Paradosso Emilia: la Lega rossa la trionferà?
Riccardo Staglianò , dal nostro inviato RICCARDO STAGLIANÒBondeno è il primo comune emiliano conquistato vent’anni fa dalla destra facendo anche cose di sinistra. E oggi Alan Fabbri, il suo ex sindaco, guida una città come Ferrara. Reportage Video
BONDENO (Ferrara). Per chi è disposto a mettere in discussione le proprie tradizionali tassonomie politiche, non c'è niente di meglio che una vacanza-studio a Bondeno, mezz'ora a nordovest di Ferrara. Dove il terremoto politico, non sufficientemente registrato dai sismografi nazionali, ha preceduto di molto quello fisico e tremendo del 2012. Sono vent'anni che qui governa la destra, prima ex missina poi leghista. Etichette precise che però, a queste latitudini, appiccicano peggio di certi post-it cinesi. Sarà l'umidità del vicino, immenso Po, ma si staccano di continuo e quando provi a rimetterle a posto i contorni non corrispondono mai a quelli che avevi in testa. Con l'ex sindaco della destra sociale che tifa per lo ius soli. Quello attuale salviniano laureato sul Corano. L'ex candidato pd che non riesce "a parlar male dell'amico Alan Fabbri", star del Carroccio emiliano che in controtendenza rispetto al Capita…
BONDENO (Ferrara). Per chi è disposto a mettere in discussione le proprie tradizionali tassonomie politiche, non c'è niente di meglio che una vacanza-studio a Bondeno, mezz'ora a nordovest di Ferrara. Dove il terremoto politico, non sufficientemente registrato dai sismografi nazionali, ha preceduto di molto quello fisico e tremendo del 2012. Sono vent'anni che qui governa la destra, prima ex missina poi leghista. Etichette precise che però, a queste latitudini, appiccicano peggio di certi post-it cinesi. Sarà l'umidità del vicino, immenso Po, ma si staccano di continuo e quando provi a rimetterle a posto i contorni non corrispondono mai a quelli che avevi in testa. Con l'ex sindaco della destra sociale che tifa per lo ius soli. Quello attuale salviniano laureato sul Corano. L'ex candidato pd che non riesce "a parlar male dell'amico Alan Fabbri", star del Carroccio emiliano che in controtendenza rispetto al Capitano offre la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Salvo tenersi un vicesindaco con alcune condanne penali e un'ammonizione per stalking che va in giro con magliette "+Rum -Rom" e un portavoce che su Facebook gioca a fare il Führer del suo Dobermann di nome Rommel. Matte risate!
Primo comune emiliano (sopra i 15 mila abitanti) a passare ad An nel '99. E primo a transitare alla Lega nel 2009. Così quando dici che sei venuto per capire se alle elezioni di gennaio un'altra regione rossa, dopo l'Umbria, potrebbe essere tentata dalla svolta, ti guardano come se parlassi di roba vecchia. "Con l'eccezione di Vigarano Mainarda" mi spiega Mirco Peccenini, valoroso cronista bondenese della Nuova Ferrara, "gli altri quattro comuni dell'Alto Ferrarese sono ormai governati dalla destra. Mentre a metà anni '90 qui la sinistra aveva almeno il 70 per cento". Come è stato possibile?
Lo strappo, raccontano in molti, si consumò sull'ospedale. Prima declassato, nel riordino di una legge del '92, e poi centralizzato a Cona, a quaranta minuti di distanza. Esiziale in caso di ictus. Così come lo fu per l'allora titolare del municipio, il professore di greco e latino Ettore Campi. Si ricorda bene la vicenda Dante Boicelli, titolare dell'azienda plastica DB Plast: "Dire che non difesero l'ospedale è poco". Probabilmente qualsiasi resistenza sarebbe stata inutile, ma forse un po' di sceneggiata avrebbe giovato alla sinistra locale. Tant'è.
