Incontro con Carola Rackete: ecco la mia nuova rotta
Dopo la Sea Watch, l’attivista tedesca ha scritto un libro: "Il mondo che vogliamo". A chi si rivolge? «A chiunque sia vivo. Siamo l’ultima generazione che può salvare il Pianeta». Intervista
«Vediamoci a Vienna, ma a una condizione: deve venire in treno perché l'aereo inquina troppo». È cominciata così la conversazione con la “Capitana” Carola Rackete che troverete sul Venerdì del 1° novembre. Dopo l'avventura del giugno 2019 a bordo della Sea Watch 3, con il salvataggio di 53 migranti e l'arresto per l'approdo senza autorizzazione a Lampedusa, la giovane attivista tedesca ha scritto un libro: si chiama Il mondo che vogliamo e di fatto è un manifesto politico (dal 4 novembre sarà in edicola con Repubblica a 12,90 euro più il prezzo del giornale e in libreria con Garzanti).
Intervistata da Fabio Tonacci, Carola Rackete spiega che il nodo cruciale delle migrazioni è il clima: «I movimenti che sostengono i salvataggi in mare e quelli impegnati sul fronte dell'ambiente ormai devono lavorare in connessione». Inoltre, «entro la fine del secolo potremmo trov…
Intervistata da Fabio Tonacci, Carola Rackete spiega che il nodo cruciale delle migrazioni è il clima: «I movimenti che sostengono i salvataggi in mare e quelli impegnati sul fronte dell'ambiente ormai devono lavorare in connessione». Inoltre, «entro la fine del secolo potremmo trov…
«Vediamoci a Vienna, ma a una condizione: deve venire in treno perché l'aereo inquina troppo». È cominciata così la conversazione con la “Capitana” Carola Rackete che troverete sul Venerdì del 1° novembre. Dopo l'avventura del giugno 2019 a bordo della Sea Watch 3, con il salvataggio di 53 migranti e l'arresto per l'approdo senza autorizzazione a Lampedusa, la giovane attivista tedesca ha scritto un libro: si chiama Il mondo che vogliamo e di fatto è un manifesto politico (dal 4 novembre sarà in edicola con Repubblica a 12,90 euro più il prezzo del giornale e in libreria con Garzanti).
Intervistata da Fabio Tonacci, Carola Rackete spiega che il nodo cruciale delle migrazioni è il clima: «I movimenti che sostengono i salvataggi in mare e quelli impegnati sul fronte dell'ambiente ormai devono lavorare in connessione». Inoltre, «entro la fine del secolo potremmo trovarci di fronte a una crisi esistenziale dell'umanità. È tempo di agire». Come? Anche cancellando i viaggi aerei inutili e rinunciando ad avere un armadio pieno di abiti. L'attivista racconta poi come sia cambiata la sua vita dopo la famosa notte di Lampedusa: riceve inviti da tutta Europa, si mantiene grazie «ai risparmi di quando facevo l'ingegnere», ha rinunciato a traslocare a Barcellona per studiare economia. Ed è finita in una lista di persone da uccidere: «Ma non mi preoccupo».
A seguire, Alex Saragosa illustra invece il punto di vista (sempre più diffuso) dei “catastrofisti”, secondo i quali è ormai (quasi) troppo tardi per salvare il Pianeta: insieme allo scrittore Jonathan Franzen ci sono anche climatologi e altri scienziati.
Nelle altre pagine del Venerdì, tra gli altri servizi, le interviste di Marco Consoli a Timothée Chalamet – Enrico V su Netflix – e di Angelo Carotenuto a Manuel Bortuzzo, che nove mesi dopo il colpo di pistola alla schiena ha scritto un libro, titolo "Rinascere". Un reportage di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni dal Mississippi, lo Stato più povero d'America, dove i neri sopravvivono grazie a buoni pasto e pensioni di invalidità, e il mistero catalano chiamato Carles Puigdemont indagato da Marco Cicala.
Intervistata da Fabio Tonacci, Carola Rackete spiega che il nodo cruciale delle migrazioni è il clima: «I movimenti che sostengono i salvataggi in mare e quelli impegnati sul fronte dell'ambiente ormai devono lavorare in connessione». Inoltre, «entro la fine del secolo potremmo trovarci di fronte a una crisi esistenziale dell'umanità. È tempo di agire». Come? Anche cancellando i viaggi aerei inutili e rinunciando ad avere un armadio pieno di abiti. L'attivista racconta poi come sia cambiata la sua vita dopo la famosa notte di Lampedusa: riceve inviti da tutta Europa, si mantiene grazie «ai risparmi di quando facevo l'ingegnere», ha rinunciato a traslocare a Barcellona per studiare economia. Ed è finita in una lista di persone da uccidere: «Ma non mi preoccupo».
A seguire, Alex Saragosa illustra invece il punto di vista (sempre più diffuso) dei “catastrofisti”, secondo i quali è ormai (quasi) troppo tardi per salvare il Pianeta: insieme allo scrittore Jonathan Franzen ci sono anche climatologi e altri scienziati.
Nelle altre pagine del Venerdì, tra gli altri servizi, le interviste di Marco Consoli a Timothée Chalamet – Enrico V su Netflix – e di Angelo Carotenuto a Manuel Bortuzzo, che nove mesi dopo il colpo di pistola alla schiena ha scritto un libro, titolo "Rinascere". Un reportage di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni dal Mississippi, lo Stato più povero d'America, dove i neri sopravvivono grazie a buoni pasto e pensioni di invalidità, e il mistero catalano chiamato Carles Puigdemont indagato da Marco Cicala.