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L'immagine distopica di una New York sommersa dall'acqua (Getty Images) 

Catastrofisti di tutto il mondo svegliateci

Non solo attivisti e scrittori. Sempre più scienziati sostengono che ormai è troppo tardi per salvare il pianeta. Pessimismo che aiuta i negazionisti? O spinta a fare in fretta? Più la seconda
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L'autore di Le correzioni, lo scrittore americano Jonathan Franzen, sullo stato di salute del nostro pianeta ha pubblicato sul New Yorker un lungo articolo: "Chiunque abbia meno di trent'anni certamente vedrà la destabilizzazione della vita sulla Terra, con crollo dei raccolti, mega alluvioni, mega siccità e milioni di persone in fuga da regioni inabitabili per il caldo... Avessimo iniziato ad agire dal 1988, avremmo evitato questo destino. Ma da allora abbiamo aggiunto all'atmosfera più CO2 che nei precedenti 200 anni". Ora lo sforzo per evitare il disastro, restando sotto ai 2°C di aumento rispetto al XIX secolo, come da Accordo di Parigi del 2015, dovrebbe essere così enorme, rapido e globale, da risultare impossibile. Conclusione: i giovani non si illudano, gli adulti non li salveranno.

Fantasie distopiche? Magari. Da scrittore, Franzen ha fornito i link a tutte le ricerche che, secondo lui, supportano questa cupa visione. Il …
L'autore di Le correzioni, lo scrittore americano Jonathan Franzen, sullo stato di salute del nostro pianeta ha pubblicato sul New Yorker un lungo articolo: "Chiunque abbia meno di trent'anni certamente vedrà la destabilizzazione della vita sulla Terra, con crollo dei raccolti, mega alluvioni, mega siccità e milioni di persone in fuga da regioni inabitabili per il caldo... Avessimo iniziato ad agire dal 1988, avremmo evitato questo destino. Ma da allora abbiamo aggiunto all'atmosfera più CO2 che nei precedenti 200 anni". Ora lo sforzo per evitare il disastro, restando sotto ai 2°C di aumento rispetto al XIX secolo, come da Accordo di Parigi del 2015, dovrebbe essere così enorme, rapido e globale, da risultare impossibile. Conclusione: i giovani non si illudano, gli adulti non li salveranno.

Fantasie distopiche? Magari. Da scrittore, Franzen ha fornito i link a tutte le ricerche che, secondo lui, supportano questa cupa visione. Il che non gli ha impedito di irritare diversi climatologi. "Franzen sembra considerare il limite di + 2°C come una soglia invalicabile, pena la distruzione del pianeta" dice Zeke Hausfather del Breakthrough Institute. "In realtà le cose non sono così rigide. La flessibilità del sistema Terra ci dà più tempo e spazio di manovra di quanto pensi. E poi un messaggio così deprimente ha l'effetto di bloccare l'azione sul clima quanto chi nega il cambiamento climatico".

Ma Franzen non è il solo "catastrofista" in circolazione. Nell'intervista che precede questo articolo, l'attivista Carola Rackete dice che "ha fondamentalmente ragione". E quanto agli scienziati, l'ecologo dell'Università dell'Arizona, Guy McPherson, non esclude l'estinzione della specie umana entro il 2030, mentre Kate Marvel,  climatologa della Nasa, avverte: "È inutile ripeterci che "siamo ancora in tempo": il cambiamento climatico è destinato a peggiorare fino a mettere a rischio interi ecosistemi e milioni di vite. Quello che possiamo fare, ormai, è solo decidere a che livello di perdite vogliamo tentare di fermarci. Dire le cose come stanno è più efficace per mobilitare le persone che ripetere 'andrà tutto bene'".

Anche il decano James Hansen, che nel 1988 lanciò il primo allarme davanti al Senato americano e poi, nel 2013, si dimise dalla Nasa per poter parlare più liberamente e "salvare il mondo per la mia nipotina", con il tempo sembra aver perso la speranza. "Nel 1988 le emissioni di CO2 erano di 28 miliardi di tonnellate l'anno e c'erano 350 parti per milione di CO2 in aria. Ora siamo a 37 miliardi di tonnellate e 407 ppm in aria (fonte National Oceanic and  Atmospheric Administration, ndr): e questo è il risultato di trent'anni di discussioni. Per rimediare, ora lo sforzo dovrebbe essere colossale. Ma voi vedete politici intenzionati a far pagare i combustibili fossili quanto costano davvero,  includendo cioè anche i danni che provocheranno?". Come ultima risorsa, Hansen, sua nipote e altri attivisti, hanno citato in giudizio il governo Trump perché "mette in pericolo le nostre vite" con il suo clima-negazionismo. Esagerano?

"Una catastrofe climatica nei prossimi decenni non è fantascienza" conferma anche Ugo Bardi, professore di Chimica all'Università di Firenze. Scrive di temi energetici e climatici su un blog dedicato alla profetessa di sciagure Cassandra: "Da 10 mila anni godiamo di un clima temperato quasi stabile, ma nella sua vita la Terra è passata da glaciazioni quasi totali a periodi torridi, talvolta rapidamente. Ora, in cento anni, abbiamo aumentato del 25 per cento l'anidride carbonica in atmosfera, destabilizzando di nuovo il clima. E se si supereranno successivi punti di non ritorno (tipping point), soglie oltre le quali si innescano fenomeni che amplificano il riscaldamento, la Terra, nel peggiore degli scenari, potrebbe diventare abbastanza calda da far evaporare gli oceani".

"Entro pochi lustri  potrebbe sparire del tutto la copertura di ghiaccio estiva dell'Oceano Artico" aggiunge il geofisico Fabio Trincardi, direttore del Dipartimento di Scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr. Già questo moltiplicherà gli eventi estremi nei continenti intorno all'Artico, e ridurrà la capacità della Terra di riflettere calore nello Spazio, raffreddandosi.  Ma c'è di peggio: il mare lungo la costa siberiana ha bassi fondali in cui si è accumulato nei millenni molto permafrost. Con il riscaldamento quei fondali si stanno scongelando, con il rischio che liberino enormi quantità di metano, un gas serra molto potente". Solo restando sotto i 2 °C di aumento siamo abbastanza sicuri di non innescare tipping point. "Già ora, con circa +1°C, abbiamo l'aumento di ondate di caldo, siccità o nubifragi" dice Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. "Arrivando a +2°C rischiamo di perdere gran parte delle barriere coralline".

Visto che ricaviamo l'80 per cento dell'energia da combustibili fossili, mentre solare e l'eolico arrivano appena al 2 per cento, possiamo ancora salvarci? "In dieci anni anni l'energia solare è scesa di prezzo di circa l'80 per cento e l'eolica del 50 per cento" risponde Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "D'ora in poi la loro diffusione avverrà velocemente. Ma bisognerà abbandonare consumismo e totem della crescita senza limiti".

Insomma, la catastrofe è possibile ma non certa, e allora forse le bordate alla Franzen sono d'aiuto. "I messaggi inquietanti catturano meglio l'attenzione" riflette Luca Caricati, docente di Psicologia della comunicazione all'Università di Parma "tanto più che le conseguenze più estreme dei mutamenti climatici non sono immediate. Quei messaggi andrebbero però accompagnati da strategie comunicative che motivino le persone a mobilitarsi verso un superiore traguardo comune". Fare della salvaguardia della Terra una sorta di nuovo credo o ideologia. Il tipping point culturale che ci salverà da quelli climatici.

Sul Venerdì del 1° novembre 2019