Il Venerdì

Incontro con Carola Rackete: ecco la mia nuova rotta

Dopo la Sea Watch, l’attivista tedesca ha scritto un libro: "Il mondo che vogliamo". A chi si rivolge? «A chiunque sia vivo. Siamo l’ultima generazione che può salvare il Pianeta». Intervista

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«Vediamoci a Vienna, ma a una condizione: deve venire in treno perché l'aereo inquina troppo». È cominciata così la conversazione con la “Capitana” Carola Rackete che troverete sul Venerdì del 1° novembre. Dopo l'avventura del giugno 2019 a bordo della Sea Watch 3, con il salvataggio di 53 migranti e l'arresto per l'approdo senza autorizzazione a Lampedusa, la giovane attivista tedesca ha scritto un libro: si chiama Il mondo che vogliamo e di fatto è un manifesto politico (dal 4 novembre sarà in edicola con Repubblica a 12,90 euro più il prezzo del giornale e in libreria con Garzanti).

Intervistata da Fabio Tonacci, Carola Rackete spiega che il nodo cruciale delle migrazioni è il clima: «I movimenti che sostengono i salvataggi in mare e quelli impegnati sul fronte dell'ambiente ormai devono lavorare in connessione». Inoltre, «entro la fine del secolo potremmo trovarci di fronte a una crisi esistenziale dell'umanità. È tempo di agire». Come? Anche cancellando i viaggi aerei inutili e rinunciando ad avere un armadio pieno di abiti. L'attivista racconta poi come sia cambiata la sua vita dopo la famosa notte di Lampedusa: riceve inviti da tutta Europa, si mantiene grazie «ai risparmi di quando facevo l'ingegnere», ha rinunciato a traslocare a Barcellona per studiare economia. Ed è finita in una lista di persone da uccidere: «Ma non mi preoccupo».

A seguire, Alex Saragosa illustra invece il punto di vista (sempre più diffuso) dei “catastrofisti”, secondo i quali è ormai (quasi) troppo tardi per salvare il Pianeta: insieme allo scrittore Jonathan Franzen ci sono anche climatologi e altri scienziati.

Nelle altre pagine del Venerdì, tra gli altri servizi, le interviste di Marco Consoli a Timothée Chalamet – Enrico V su Netflix – e di Angelo Carotenuto a Manuel Bortuzzo, che nove mesi dopo il colpo di pistola alla schiena ha scritto un libro, titolo "Rinascere". Un reportage di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni dal Mississippi, lo Stato più povero d'America, dove i neri sopravvivono grazie a buoni pasto e pensioni di invalidità, e il mistero catalano chiamato Carles Puigdemont indagato da Marco Cicala.