Che mago Malagò
Claudio Sabelli Fioretti , di CLAUDIO SABELLI FIORETTILe olimpiadi perse e i giochi invernali vinti. E poi donne, Ferrari, poker, boxer e labrador. Intervista a un “simpatico cazzaro”. «Io amico di tutti? Di sicuro ho votato per tutti»
Per alcuni è un «simpatico cazzaro». Per altri è un manager di valore. Per molti è un instancabile donnaiolo. Poi ci sono quelli che lo hanno conosciuto come un accanito giocatore di poker. In tutte le definizioni c’è un po’ di vero e un po’ di leggenda. L’elenco delle donne che avrebbe conquistato, per esempio, è infinito: Bellucci, Falchi, Colombari, Carla Bruni, Marcuzzi, Casalegno, Gerini, Autieri, Vento, Arcuri. L’unica voce controllabile è che è stato anni con Lucrezia Lante della Rovere dalla quale ha avuto due gemelle, Ludovica e Vittoria. Quando lo intervisti è pacato e prudente. Tra la domanda e la risposta passano sempre tre-quattro secondi interminabili. Intercalari frequentissimi: «Lo devo dire con franchezza», «Posso dirti una cosa?», «Seguimi bene», «Stammi a sentire», «Devo dire la verità». È s…
Per alcuni è un «simpatico cazzaro». Per altri è un manager di valore. Per molti è un instancabile donnaiolo. Poi ci sono quelli che lo hanno conosciuto come un accanito giocatore di poker. In tutte le definizioni c’è un po’ di vero e un po’ di leggenda. L’elenco delle donne che avrebbe conquistato, per esempio, è infinito: Bellucci, Falchi, Colombari, Carla Bruni, Marcuzzi, Casalegno, Gerini, Autieri, Vento, Arcuri. L’unica voce controllabile è che è stato anni con Lucrezia Lante della Rovere dalla quale ha avuto due gemelle, Ludovica e Vittoria. Quando lo intervisti è pacato e prudente. Tra la domanda e la risposta passano sempre tre-quattro secondi interminabili. Intercalari frequentissimi: «Lo devo dire con franchezza», «Posso dirti una cosa?», «Seguimi bene», «Stammi a sentire», «Devo dire la verità». È sicuramente un uomo di sport. Mostra con orgoglio la foto in cui tenta di dribblare Maradona. Giovanni Malagò, presidente del Coni, è l’uomo che ha portato le Olimpiadi invernali a Milano dopo aver fallito con quelle estive a Roma.
Giovanni, quando avete esultato a Losanna per la vittoria di Milano-Cortina, hai rivolto un pensiero a Virginia Raggi che ha affondato le Olimpiadi di Roma?
«No. La ferita è completamente rimarginata».
Totalmente?
«La cicatrice è rimasta. E rimarrà tutta la vita».
Avete esultato in maniera sguaiata alla notizia della vittoria.
«Avevamo dormito due ore al giorno, sudavamo, io cambiavo cinque camice al giorno, alle sei di mattina prendevo di nascosto un caffè con un membro del Cio, alle tre di notte stavo con uno altro in terrazza a perorare la causa. C’era una tale tensione che alla fine è scoppiata una reazione liberatoria».
Ma avete vinto.
«E qualcuno di troppo è montato sul carro del vincitore. Ma va bene così».
Chi è montato sul carro?
«Non è nel mio stile entrare in dettagli del genere».
Se il Pd non avesse fatto fuori Ignazio Marino, le Olimpiadi a Roma ci sarebbe state?
«Sicuro. Siamo stati costretti a ritirarci mentre eravamo in corsa. E in testa».
Come facevi ad essere così sicuro?
«Erano due anni e mezzo che stavo addosso come un matto ad ogni singolo membro del Cio. Credimi, era cosa fatta».
Ti chiamano “Megalò”.
«Copyright di Dagospia. Con tutti i soprannomi tremendi che D’Agostino ha affibbiato in giro, mi è andata di lusso».
