✕

Quanta grazia in quelle grazie

Ascolta l'audio

2 minuti di lettura
Ogni tempo del potere ha la sua estetica. Se esistesse un premio per la migliore icona politica e insieme per il tempismo antiveggente, per la grazia del distacco e la generosità con cui la si espone al pubblico, beh, il trofeo andrebbe senz’altro a Tvboy, lo street artist che l’altra settimana su un palazzo al centro di Roma ha raffigurato Conte, Zingaretti e Di Maio come le Tre Grazie liete di Raffaello, ognuno con un pomo in mano, mitologico dono delle Esperidi e simbolo di immortalità, forse. A integrare l’esattezza dell’analisi c’è un Renzi-Cupido, in prestito dalla Primavera di Botticelli. Col pensiero all’autunno, anche il titolo fa pensare: «Gli amori estivi possono durare?».

Tvboy, al secolo Salvatore Benintende, 39 anni, nato a Palermo e cresciuto nella periferia di Milano, considera Roma «la galleria a cielo aperto più bella del mondo», compare nei video di spalle o sotto il cappuccio, …
Ogni tempo del potere ha la sua estetica. Se esistesse un premio per la migliore icona politica e insieme per il tempismo antiveggente, per la grazia del distacco e la generosità con cui la si espone al pubblico, beh, il trofeo andrebbe senz’altro a Tvboy, lo street artist che l’altra settimana su un palazzo al centro di Roma ha raffigurato Conte, Zingaretti e Di Maio come le Tre Grazie liete di Raffaello, ognuno con un pomo in mano, mitologico dono delle Esperidi e simbolo di immortalità, forse. A integrare l’esattezza dell’analisi c’è un Renzi-Cupido, in prestito dalla Primavera di Botticelli. Col pensiero all’autunno, anche il titolo fa pensare: «Gli amori estivi possono durare?».

Tvboy, al secolo Salvatore Benintende, 39 anni, nato a Palermo e cresciuto nella periferia di Milano, considera Roma «la galleria a cielo aperto più bella del mondo», compare nei video di spalle o sotto il cappuccio, ricicla quadri celebri stravolgendoli secondo la lezione situazionista e rispetto a quanto accade nei palazzi è notoriamente recidivo. Suo era il celebre bacio tra Salvini e Di Maio – titolo: Amor Populi – che nel marzo del 2018 anticipò il governo nazional-sovranista. Sua l’altra opera – Conte-Pinocchio, ingannato dal gatto Di Maio e la volpe Salvini – che fissava gli innati limiti di un esecutivo presieduto dal vice dei suoi vice. Ancora suo La guerra dei social, in cui i due dioscuri, dandosi le spalle, cominciavano a farsi la guerra a colpi di tweet. E sempre sua la penultima immagine, prima dell’estate, La dittatura del selfie, che fermava un euforico Salvini al balcone col telefonino in mano e al suo fianco il gatto Tobia, lo stesso nome scelto da Mussolini per il suo micio (vedi La mia vita col Puzzone, Le lettere, 2006).

Prima, durante e dopo l’azzeccatissima sequela sul governo, Tvboy si è dedicato a papa Francesco (bacio con Trump), all’immigrazione (Santa Carola Rackete e una Pietà di Sant’Oscar dell’Open Arms), ai diritti civili (spose gay con velo), all’ambiente (Greta), al precariato, oltre ad aver ritratto Bolsonaro incendiario, Dolce e Gabbana vestiti da cinesi, San Mahmood e Camilleri, pure rappresentato con l’aureola. Là dove la scelta degli interventi, insieme all’assegnazione di santità, rende questo artista, a volersi sbilanciare, evoluto erede ed epigono di una pittura civile che dai futuristi a Guttuso sembrava estinta.

Se poi si pensa che Tvboy lavora eminentemente di notte, che le sue pitture sono per lo più destinate ad essere cancellate e che a parte certe magliette la sua arte non genera il becco di un quattrino, ma si afferma con raro garbo in un mondo piuttosto inselvatichito, oltre alle Tre Grazie giocherellone e post-raffaellite, si afferma qui soprattuto la sua.

Sul Venerdì del 20 settembre 2019