"Questi ascoltano di più" riassume Boicelli parlando delle ultime giunte, e la moglie cita a riprova del ritrovato pragmatismo una nuova piscina coperta e il fatto che la sorella ha dovuto cambiar casa per colpa di chiassosi vicini stranieri. Per non dire della plastic tax che li metterebbe in ginocchio (osteggiata in verità da entrambi i candidati governatori, Stefano Bonaccini per il Pd e Lucia Borgonzoni per la Lega). "Ascoltano di più" lo ripete anche Stefano Cerutti, di un'azienda che produce uova e riso bio, e che ricorda ancora alla virgola i 2.300 euro di contributo che l'allora sindaco di Bondeno (e oggi di Ferrara) Fabbri gli dette anni fa per comprarsi i gazebo.
Una specialità locale, l'equivalente civico del pampepato, sono gli osservatori civici. Versione incruenta delle ronde ("abbiamo solo un telefono, un fischietto e una torcia") sono quindici tra i 40 e i 70 anni "apolitici e apartitici" che vanno in giro segnalando, su un'app (badate bene) della Regione, dal lampione rotto al giovane sospetto. Li incontro nella sede della Polizia Municipale dove il comandante Stefano Ansaloni non commenta la politica, se non per ribadire che "senz'altro la giunta ascolta molto" i cittadini. E per felicitarsi delle 150 telecamere condivise fra tre comuni che consentono di identificare le targhe e verificare se le auto sono in regola con l'assicurazione.
Ultima pagina del capitolo sicurezza è la sede congiunta di protezione civile, 118 e pompieri volontari. Gli stessi che erano già in strada alle 4.10 dopo il terremoto delle 4.04, compreso il capo distaccamento Michele Marchetti, che doveva operarsi al cuore pochi giorni dopo. E la Lega? In coro: "Questo centro fu concepito da Verri (ex Msi) e completato da Fabbri. E la Lega ha contribuito di tasca propria con 200 mila euro per i mezzi, oltre che con 800 mila per fare la scuola a Scortichino". Magari presi dal mazzo dei famosi 49 milioni, ma ciò non cancella la gratitudine.
Il primo cittadino di Bondeno lo incontro al Blob Caffè davanti al municipio. Figlio di un parrucchiere e di una casalinga socialisti, quarant'anni, compagno di banco di Fabbri ("Abbiamo festeggiato 25 anni di amicizia"), tanto per arricchire il campionario di paradossi, prima Fabio Bergamini lavorava all'ufficio immigrazione della prefettura. "Conosco la differenza tra profughi veri e finti. E posso dirvi che in Italia, sul totale, dalla Libia arriverà sì e no il 2 per cento. Non c'entra il razzismo: c'entra la giustizia. Quella che faceva distinguere a mio nonno Ettore, quando lo misero nella commissione sugli sfollati dalla linea gotica, tra chi aveva diritto e chi no. Una confusione oggi costataci 4,5 miliardi che avremmo potuto spendere altrove".
Rivendica l'eccezionalismo emiliano, che significa aver condiviso i lombi della sinistra, rispetto ai leghisti veneti: "Chi parla, oggi, di operai? Noi. Qui stiamo creando una cooperativa che si occupa di trovare lavoretti per gli over 45 rimasti a spasso e un fondo per facilitare assunzioni locali a tempo indeterminato". E poi: "Contributi da 5.000 euro per le startup, che qui vuol dire un wedding planner e un'azienda che vende online solo vini emiliano-romagnoli. Cinquecento euro per gli esercenti che migliorano le vetrine. Centocinquanta euro per i rifiuti speciali degli agricoltori". A forza di insistere, una cosa veramente leghista vien fuori: "Sono per i respingimenti in alto mare". Ha anche incattivito il regolamento per case popolari e asili inaugurati da Fabbri per sfavorire i migranti: "Diamo più punti ad assegnatari che lavorano entrambi, sapendo che le donne musulmane stanno a casa. E ne togliamo a chi è risultato moroso di bollette in altri comuni della zona. Puniamo i furbi e tuttavia ci sono un sacco di immigrati perbene da noi".