Sei ricco?
«Benestante. I ricchi sono altri».
Hai denunciato un milione di euro, nel 2017.
«Tutto pubblico».
“La vita è fatta di momenti belli e di momenti belli”. L’hai detto tu, inguaribile ottimista. Bicchiere mezzo pieno?
«Il bicchiere è sempre per tre quarti pieno, e forse anche di più».
Samocar è la tua azienda che vende macchine di lusso. Quante Bmw hai venduto?
«Eravamo diventati i più grandi concessionari Bmw del mondo, battendo perfino la loro filiale di Monaco di Baviera. Vendevamo 7.500 Bmw all’anno».
Venti al giorno.
«A quel punto la Bmw decise di comprare il nostro ramo di azienda dedicato alla Bmw. Noi rimanemmo con Ferrari e Maserati».
E di queste?
«Vendevamo anche 200 Ferrari l’anno».
Quanto costa una Ferrari?
«Un tempo la 348 costava l’equivalente di 80-100 mila euro. Oggi è come vendere una casa. Ci sono delle Ferrari che costano qualche milione di euro».
Quanto debbo aspettare per averne una?
«Lascia perdere».
Una volta giocavi a poker, nel periodo “cazzaro”.
«Giocavo con un gruppo di amici, Melega, Rinaldi, Caracciolo, Gawronski, Pietro Calabrese…».
Si può giocare a poker tra amici?
«Si giocava a casa di Caracciolo a Trastevere, si mangiava, c’erano buone mozzarelle, buon vino. Per anni ho giocato a Gim Rummy. Giocavo abbastanza bene ed ho vinto abbastanza».
Il colpo più grosso?
«Una volta, molti milioni».
Sei superstizioso?
«Ho la manìa del giallo. Vedi la mia scrivania?»
È piena di cartellette trasparenti gialle.
«Vedi gli evidenziatori?»
Tutti gialli.
«Ho una passione per il tredici. Sai quanti pennarelli evidenziatori ho sul tavolo?»
Lasciami indovinare: tredici.
«Bravo. Se vedo un gatto nero faccio di tutto perché mi attraversi la strada».
E tredici a tavola?
«Stupendo. Favoloso».
Denis Pardo ha scritto: “Malagò è un prodotto frenetico che macina le sue molteplici vite senza fermarsi mai per non perdersi nulla”.
«Può finire da un momento all’altro. E allora cerco di andare incontro ai momenti belli della vita».
Se dovessi morire oggi?
«Lasciamelo dire. Finora mi è andata alla grande».
Quanto a religione?
«Sono un cattolico disordinato. Però tutte le sere dico da 45 anni: “Ti ringrazio mio Dio per ciò che mi hai dato”».
E che cos’altro fai prima di dormire?
«Prendo il sonnifero. Non posso perdere tempo per addormentarmi. Dormo tutta la notte con la televisione accesa. Pensa a chi ha la fortuna/sfortuna di dormire con me».
Non puoi dire a chi ha la fortuna/sfortuna di dormire con te di spegnere la televisione?
«No, per carità. Mi sveglio. E poi ci sono i cani».
Quali cani?
«I miei labrador. Dormono tutti e due con me nel letto».
E quella persona che ha la fortuna/sfortuna di dormire con te?
«Dormo quasi sempre da solo. Lo dico con franchezza».
Ami di più i cani…
«Guarda il mio braccio. Lo vedi questo tatuaggio?».
Una informe macchia nera.
«Ma no! È il muso di Mu, il mio labrador adorato. Io avevo 58 anni quando è morto».
I tuoi cani dormono con la televisione accesa?
«A loro non dà fastidio. Loro vivono con me. Li porto anche in ufficio».
Raccogli le cacche?
«È un dovere etico».
Raccogli anche le cicche per terra…
«Mi è presa anche la manìa di pulire le spiagge. Giro con grandi bustoni di plastica nera e li riempio di zozzerie varie».
Il tuo stile. I gemelli?
