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Kevin Spacey, accusato di molestie e scagionato (foto Associated Press) 

Il buio oltre il #MeToo

Cosa è successo dopo il grande movimento di protesta che, partito da Hollywood, ha attraversato il mondo? Le sue eroine adesso tacciono e qualche famoso molestatore la sta pagando con una condanna che non conosce prescrizione, neppure mediatica
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Cosa succederebbe se le signore sostenessero che su 10 uomini, almeno 9 sarebbero efficienti molestatori se molte di loro: a) non  dessero uno schiaffo, b) non lanciassero un urlo, c) non dicessero: faccio un selfie e lo mando a tua moglie o d), meglio ancora, mai visto uno così piccolo? Metodi primitivi ma efficaci e mi assicurano molto usati, assieme a gestacci, insulti, spintoni e gas lacrimogeno. Tuttavia c'è chi non sa reagire, come se all'eterno potere del maschio delle caverne, ancorché repellente tipo Weinstein, fosse impossibile sottrarsi: amaro destino della femmina.

Io non giurerei che il fragile e non avvenente Allen (forse fascino dell'intelligenza o del balbettio?) mai abbia accarezzato il sedere di una fanciulla nolente, anche se non quello della figlia adottiva Dylan Farrow come il tribunale ha stabilito dichiarando il nostro idolo in questo caso innocente. Ma alla gente, ai moralisti, ai cattivisti, all'informazione anche mol…
Cosa succederebbe se le signore sostenessero che su 10 uomini, almeno 9 sarebbero efficienti molestatori se molte di loro: a) non  dessero uno schiaffo, b) non lanciassero un urlo, c) non dicessero: faccio un selfie e lo mando a tua moglie o d), meglio ancora, mai visto uno così piccolo? Metodi primitivi ma efficaci e mi assicurano molto usati, assieme a gestacci, insulti, spintoni e gas lacrimogeno. Tuttavia c'è chi non sa reagire, come se all'eterno potere del maschio delle caverne, ancorché repellente tipo Weinstein, fosse impossibile sottrarsi: amaro destino della femmina.

Io non giurerei che il fragile e non avvenente Allen (forse fascino dell'intelligenza o del balbettio?) mai abbia accarezzato il sedere di una fanciulla nolente, anche se non quello della figlia adottiva Dylan Farrow come il tribunale ha stabilito dichiarando il nostro idolo in questo caso innocente. Ma alla gente, ai moralisti, ai cattivisti, all'informazione anche molto democratica, l'innocenza dà fastidio, non piace, non paga: quindi basta il sospetto, una accusa incontrollata (come quella adesso ritirata a Kevin Spacey, che è stato scagionato) perché l'infamia resti, e chi vuole comunque crederci spera per sempre. È come se un bisogno di sporcizia ci ripagasse da inquietudini, miserie, rabbie, invidie, tutto l'acido male di cui non riusciamo a liberarci. Ma intanto: che fine ha fatto il #MeToo?

Le belle e celebri eroine che ci hanno entusiasmato con un tardivo coraggio, adesso tacciono, qualche famoso molestatore la sta pagando come merita, cioè peggio di un assassino: una condanna per un crimine spesso retrodatato di decenni e che non conosce prescrizione neppure mediatica. Fine pena mai. Nel caso di Allen, i suoi film tolti dalla circolazione televisiva, il suo ultimo non distribuito. Dalle accuse infamanti è stato assolto, ma non importa: questo fragile vecchietto che sarà stato anche cacciatore di ninfette, oggi ha una  moglie pazza per i vestiti costosi, anche lei ex bimba adottiva delle sua ex moglie Mia Farrow, a sua volta ex fanciulla apparentemente fragile. Insomma il grande meraviglioso regista-attore è stato, ma forse non lo è più dopo tanti spaventi, maniaco delle giovinette non si sa se minorenni, come del resto tanti uomini che però non sempre possono permetterselo.  

Per fortuna noi italiani siamo (o eravamo prima di questi governanti) meno punitivi, meno moralisti, meno puritani, più cattolici, quindi più indulgenti con i peccati di quanto non lo siano gli americani. Perciò, pur deplorando il possibile delitto di molestia o altro, non saremo privati di Un giorno di pioggia a New York né dei capolavori alleniani, che talvolta la televisione ritrasmette.

