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Un distributore alle porte di Ferrara (Nicola Marfisi/ Agf) 

Padania, Texas. Con Salvini on the road

Cinquemila chilometri in tre mesi. Tra provinciali deserte, trattori hi-tech e tanta paura dei ladri. La vittoriosa campagna di giugno nel diario di bordo della nostra inviata 
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CREMONA-BASSANO DEL GRAPPA. "Bella macchina". Grazie. "Io e tu siamo fratelli, anche io Volvo, vedi? FH16, il meglio", per chi non lo sa è un Tir altissimo, e questo è blu. "E cosa fai in giro di notte?". E come spiegare al camionista moldavo che domattina il ministro Matteo Salvini attacca con un comizio alle 9, davanti alla stazione di Fidenza, perciò ci si ritrova all'autogrill dopo Piacenza, pieno di uomini come lui, in ciabatte e braghe corte, che vanno a dormire in cabina con la lattina di birra gelata? C'è un cielo enorme e scuro, siamo tutti in un angolo della grande Padania che prende Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, un tour infernale che durerà quasi tre mesi e 5 mila chilometri, il ministro corre corre, il moldavo sa di politica italiana: "Salvini ormai è il vostro re, magari riesci anche a stringergli la mano".

Questa è un'Italia agricola, e anche all'antic…
CREMONA-BASSANO DEL GRAPPA. "Bella macchina". Grazie. "Io e tu siamo fratelli, anche io Volvo, vedi? FH16, il meglio", per chi non lo sa è un Tir altissimo, e questo è blu. "E cosa fai in giro di notte?". E come spiegare al camionista moldavo che domattina il ministro Matteo Salvini attacca con un comizio alle 9, davanti alla stazione di Fidenza, perciò ci si ritrova all'autogrill dopo Piacenza, pieno di uomini come lui, in ciabatte e braghe corte, che vanno a dormire in cabina con la lattina di birra gelata? C'è un cielo enorme e scuro, siamo tutti in un angolo della grande Padania che prende Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, un tour infernale che durerà quasi tre mesi e 5 mila chilometri, il ministro corre corre, il moldavo sa di politica italiana: "Salvini ormai è il vostro re, magari riesci anche a stringergli la mano".

Questa è un'Italia agricola, e anche all'antica, o forse stufa del vecchio, si capisce che facciano così presa slogan e chiacchiere tra amici al bar, o dal palco, Dio e famiglia, declinati in vario modo, "Viva la mamma, e basta con genitore 1 e 2, non ci vuole uno scienziato per riconoscere un papà da una mamma", "Affido questo voto al cuore immacolato della Vergine", "Vorrei fare il cammino di Santiago di Compostela", dove però non c'è nessuna Madonna.

Ma a cose fatte, si deve dire che lo stile yankee della campagna elettorale ha funzionato, poter addirittura toccare il ministro può sembrare una cosa da libro Cuore, da ingenui d'altri tempi, da campagnoli dell'Ottocento, come quando Coretti padre dice a Coretti figlio: "Qua, piccino, che ho ancora calda la mano. Questa è una carezza del re". A ballottaggi chiusi, in questa campagna con il grano quasi maturo e il mais già al ginocchio, Salvini ha vinto, in Veneto il 49,9 per cento alle Europee, in Lombardia il 43,4 per cento, in Emilia Romagna è il primo partito, 33,8 per cento. Si è preso Ferrara, Forlì, Monselice, Cadoneghe, Mogliano, Dalmine, Lumezzane e molti altri paesi e città defilate come Biella, Fossano. Un grande Nord di rotonde e autovelox, quasi tutte strade blu, gli irrigatori già piazzati, le rotoballe da raccogliere,  la polvere e l'odore di letame, di asfalto caldo, è il nostro Texas.

DA MANTOVA A CREMONA, SULLA STRADA PROVINCIALE 10
E passando quindi per Castellucchio, Marcaria, Piadena, Pessina Cremonese, Cicognolo. "A Bruxelles non ho la vittoria assicurata da vendere, ma la battaglia sì", le parole risuonano nella piazza sterminata di Porto Mantovano, fa un gran caldo alle 6 del pomeriggio e la gente sta stretta sotto l'ombra dei ciliegi, il ministro è in ritardo, la colonna sonora sempre la stessa, Vasco e Sweet Home Alabama. Poi arriva: "La nostra battaglia è a difesa dell'agricoltura, che in Italia è stata svenduta. Bisogna difendere il nostro latte, la carne, il formaggio, l'olio, la verdura", sotto il palco ci sono anziani con la camicia pulita e le mani dietro la schiena, in posizione di riposo, finito il comizio salteranno sul trattore e via nei campi. "Chi è quel bambino?". Qualcuno risponde che si chiama Claudio, "un applauso a Claudio che ha 7 anni ed è qui sotto il sole dalle cinque!", e brava la mamma di Claudio, vien da pensare. Il ministro ha finito ma aggiunge "Viva i tortelli, la zucca e la sbrisolona!", tanto per far capire che sa cos'è questa provincia di Mantova, e poi ha sempre fame.