«Mai. Qualcuno me li regala ed io li riciclo».
Camicie?
«Su misura. Da ragazzino andavo da Midena. Poi ho ereditato il camiciaio del mio papà, Madison. Quando ha chiuso ero disperato».
Come non capirti.
«Adesso mi sono organizzato con una sartina che mi fa anche polsini e colletti di ricambio. Questo vestito ha 27 anni. Ci tengo molto a conservare bene le cose del mio guardaroba».
Diete?
«Sto attento nel mangiare. Solo cose sane. Detesto le salse. Il massimo è lo spaghetto olio e peperoncino. O il pesce fresco. Faccio sport. Tennis, calcetto, canottaggio, nuoto, palestra, sci da fondo, bicicletta».
Scarpe?
«Su misura. Fatte da Gatto, un artigiano che non c’è più».
E come fai?
«Niente più scarpe nuove. Le mantengo bene e le mando nella bottega di un suo ex collaboratore, dove me le risuolano».
Capelli?
«Da 46 anni vado da Rocco a piazza Euclide. Sono tradizionalista e abitudinario. Ogni tanto ci prova. Dice: tingiamo?».
E tu?
«Ma che sei matto? E allora, per convincermi, mi cita persone che io conosco e che si tingono».
Chi si tinge?
«Seguimi bene, non è elegante».
Dilemma fondamentale per gli uomini: slip o boxer?
«L’uomo è boxer. Il mio concetto di eleganza non si applica agli slip».
Pigiama?
«Mai usato».
Come vai a letto con i tuoi labrador?
«Boxer e maglietta».
All’occhiello? Vedo lo scudetto tricolore.
«Io sono al cento per cento patriota. Bevo solo bollicine italiane, il Ferrari, o il rosé pugliese, Due Palme, o il rosé Marvi, Oltrepo pavese. Oppure i grandi rossi, piemontesi e toscani, e l’Amarone».
Ti chiamano al telefonino e parte l’Inno di Mameli. Non si può sentire.
«È un inno. E comunque senza le parole, solo la musichetta».
Sei romanista tiepido o romanista-romanista?
«Io sono romanista-romanista ma non ho gli occhi foderati dal tifo».
Diresti mai “Forza Lazio”?
«Se c’è un motivo per cui lo debbo dire, lo dico».
E allora dimmelo.
«Ma non c’è motivo».
Lotito è un genio o un avventuriero?
«È una persona con energia ed idee fuori dal comune. Spesso sprecate».
Candida Morvillo definì la tua vita “una vita da simpatico cazzaro”.
«Io penso che ognuno di noi, te compreso, è serio per 23 ore e 59 minuti. Se per un minuto non sei un cazzaro, vuol dire che non hai voglia di vivere, c’è qualcosa che non funziona in te, scusa se te lo dico. Il cazzaro è
un plus».
Alessandro Di Battista, nel suo recente libro, ti ha definito “Una piattola, un coatto ben vestito”.
«Non mi interessa commentare Di Battista. Ma onestamente si può dire tutto eccetto che il sottoscritto sia un coatto».
Le polemiche: esami comprati, raccomandazione al fidanzato di tua figlia, due ragazzi investiti, casa venduta in nero, abusi a Sabaudia…
«Posso dirti una cosa? Penso di avere dimostrato sempre dove stava la verità».
Hai fama di donnaiolo.
«Le donne mi hanno sempre attratto».
Sono giuste le donne che ti attribuiscono? Io non voglio sapere se tu sei stato con Monica Bellucci…
«Anche perché non direi niente. Una persona elegante non entra nel dettaglio degli affetti privati».
Però io ho letto: “È stato perfino con Asia Argento”.
«Non sono attratto solo da un cliché. È sbagliato immaginare – ma non c’entra niente la persona che adesso hai citato – che qualcuna che sulla carta non sembra quella “giusta” magari in passato non lo sia stata».
Quando ti contestavano di avere sempre storie con attrici famose o con donne bellissime…
«Come in tutte le cose della vita io sono un esteta…».
