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L’ebbrezza del potere

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Dunque fu lo spread? No. Allora la Tav? Nemmeno. L'inevitabile aumento dell'Iva? Niente affatto. Dunque gli Usa, il Russiagate, i poteri forti di Bruxelles? Macché. E la hybris? Acqua. A due mesi ormai dalla crisi di agosto, e acclarato che l'ex ministro dell'Interno non è astemio, stai a vedere che la causa scatenante, il motore vero, il detonatore terminale, il deus ex machina della crisi di agosto è stato Sua Maestà il Mojito, il bicchierozzo verde che il leader leghista teneva in mano aggirandosi dietro la consolle nei giorni assolati del Papeete. Rum, lime, menta, ghiaccio, seltz. Erano appena le sei di sera e pensando adesso alla caduta del governo, alla dissoluzione dell'alleanza nazional-populista e al meccanismo che ha innescato la nascita del Conte bis, beh, viene un brivido a leggere che l'etimo di quel cocktail caraibico può anche farsi risalire al termine vudù "mojo" che vuol dire incantesimo.

Se…
Dunque fu lo spread? No. Allora la Tav? Nemmeno. L'inevitabile aumento dell'Iva? Niente affatto. Dunque gli Usa, il Russiagate, i poteri forti di Bruxelles? Macché. E la hybris? Acqua. A due mesi ormai dalla crisi di agosto, e acclarato che l'ex ministro dell'Interno non è astemio, stai a vedere che la causa scatenante, il motore vero, il detonatore terminale, il deus ex machina della crisi di agosto è stato Sua Maestà il Mojito, il bicchierozzo verde che il leader leghista teneva in mano aggirandosi dietro la consolle nei giorni assolati del Papeete. Rum, lime, menta, ghiaccio, seltz. Erano appena le sei di sera e pensando adesso alla caduta del governo, alla dissoluzione dell'alleanza nazional-populista e al meccanismo che ha innescato la nascita del Conte bis, beh, viene un brivido a leggere che l'etimo di quel cocktail caraibico può anche farsi risalire al termine vudù "mojo" che vuol dire incantesimo.

Sennonché, al netto del pensiero magico, ma anche delle bevande modaiole, c'è da pensare che alla lunga l'alcol finisca per offuscare le strategie politiche con circolarità tipo contrappasso; per cui giusto un anno fa proprio Salvini aveva sbeffeggiato l'allora presidente della Commissione Juncker con l'argomento che beveva troppo, "Io parlo solo con chi è sobrio", diceva, oppure "si prenda due bicchieri d'acqua", "digitate Juncker su Google e vedrete scene che impressionano". Oh, potenza incantatoria del mojito: come cambiano rapidamente i contesti... Così adesso è difficile, e per la verità anche un tantino ingrato, verificare se davvero Salvini "alza il gomito", come l'altro giorno Augusto Minzolini ha captato dall'ex sottosegretario leghista Picchi, che ha smentito e minacciato querele (ma ci sarebbe un testimone).

Ora, senza pretendere la verità e senza riferirsi ai suoi reiteratissimi brindisi social, ci si limita a ricordare che durante l'allegro e primigenio coretto intonato nel 2009 contro i napoletani Salvini venne effettivamente ripreso con un boccale di birra in mano; così come, quattro anni dopo, fu lui stesso a postare su Fb dopo un'altra festa leghista: "Ginepro, Assenzio, Limoncello e ora sereni al volante con Vasco! Liberi, liberi siamo noi". Non per fare i Pierini o i poliziotti del costume, ma "liberi-liberi", con quella santabarbara nello stomaco, non sembra la parola giusta, e quel che è peggio "al volante". Ma tant'è. In un colloquio (intercettato) con una sua amica leghista, Berlusconi si riferiva all'alleato Salvini chiamandolo nel modo che qui, dato l'argomento, si può facilmente immaginare. Con il che dall'euforia del mojito verde Padania all'ebbrezza dei pieni poteri del sovranismo arrembante si è colti in egual misura da dubbi e conferme. In ogni caso, servire con cannuccia.

Sul Venerdì dell'11 ottobre 2019