Si passa sotto un viadotto, si percorre la periferia della città, si trova finalmente la "strada provinciale ex strada statale 10", racconta il navigatore, 70 chilometri di quasi niente, sulla strada non c'è nessuno, in lontananza si vedono silos, fattorie, le grandi forme di Grana Padano (siamo al di sopra del Po) che indicano gli spacci, un uomo che piscia accanto alla macchina guardando il tramonto, cose così. Non c'è nessuno davvero, se non la nutria che a un certo punto attraversa la strada e batte contro una ruota, rimbalza e spiace per la nutria, ma la frenata provoca un testa coda, e dietro due si tamponano, la tamponatrice è una Ferrari scura, il padrone scende con una faccia tremenda. Ma poi si corre verso Cremona, ormai nel buio, anche volendo non c'è neanche un posto per comprare dell'acqua, per 50 chilometri si incrocia solo un trattore Lamborghini da 100 mila euro, di quelli con l'aria condizionata. C'è un ristorante cinese sbarrato, un distributore solitario ma è solo self, capannoni vuoti, paesi vuoti, se uno vuole andare al bar gli tocca guidare fino a Cremona, peraltro si va ai 50, dietro una colonna di modernissime macchine agricole con le luci accese, sembrano luci da giostre, strani bracci meccanici che ballonzolano, infine svoltano a destra su uno sterrato e se ne vanno.

DA MIRANDOLA A FERRARA, SULLA STRADA PROVINCIALE 8
A Mirandola si arriva da Modena, lasciando la A1 e prendendo per l'Abetone, infatti lungo la strada è piena di abeti più o meno in forma, avendo il tempo di mangiare e bere ci si potrebbe anche fermare ma il tempo è poco, a Sorbara si oltrepassa un Hotel Rosso Frizzante, le vecchie cantine sociali del lambrusco, i wine bar per i giovani con anche il bed & breakfast, i tendoni bianchi, i rosai fioriti sulla strada, ettari di vigneti, all'infinito. A Mirandola il comizio è già cominciato, Salvini sta dicendo qualcosa tipo che bisogna ripartire "dall'agricoltura, dalla terra. Con tutta l'acqua che è venuta giù... ho molti amici agricoltori che mi hanno detto dei danni alle ciliegie, alla frutta", a un certo punto si sente il pianto di un bambino, "come ti chiami, bambino?", la mamma risponde "Christian, ha 17 mesi", e lui: "Vedete, ho pronunciato la parola Pd e lui si è messo a piangere...", a Mirandola al ballottaggio ha vinto il centrodestra, infine.

La tappa successiva è Ferrara, "conviene passare per di qua", dice uno, si va per la frazione Confine, c'è un bar che si chiama 50 Sfumature di caffè, un motel solitario, a Pavignane l'azienda Le rondini vende le cotolette a 7,90 al chilo, sul cartello c'è la mucca che ride. Ma forse la strada è sbagliata, ci si perde tra i frutteti ordinati, ogni tanto un cartello "vendesi fragole", il navigatore forse è stanco e tace, per girare la macchina tocca entrare nel cortile di una casa arancione fluo, appena ricostruita dal terremoto, c'è ancora la ghiaia nuova. Esce uno molto anziano, in canottiera blu, "Chi è? Questa è casa mia". La strada migliore per andare a Ferrara? "Mah, qui siamo a Colombarina". E per Ferrara? "Mah, vada a Brancolina". Ok. Ma lei per chi ha votato? "Per Matteo", non la Lega ma Matteo. E perché? "Per il porto d'armi, qui ci sono i ladri, bisogna poter sparare ai ladri". Poi si va per Finale Emilia, Mirabello, Vigarano Mainarda.

DA VICENZA A BASSANO DEL GRAPPA SULLA STRADA PROVINCIALE 248
E "ne dobbiamo fare di strada", il ministro volante lo dice spesso ai suoi, il Veneto del resto l'ha battuto per bene, a Negrar ha detto "noi qui in Valpolicella abbiamo bisogno di turisti che pagano, non di turisti che si fanno pagare", che sarebbero poi i migranti, di cui peraltro c'è un certo bisogno da queste parti, per fare i soldi che servono per fare i soldi eccetera. Ma "bisogna ridurre le tasse, siamo partiti dai piccoli e dagli artigiani" quelli che lo ascoltano come un predicatore in chiesa, o uno stregone, a bocca aperta, "è arrivato Ma-tèo", manco Gesù Cristo, fosse piovuto su questa piazza. Lui tiene la mano sul cuore, "adesso è legge dello Stato il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito in provincia di Vicenza. E la sinistra dice che è il Far West", pensate un po'.

In un bar che si chiama solo bar tra Dueville e Sandrigo c'è la bandiera con il leone di San Marco, la barista che fa gli spritz corregge: "Si dice Liga, non Lega. Siamo in Veneto". "Autonomia, noi vogliamo quello, poi Ma-tèo faccia quello che vuole nel resto d'Italia", dice uno che fa il pieno di gasolio al Suv, è un grossista di primizie, pioviggina e lui è di fretta, non andrà a Bassano a sentirlo perché deve andare a Padova e domani da un'altra parte, e quindi si va tra campi lunghissimi coltivati ad asparagi bianchi, ville con il robottino che rasa l'erba avanti e indietro, i canali sui due lati della provinciale che sale verso il monte Grappa, si passa attraverso Schiavon, e poi Nove, con le vecchie insegne delle fabbriche di ceramiche, che molte sembrano chiuse dai secoli, e c'è un chiesone con su scritto Apostolorum principibus.

 "Quante coppie ci sono in questa piazza, quanti bimbi? Stasera i bimbi andranno a letto tardi", anche loro incantati dall'uomo sul palco che talvolta li chiama per nome e dice cose buffe, "se vinco berrò due bicchieri di vino nero, il rosso non posso berlo", "non sono mica Batman" e via così, a Bassano del Grappa adesso c'è un sindaco della Lega, anche ad Arzignano, il porta a porta funziona, solo che qui non si vendono aspirapolveri, "e basta con le arance marocchine, il riso della Cambogia, la roba da mangiare che arriva dall'altra parte del mondo, l'Europa ci sentirà", e basta, "mangiate italiano", asparagi di Bassano o fagioli di Lamon, sotto il grande cielo del Nord.

Sul Venerdì del 21 giugno 2019