Donne brutte mai…
«I dettagli sono tutto. Se una donna ha molta classe oppure è particolarmente elegante oppure ha una forma di sensualità particolare, anche se non è molto bella…».
Hai avuto mai una storia con una fascista?
«Mi è capitato di tutto. Ho una trasversalità ampia».
Una laziale?
«Molto ampia».
Amico di Letta, amico di Renzi, amico della Meloni, amico di Rutelli. Amico di tutti?
«Posso dirti una cosa? Io sono una persona laica al cento per cento. Lo devo dire con franchezza…Ho votato da tutte le parti…».
Msi?
«Da tutte le parti».
Manifesto.
«Da tutte le parti».
Lotta Continua?
«Questo no, è troppo. Scrivi di me: “Amico di Walter Veltroni”. Ci tengo».
E diventare sindaco di Roma?
«Mi è capitato di avere proposte da tutte le parti. Ho sempre rifiutato».
Ministro dello Sport?
«In questo momento non sono in grado di pianificare la mia vita».
Presidente della Roma?
«Ogni tifoso sogna di diventare il presidente della sua squadra».
Sulla Roma sei un po’ meno laico.
«Ma non è una cosa all’ordine del giorno».
Alcuni atleti di talento, di origine africana, non possono gareggiare per l’Italia anche se sono nati in Italia, perché non hanno la cittadinanza. Come si può risolvere?
«Io non voglio dare indicazioni politiche. Però ritengo indispensabile e doveroso lo ius soli sportivo».
Non ti lasciare andare.
«Io dico che è una vergogna che, se sei nato in Italia da genitori non italiani, tu non possa difendere i colori italiani alle Olimpiadi».
I nuovi sport olimpici…
«Il surf, l’arrampicata sportiva, il roller skate, il karate, il baseball, il softball e la break dance».
Non è un un po’ eccessivo? Io, quando vedo il curling o i tuffi sincronizzati ho una crisi di rigetto.
«Bisogna intercettare i giovani. Queste nuove discipline allargano il bacino dell’interesse e fanno salire i diritti televisivi, quelli che tengono in piedi tutto tramite gli sponsor…».
Ricordo che una volta creava proteste la presenza della caccia fra le federazioni del Coni…
«Il selezionatore della nazionale Roberto Mancini disse che nelle squadre italiane giocano troppi stranieri e quindi è difficile fare una nazionale valida. Ricordo l’Inter che giocava con undici stranieri. Spesso si è esagerato ma non si può andare contro la legge. Ci vorrebbe un gentlement agreement tra i presidenti».
Gioco della torre. Ferrari o Maserati?
«Io giro con la Maserati. Ma salvo la Ferrari: è quella da cui è iniziato tutto».
Di Battista o Di Maio?
«Butto Di Battista. È troppo aggressivo nei miei confronti».
Pellegrini o Quadarella.
«La Quadarella è nel mio cuore. Però Federica è fuori gara».
Salvini o Renzi?
«Devo dire la verità: Renzi nei confronti dello sport e del Coni ha avuto grande rispetto».
E Salvini no?
«Sono sicuro che anche Salvini lo dimostrerà. Lo dico con franchezza».
Sul Venerdì del 15 agosto 2019
Giovanni, quando avete esultato a Losanna per la vittoria di Milano-Cortina, hai rivolto un pensiero a Virginia Raggi che ha affondato le Olimpiadi di Roma?
«No. La ferita è completamente rimarginata».
Totalmente?
«La cicatrice è rimasta. E rimarrà tutta la vita».
Avete esultato in maniera sguaiata alla notizia della vittoria.
«Avevamo dormito due ore al giorno, sudavamo, io cambiavo cinque camice al giorno, alle sei di mattina prendevo di nascosto un caffè con un membro del Cio, alle tre di notte stavo con uno altro in terrazza a perorare la causa. C’era una tale tensione che alla fine è scoppiata una reazione liberatoria».
Ma avete vinto.
