Il Venerdì

Matteo Garrone: questo Natale vi racconto Pinocchio

Matteo Garrone sul set di "Pinocchio" (Alain Parroni) 
È la nostra fiaba più bella. Il regista ci spiega in anteprima come e perché ha deciso di dedicarle il suo nuovo film. Che per una volta finisce bene
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Non certo un Pinocchio in salsa Gomorra, ma un vero film per famiglie con tanto di risate e lieto fine. Matteo Garrone parla per la prima volta del suo nuovo lavoro (nelle sale dal 19 dicembre) e lo fa in una lunga intervista a Giuseppe Videtti sul Venerdì del 22 novembre. «Certo» dice il regista romano «ci sono anche momenti oscuri, allucinatori e inquietanti, ma fondamentalmente è una storia scritta per intrattenere i bambini, quindi divertente».

Protagonista è un bambino, il «bionico» Federico Ielapi, mentre il ruolo di Geppetto è di Roberto Benigni. Quando gli ha proposto la parte Garrone gli ha mostrato una sua foto con la barba e il volto invecchiato. «Roberto è rimasto traumatizzato da quell’immagine, anche perché non gli era mai capitato di cambiare il suo aspetto in maniera così drammatica. “È mio nonno!”, ha esclamato. Poi credo che, con una buona dose di incoscienza, abbia deciso di fidarsi di me, del progetto». Tra le caratteristiche del film c’è quella di non aver stravolto o attualizzato il romanzo. «Molti spettatori» sorride il regista «esclameranno: ma guarda quante cose s’è inventato Garrone! In realtà è tutto nel testo, che troppo spesso è stato trascurato». Del resto il libro di Collodi, come spiega lo scrittore Eraldo Affinati nell'articolo che chiude il  servizio di copertina, è ancora una potente allegoria di noi italiani.

Sempre sul Venerdì il racconto in esclusiva del nuovo archivio (presto online) dedicato a Bernardo Bertolucci a un anno dalla scomparsa. La moglie Clare ha aperto a Simonetta Fiori i cassetti con le memorie del grande regista, tra cui una lettera inedita e mai spedita a Giulietta Masina scritta subito dopo la morte di Federico Fellini. E al centro del settimanale uno Speciale di 24 pagine dedicato ai viaggi. Gli itinerari? Ispirati alle serie tv più popolari, da Downton Abbey a Rocco Schiavone.