazione. Che un anno dopo avrebbe dato vita al primo Gay Pride. E avrebbe ottenuto diritti civili assolutamente impensabili solo fino a pochi anni fa. Anche in Italia.
New York 1969, 50 anni fa la retata e la rivolta allo Stonewall: così nacque il movimento lgbt
All'anniversario di Stonewall e alle manifestazioni che, in ricordo di quella rivolta, animano le strade di tutto il mondo nel cosiddetto Pride Month è dedicata la copertina del Venerdì del 21 giugno. Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni sono tornate nello storico gay bar newyorchese per raccogliere i ricordi di chi partecipò alla ribellione. Nel suo commento Natalia Aspesi ricorda l'Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, quando gli omosessuali erano costretti a una vita clandestina e i pochi che osavano dichiararsi erano discriminati e perseguitati.
E Paola Zanuttini intervista Vladimir Luxuria, pioniera dei Pride italiani, prima transgender diventata parlamentare (e star dei reality), che traccia un bilancio delle conquiste ottenute dal movimento. Ma teme un ritorno indietro nell'immediato futuro.
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