«E qualcuno di troppo è montato sul carro del vincitore. Ma va bene così».
Chi è montato sul carro?
«Non è nel mio stile entrare in dettagli del genere».
Se il Pd non avesse fatto fuori Ignazio Marino, le Olimpiadi a Roma ci sarebbe state?
«Sicuro. Siamo stati costretti a ritirarci mentre eravamo in corsa. E in testa».
Come facevi ad essere così sicuro?
«Erano due anni e mezzo che stavo addosso come un matto ad ogni singolo membro del Cio. Credimi, era cosa fatta».
Ti chiamano “Megalò”.
«Copyright di Dagospia. Con tutti i soprannomi tremendi che D’Agostino ha affibbiato in giro, mi è andata di lusso».
Sei ricco?
«Benestante. I ricchi sono altri».
Hai denunciato un milione di euro, nel 2017.
«Tutto pubblico».
“La vita è fatta di momenti belli e di momenti belli”. L’hai detto tu, inguaribile ottimista. Bicchiere mezzo pieno?
«Il bicchiere è sempre per tre quarti pieno, e forse anche di più».
Samocar è la tua azienda che vende macchine di lusso. Quante Bmw hai venduto?
«Eravamo diventati i più grandi concessionari Bmw del mondo, battendo perfino la loro filiale di Monaco di Baviera. Vendevamo 7.500 Bmw all’anno».
Venti al giorno.
«A quel punto la Bmw decise di comprare il nostro ramo di azienda dedicato alla Bmw. Noi rimanemmo con Ferrari e Maserati».
E di queste?
«Vendevamo anche 200 Ferrari l’anno».
Quanto costa una Ferrari?
«Un tempo la 348 costava l’equivalente di 80-100 mila euro. Oggi è come vendere una casa. Ci sono delle Ferrari che costano qualche milione di euro».
Quanto debbo aspettare per averne una?
«Lascia perdere».
Una volta giocavi a poker, nel periodo “cazzaro”.
«Giocavo con un gruppo di amici, Melega, Rinaldi, Caracciolo, Gawronski, Pietro Calabrese…».
Si può giocare a poker tra amici?
«Si giocava a casa di Caracciolo a Trastevere, si mangiava, c’erano buone mozzarelle, buon vino. Per anni ho giocato a Gim Rummy. Giocavo abbastanza bene ed ho vinto abbastanza».
Il colpo più grosso?
«Una volta, molti milioni».
Sei superstizioso?
«Ho la manìa del giallo. Vedi la mia scrivania?»
È piena di cartellette trasparenti gialle.
«Vedi gli evidenziatori?»
Tutti gialli.
«Ho una passione per il tredici. Sai quanti pennarelli evidenziatori ho sul tavolo?»
Lasciami indovinare: tredici.
«Bravo. Se vedo un gatto nero faccio di tutto perché mi attraversi la strada».
E tredici a tavola?
«Stupendo. Favoloso».
Denis Pardo ha scritto: “Malagò è un prodotto frenetico che macina le sue molteplici vite senza fermarsi mai per non perdersi nulla”.
«Può finire da un momento all’altro. E allora cerco di andare incontro ai momenti belli della vita».
Se dovessi morire oggi?
«Lasciamelo dire. Finora mi è andata alla grande».
Quanto a religione?
«Sono un cattolico disordinato. Però tutte le sere dico da 45 anni: “Ti ringrazio mio Dio per ciò che mi hai dato”».
E che cos’altro fai prima di dormire?
«Prendo il sonnifero. Non posso perdere tempo per addormentarmi. Dormo tutta la notte con la televisione accesa. Pensa a chi ha la fortuna/sfortuna di dormire con me».
Non puoi dire a chi ha la fortuna/sfortuna di dormire con te di spegnere la televisione?
«No, per carità. Mi sveglio. E poi ci sono i cani».
Quali cani?
«I miei labrador. Dormono tutti e due con me nel letto».
E quella persona che ha la fortuna/sfortuna di dormire con te?
