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Tanti baci dai Trump

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Sale la temperatura nei vertici internazionali, i potenti ci danno dentro. Ma onestamente: non dipenderà anche un po’ da noi? E sì, d’accordo, prima del bacio di saluto a Justin Trudeau, che obiettivamente
è un bel ficone-piacione, Melania Trump sembra veramente arrapata – come dirlo in altro modo? L’inclinazione della testa, l’intensità dello sguardo acceso, le labbra che si protendono, quasi si arricciano, mmmhhh, e clic: tutto nella foto esprime qualcosa di molto umano, una passione istintiva che fa cortocircuito con il palcoscenico su cui ha luogo, o forse invece è proprio la scena planetaria che induce la bellissima moglie del presidente della maggiore potenza mondiale a rendere fin troppo esplicita la sua spontaneità desiderante. Si tendono a sottovalutare gli effetti nefasti e di lunga deriva arrecati ai tenutari di rubriche dalla costante neuro osservazione e interpretazione guardona, anche là dove …
Sale la temperatura nei vertici internazionali, i potenti ci danno dentro. Ma onestamente: non dipenderà anche un po’ da noi? E sì, d’accordo, prima del bacio di saluto a Justin Trudeau, che obiettivamente
è un bel ficone-piacione, Melania Trump sembra veramente arrapata – come dirlo in altro modo? L’inclinazione della testa, l’intensità dello sguardo acceso, le labbra che si protendono, quasi si arricciano, mmmhhh, e clic: tutto nella foto esprime qualcosa di molto umano, una passione istintiva che fa cortocircuito con il palcoscenico su cui ha luogo, o forse invece è proprio la scena planetaria che induce la bellissima moglie del presidente della maggiore potenza mondiale a rendere fin troppo esplicita la sua spontaneità desiderante. Si tendono a sottovalutare gli effetti nefasti e di lunga deriva arrecati ai tenutari di rubriche dalla costante neuro osservazione e interpretazione guardona, anche là dove le foto sono tagliate, ma proseguono lungo i corpi suggerendo indizi ancora più incongrui e maliziosi. Per cui si sappia che nel momento in cui sembra mangiarsi con gli occhioni il premier canadese, Melania seguita a tenere per mano Donald, che se ne sta a testa bassa, “e io fra di voi”, come nel melenso
e malinconico Aznavour.  Sennonché passa nemmeno un giorno e sempre al vertice di Biarritz ecco, pure qui sotto, un altro pre-bacio e un’altra foto; stavolta i protagonisti sono Trump e Merkel, e il risultato è a sua volta piuttosto bizzarro, e con le avvertenze di cui sopra, e il vano timore di essere irrispettoso, quei due volti inchiodati nella istantanea un pochino possono anche far pensare a un fermo immagine di un porno amatoriale, categoria grannie, cioè nonni.

Ma il punto è proprio che ci si vorrebbe emendare e riscattare e smetterla con questi brutti pensieri, con questo amaro sghignazzo; e purtroppo la verità è che non basta più arrampicarsi sulla storia illustre e pericolante dell’autorappresentazione del potere, secoli di grande pittura per lo più cortigiana, quindi anche di ruffianerie e contraffazioni; né troppo conforta la spiegazione sociopolitica che questa sempre più calorosa espressività, queste buffe effusioni, questo interminabile incontrarsi al sommo del comando e all’insegna dell’all we need is love, sia il frutto maturo dell’intimate politics, una sorta di tragico equivoco per cui i Grandi si fanno le smancerie a vicenda per attirare sguardi e insieme colmare le distanze tra loro stessi, i loro simili e i sudditi. No. Forse bisognerebbe solo dirgli che non ce n’è bisogno. E forse, ma con animo sereno, spiegargli che il potere, come probabilmente ignorano, non è un red carpet, ma una robaccia pericolosa, comunque un mestiere che qualcuno deve pur fare.

Sul Venerdì del 6 settembre 2019