Rousseau, Rousseau, Rousseau... A prescindere dalla consultazione: chi avrebbe mai chiesto un consiglio di strategia politica a Jean-Jacques Rousseau? E non solo perché si trattava di un tipo davvero molto particolare, a cominciare dall'aspetto: berretto di pelaccio calcato in testa, enorme caffettano rosso e borsa di cuoio perennemente tra le gambe perché era malato e aveva sempre bisogno di fare la pipì.
Pochi lo ricordano, ma nel febbraio 2018, poche settimane prima che cominciasse l'avventurosa storia governativa dei Cinque Stelle, Beppe Grillo andò in pellegrinaggio a Ginevra; e lì all'isola si fece un video, come al solito frenetico, divertente e sconclusionato, in cui chiamando per nome Jean-Jacques, aggrappandosi e facendo toc-toc sul basamento della sua statua, non senza aver ricordato la scomoda malattia urinaria che affliggeva il filosofo e dopo averlo proclamato "il più grande puttaniere della storia", …
Pochi lo ricordano, ma nel febbraio 2018, poche settimane prima che cominciasse l'avventurosa storia governativa dei Cinque Stelle, Beppe Grillo andò in pellegrinaggio a Ginevra; e lì all'isola si fece un video, come al solito frenetico, divertente e sconclusionato, in cui chiamando per nome Jean-Jacques, aggrappandosi e facendo toc-toc sul basamento della sua statua, non senza aver ricordato la scomoda malattia urinaria che affliggeva il filosofo e dopo averlo proclamato "il più grande puttaniere della storia", …
Rousseau, Rousseau, Rousseau... A prescindere dalla consultazione: chi avrebbe mai chiesto un consiglio di strategia politica a Jean-Jacques Rousseau? E non solo perché si trattava di un tipo davvero molto particolare, a cominciare dall'aspetto: berretto di pelaccio calcato in testa, enorme caffettano rosso e borsa di cuoio perennemente tra le gambe perché era malato e aveva sempre bisogno di fare la pipì.
Pochi lo ricordano, ma nel febbraio 2018, poche settimane prima che cominciasse l'avventurosa storia governativa dei Cinque Stelle, Beppe Grillo andò in pellegrinaggio a Ginevra; e lì all'isola si fece un video, come al solito frenetico, divertente e sconclusionato, in cui chiamando per nome Jean-Jacques, aggrappandosi e facendo toc-toc sul basamento della sua statua, non senza aver ricordato la scomoda malattia urinaria che affliggeva il filosofo e dopo averlo proclamato "il più grande puttaniere della storia", con ambivalente solennità dichiarò Davide Casaleggio suo unico erede e infine la promessa: "Noi, i tuoi piccoli insignificanti discepoli porteremo il tuo verbo agli italiani". E di nuovo - ah, potenza del dubbio! - viene da chiedersi come avrebbe accolto quella rumorosa visita l'"illustre misantropo".
La definizione si deve a un proverbiale interprete del camaleontismo politico, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, che giovanissimo considerava Rousseau il suo idolo e faticò non poco per incontrarlo e diventare suo amico, prima dell'inevitabile bisticcio. Nelle sue memorie, Rousseau viene fuori come supremo attaccabrighe, iroso, sdegnoso, vanitoso, ingrato, autolesionista, commediante e profittatore; ma soprattutto - così lo sistema Talleyrand - in lui "la follia lottava corpo a corpo con l'intelletto".
Ora dispiace e al tempo stesso consola grufolare nella storia dei Grandi: quello non si lavava, quell'altro rubacchiava, quell'altro ancora gli piacevano le ragazzine, o beveva, o tirava cocaina. Ma il versante umano, per così dire, dell'inventore della democrazia diretta proclamato santo protettore del grillismo adattabile, presenta una tale gamma di opzioni nefaste da offrire un inevitabile complemento di metafore buone per l'oggi. Di tutte le colpe di Rousseau quella che fa più impressione riguarda i figli: cinque in effetti ne ebbe dalla sua compagna-guardiana Teresa, e tutti e cinque li abbandonò alla ruota dei trovatelli, come racconta lui stesso con raccapricciante onestà nelle Confessioni. Anche solo questo impedisce ai Cinque Stelle di dichiararsi suoi devoti figli. Si aggiunga che il genio di Jean-Jacques aprì anche gli orizzonti della pedagogia. Si racconta che un tale gli disse un giorno di aver educato i suoi figli secondo i suoi consigli. "Peggio per voi" rispose "e per loro".
Sul Venerdì del 13 settembre 2019
Pochi lo ricordano, ma nel febbraio 2018, poche settimane prima che cominciasse l'avventurosa storia governativa dei Cinque Stelle, Beppe Grillo andò in pellegrinaggio a Ginevra; e lì all'isola si fece un video, come al solito frenetico, divertente e sconclusionato, in cui chiamando per nome Jean-Jacques, aggrappandosi e facendo toc-toc sul basamento della sua statua, non senza aver ricordato la scomoda malattia urinaria che affliggeva il filosofo e dopo averlo proclamato "il più grande puttaniere della storia", con ambivalente solennità dichiarò Davide Casaleggio suo unico erede e infine la promessa: "Noi, i tuoi piccoli insignificanti discepoli porteremo il tuo verbo agli italiani". E di nuovo - ah, potenza del dubbio! - viene da chiedersi come avrebbe accolto quella rumorosa visita l'"illustre misantropo".
La definizione si deve a un proverbiale interprete del camaleontismo politico, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, che giovanissimo considerava Rousseau il suo idolo e faticò non poco per incontrarlo e diventare suo amico, prima dell'inevitabile bisticcio. Nelle sue memorie, Rousseau viene fuori come supremo attaccabrighe, iroso, sdegnoso, vanitoso, ingrato, autolesionista, commediante e profittatore; ma soprattutto - così lo sistema Talleyrand - in lui "la follia lottava corpo a corpo con l'intelletto".
Ora dispiace e al tempo stesso consola grufolare nella storia dei Grandi: quello non si lavava, quell'altro rubacchiava, quell'altro ancora gli piacevano le ragazzine, o beveva, o tirava cocaina. Ma il versante umano, per così dire, dell'inventore della democrazia diretta proclamato santo protettore del grillismo adattabile, presenta una tale gamma di opzioni nefaste da offrire un inevitabile complemento di metafore buone per l'oggi. Di tutte le colpe di Rousseau quella che fa più impressione riguarda i figli: cinque in effetti ne ebbe dalla sua compagna-guardiana Teresa, e tutti e cinque li abbandonò alla ruota dei trovatelli, come racconta lui stesso con raccapricciante onestà nelle Confessioni. Anche solo questo impedisce ai Cinque Stelle di dichiararsi suoi devoti figli. Si aggiunga che il genio di Jean-Jacques aprì anche gli orizzonti della pedagogia. Si racconta che un tale gli disse un giorno di aver educato i suoi figli secondo i suoi consigli. "Peggio per voi" rispose "e per loro".
Sul Venerdì del 13 settembre 2019