«Dormo quasi sempre da solo. Lo dico con franchezza».
Ami di più i cani…
«Guarda il mio braccio. Lo vedi questo tatuaggio?».
Una informe macchia nera.
«Ma no! È il muso di Mu, il mio labrador adorato. Io avevo 58 anni quando è morto».
I tuoi cani dormono con la televisione accesa?
«A loro non dà fastidio. Loro vivono con me. Li porto anche in ufficio».
Raccogli le cacche?
«È un dovere etico».
Raccogli anche le cicche per terra…
«Mi è presa anche la manìa di pulire le spiagge. Giro con grandi bustoni di plastica nera e li riempio di zozzerie varie».
Il tuo stile. I gemelli?
«Mai. Qualcuno me li regala ed io li riciclo».
Camicie?
«Su misura. Da ragazzino andavo da Midena. Poi ho ereditato il camiciaio del mio papà, Madison. Quando ha chiuso ero disperato».
Come non capirti.
«Adesso mi sono organizzato con una sartina che mi fa anche polsini e colletti di ricambio. Questo vestito ha 27 anni. Ci tengo molto a conservare bene le cose del mio guardaroba».
Diete?
«Sto attento nel mangiare. Solo cose sane. Detesto le salse. Il massimo è lo spaghetto olio e peperoncino. O il pesce fresco. Faccio sport. Tennis, calcetto, canottaggio, nuoto, palestra, sci da fondo, bicicletta».
Scarpe?
«Su misura. Fatte da Gatto, un artigiano che non c’è più».
E come fai?
«Niente più scarpe nuove. Le mantengo bene e le mando nella bottega di un suo ex collaboratore, dove me le risuolano».
Capelli?
«Da 46 anni vado da Rocco a piazza Euclide. Sono tradizionalista e abitudinario. Ogni tanto ci prova. Dice: tingiamo?».
E tu?
«Ma che sei matto? E allora, per convincermi, mi cita persone che io conosco e che si tingono».
Chi si tinge?
«Seguimi bene, non è elegante».
Dilemma fondamentale per gli uomini: slip o boxer?
«L’uomo è boxer. Il mio concetto di eleganza non si applica agli slip».
Pigiama?
«Mai usato».
Come vai a letto con i tuoi labrador?
«Boxer e maglietta».
All’occhiello? Vedo lo scudetto tricolore.
«Io sono al cento per cento patriota. Bevo solo bollicine italiane, il Ferrari, o il rosé pugliese, Due Palme, o il rosé Marvi, Oltrepo pavese. Oppure i grandi rossi, piemontesi e toscani, e l’Amarone».
Ti chiamano al telefonino e parte l’Inno di Mameli. Non si può sentire.
«È un inno. E comunque senza le parole, solo la musichetta».
Sei romanista tiepido o romanista-romanista?
«Io sono romanista-romanista ma non ho gli occhi foderati dal tifo».
Diresti mai “Forza Lazio”?
«Se c’è un motivo per cui lo debbo dire, lo dico».
E allora dimmelo.
«Ma non c’è motivo».
Lotito è un genio o un avventuriero?
«È una persona con energia ed idee fuori dal comune. Spesso sprecate».
Candida Morvillo definì la tua vita “una vita da simpatico cazzaro”.
«Io penso che ognuno di noi, te compreso, è serio per 23 ore e 59 minuti. Se per un minuto non sei un cazzaro, vuol dire che non hai voglia di vivere, c’è qualcosa che non funziona in te, scusa se te lo dico. Il cazzaro è
un plus».
Alessandro Di Battista, nel suo recente libro, ti ha definito “Una piattola, un coatto ben vestito”.
«Non mi interessa commentare Di Battista. Ma onestamente si può dire tutto eccetto che il sottoscritto sia un coatto».
Le polemiche: esami comprati, raccomandazione al fidanzato di tua figlia, due ragazzi investiti, casa venduta in nero, abusi a Sabaudia…
«Posso dirti una cosa? Penso di avere dimostrato sempre dove stava la verità».