Ai miei tempi le molestie non esistevano, cioè erano molto più frequenti di adesso ma non avevano nome, al massimo, sui tram sempre affollati, l'ovvia mano sul sedere si chiamava "manomorta" e pazienza: era meglio non scostarsi perché andavi a sfiorare il davanti di ignoti pantaloni. I legislatori italiani non immaginavano certo che questi gesti potessero essere reati, né che umiliassero le donne, a meno che fosse il loro uomo a seccarsi e allora, tra uomini, erano guai.

Dopo decenni di scontri politici, se ne venne parzialmente a capo nel 1996, quando fu faticosamente deciso, da un mucchio di maschi soprattutto pii, che anche la molestia moltissimo molesta poteva essere cosa non buona. Solo 23 anni fa, a pensarci vengono i brividi e un'arrabbiatura che potrebbe indurci a pensare, tutti gli uomini che anche solo ti sfiorano, in galera!

Si sa che oggi la legge degli Stati Uniti ritiene molestia punibile anche dire, pare, come ti sta bene questo vestito dietro. Ma certo Allen e tutti gli sporcaccioni non presunti che hanno infuocato la rivolta delle signore del cinema (alcune però indignate della indignazione delle colleghe), erano accusati di ben più  odiosi gesti: violenza vera e propria, in hotel, camere d'albergo, uffici di potere con annesso necessario divano. La scena è questa, due soli i personaggi: un uomo deciso a violentare e una donna decisa a non farsi violentare. Più una possibilità: e se si trattasse sì di violenza, ma anche di una transazione mercantile, tu me la dai anche se ti faccio schifo e io faccio di te una star. Molte saranno fuggite disgustate, alcune no: è l'eterna storia delle donne il cui potere, anche se capi d'industria o dittatore, risiede soprattutto nel loro corpo, se giovane, se attraente.

Resta di questa giusta, corale ribellione femminile, qualche dubbio sulla sua più generale efficacia. Sempre più donne anonime, operaie, casalinghe, quelle in difficoltà economiche e sociali, si sono ribellate alle villanate, alle violenze, alla crudeltà di chi nei loro confronti pensa di avere un potere, ha un potere? Sempre più mariti, capireparto, dirigenti qualsiasi, anche di modestissima superiorità gerarchica, spaventati, hanno smesso di chiedere e purtroppo talvolta ottenere, la loro personale ius primae noctis, anche se centesima? I tempi non sono galantuomini, il presente meno di tutti: la giusta rivolta contro i molestatori (i più solleciti poi a deprecare e a stare dalla parte delle donne) ha avuto una copertura mediatica grandiosa, tanto più interessante, più gossip, più twittata degli anonimi stupri (se non perpetrati da migranti, nel quale caso l'indignazione governativa richiede se non il ripristino della pena di morte, almeno l'ergastolo) o da gruppi di pelati tatuati con svastiche, ma si sa son ragazzi e poi lei era in discoteca da sola, puttana insomma.

Mariti e partner qualsiasi continuano a pestare le loro signore e ad ammazzarle, ma la notizia si è fatta noiosa, e infatti non merita più le prime pagine. Finalmente negli Stati Uniti il ricco finanziere Jeffrey Epstein, 66 anni, è stato arrestato con l'accusa di aver abusato dal 2002 al 2005 di almeno 80 minorenni. Un pedofilo criminale quindi, non uno stupido molestatore. Le ragazze allora bambine dicono che  il coraggio della denuncia gliel'ha data il #MeToo: tuttavia le accuse e la galera riguardano sempre uomini importanti, appunto come Epstein, il cantante R. Kelly, l'attore Bill Cosby, e tutti gli altri che hanno perso il lavoro, direttori d'orchestra, maestri di ballo, registi, attori, e appunto Woody Allen.

I commentatori americani rilevano però che c'è molta meno attenzione verso i crimini sessuali di sconosciuti denunciati da vittime sconosciute. I non famosi non stuprano più o le vittime preferiscono star zitte? Il #MeToo e gli altri movimenti di denuncia vendicano i milioni di donne che nei secoli sono state abusate e umiliate senza poter chiedere giustizia. Ma le conquiste delle donne non sono mai sicure: in Italia, negli Stati Uniti, altrove, governi apertamente maschilisti sono insofferenti del potere, dell'autonomia, conquistati da decenni dalle donne: e infatti stanno immaginando leggi che le rimettano al loro posto.

Guardate le fotografie delle riunioni che contano, quelle dei  potenti del mondo, anche quella della misteriosa riunione del nostro ministro dell'Interno più intimi amici con potenti moscoviti: non c'è una sola donna.  

Sul Venerdì del 2 giugno 2019