Hai fama di donnaiolo.
«Le donne mi hanno sempre attratto».
Sono giuste le donne che ti attribuiscono? Io non voglio sapere se tu sei stato con Monica Bellucci…
«Anche perché non direi niente. Una persona elegante non entra nel dettaglio degli affetti privati».
Però io ho letto: “È stato perfino con Asia Argento”.
«Non sono attratto solo da un cliché. È sbagliato immaginare – ma non c’entra niente la persona che adesso hai citato – che qualcuna che sulla carta non sembra quella “giusta” magari in passato non lo sia stata».
Quando ti contestavano di avere sempre storie con attrici famose o con donne bellissime…
«Come in tutte le cose della vita io sono un esteta…».
Donne brutte mai…
«I dettagli sono tutto. Se una donna ha molta classe oppure è particolarmente elegante oppure ha una forma di sensualità particolare, anche se non è molto bella…».
Hai avuto mai una storia con una fascista?
«Mi è capitato di tutto. Ho una trasversalità ampia».
Una laziale?
«Molto ampia».
Amico di Letta, amico di Renzi, amico della Meloni, amico di Rutelli. Amico di tutti?
«Posso dirti una cosa? Io sono una persona laica al cento per cento. Lo devo dire con franchezza…Ho votato da tutte le parti…».
Msi?
«Da tutte le parti».
Manifesto.
«Da tutte le parti».
Lotta Continua?
«Questo no, è troppo. Scrivi di me: “Amico di Walter Veltroni”. Ci tengo».
E diventare sindaco di Roma?
«Mi è capitato di avere proposte da tutte le parti. Ho sempre rifiutato».
Ministro dello Sport?
«In questo momento non sono in grado di pianificare la mia vita».
Presidente della Roma?
«Ogni tifoso sogna di diventare il presidente della sua squadra».
Sulla Roma sei un po’ meno laico.
«Ma non è una cosa all’ordine del giorno».
Alcuni atleti di talento, di origine africana, non possono gareggiare per l’Italia anche se sono nati in Italia, perché non hanno la cittadinanza. Come si può risolvere?
«Io non voglio dare indicazioni politiche. Però ritengo indispensabile e doveroso lo ius soli sportivo».
Non ti lasciare andare.
«Io dico che è una vergogna che, se sei nato in Italia da genitori non italiani, tu non possa difendere i colori italiani alle Olimpiadi».
I nuovi sport olimpici…
«Il surf, l’arrampicata sportiva, il roller skate, il karate, il baseball, il softball e la break dance».
Non è un un po’ eccessivo? Io, quando vedo il curling o i tuffi sincronizzati ho una crisi di rigetto.
«Bisogna intercettare i giovani. Queste nuove discipline allargano il bacino dell’interesse e fanno salire i diritti televisivi, quelli che tengono in piedi tutto tramite gli sponsor…».
Ricordo che una volta creava proteste la presenza della caccia fra le federazioni del Coni…
«Il selezionatore della nazionale Roberto Mancini disse che nelle squadre italiane giocano troppi stranieri e quindi è difficile fare una nazionale valida. Ricordo l’Inter che giocava con undici stranieri. Spesso si è esagerato ma non si può andare contro la legge. Ci vorrebbe un gentlement agreement tra i presidenti».
Gioco della torre. Ferrari o Maserati?
«Io giro con la Maserati. Ma salvo la Ferrari: è quella da cui è iniziato tutto».
Di Battista o Di Maio?
«Butto Di Battista. È troppo aggressivo nei miei confronti».
Pellegrini o Quadarella.
«La Quadarella è nel mio cuore. Però Federica è fuori gara».
Salvini o Renzi?
«Devo dire la verità: Renzi nei confronti dello sport e del Coni ha avuto grande rispetto».
E Salvini no?
«Sono sicuro che anche Salvini lo dimostrerà. Lo dico con franchezza».
Sul Venerdì del 15 agosto 2019