Che è anche ciò che dice, in questa provincia sottosopra, il fornaio Marco Loberti, referente locale di Forza Nuova che qualche tempo fa organizzò una marcia contro l'apertura di una moschea - nei locali che fino al giorno prima ospitavano il Pd, quando si dice il tempismo - a cui partecipò anche Roberto Fiore ("il problema era che abbandonavano gli animali macellati nelle rogge, altrimenti mai avuto problemi con questa gente"). E ancora di più l'almirantiano Davide Verri che nel '99 buttò giù il muro di Bondeno e oggi, vista municipio, ha un'agenzia d'affari: "Anche allora vinsi per demeriti dell'avversario. Come tutti i poteri anche quello comunista si era messo troppo comodo e il paese si era ristretto dai 30 mila abitanti degli anni 60 a meno di 15 mila. Portammo 7.000 persone in strada contro il furto dell'ospedale. Oggi la comodità è il rischio che corre la Lega. Salvini è un bravo attore mentre Bonaccini ha governato bene, decisamente più sul pezzo della Borgonzoni: per lui il marchio Pd è una zavorra. Quanto all'immigrazione, nessuna invasione! La destra non è quella dei respingimenti in mare, mai stata così. E lo ius soli lo propose per primo Fini". Fabbri in politica ce l'ha portato lui quando lo volle come assessore allo Sport della sua seconda giunta e ne parla bene ("politicamente più dotato di me") ma a differenza di lui non avrebbe mai comprato 385 crocifissi perché "le istituzioni devono essere laiche".
Sono ancora colpito da tanta concretezza quando vedo a pranzo l'avvocato Massimo Sgarbi e il portavoce del Pd locale Federico Casari, un italianista con dottorato all'estero insignito anche da Napolitano. Un eccesso di accademismo il suo - "avrà letto l'ultimo libro di La Cecla o SpotPolitik di Giovanna Cosenza?" - che nell'arena politica potrebbe risultargli fatale. Perché quando l'uomo di sinistra che ha letto molto incontra l'uomo leghista che distribuisce contributi, il primo è un uomo morto. Infatti contro Bergamini, Sgarbi ha perso 30 a 60 epperò "quando il sindaco è venuto al funerale di un partigiano e hanno suonato Bella Ciao non ha avuto niente da ridire, a differenza di Nicola Lodi, l'attuale vice di Fabbri".
Sono ottime persone, appassionate, ma quando dicono che ormai "la politica è come un talent e stasera un candidato piace e domani magari non più" tocca ricordargli che la destra qui piace da due decenni ininterrotti, un record che batte anche quello delle stagioni di Grey's Anatomy. Casari tira fuori delle cartellette con i "numeri catastrofici" della gestione leghista: "Bondeno perde popolazione e le imprese il 14 per cento del fatturato, una contrattazione doppia rispetto alla media della provincia. Questa è la verità". E comunque già il Pci portava la spesa ai vecchietti che ne avevano bisogno, come ora vuol fare la cooperativa per over 45 pensata dal sindaco leghista. Ma perché, allora, non l'hanno pensata loro? Si stanno riorganizzando. E tutti parlano bene del nuovo giovanissimo segretario Tommaso Corradi, in questi giorni all'estero. Magari ci fosse stato lui nel 2009 a fronteggiare Fabbri, non gli avrebbe consentito di impadronirsi della traduzione dialettale dello slogan di Obama: "Yes, as pol".
E finalmente arriviamo a lui. La prima volta che lo incontro è per caso al bar Dal Mister, frazione Scortichino che una volta era comunista come Stalingrado e oggi parlando di "Alan" (nessuno usa il cognome) ci manca solo che dicano che cammina sulle acque ("Il peggior difetto? Non ama il pesce" concede il titolare). Finita la giornata istituzionale a Ferrara, il sindaco torna all'ovile e mi offre una birra Pitona che il fratello produce nella frazione Burana dove sono nati da mamma comunista e papà contadino democristiano.
Ingegnere, maglione blu, ha una camminata da cowboy con Church scamosciate al posto degli stivali e un codino raccolto. Quando a quindici anni si innamora della Lega e fa i primi banchetti "mi sputavano addosso e mai avrei immaginato di ritrovarmi alla guida di Ferrara". Ha appena litigato col vescovo a proposito dell'ospitalità di 35 profughi a Ravalle, paesino da 350 anime, e mi dà appuntamento in città per seguirlo l'indomani in una sua mattinata tipo. Che inizia alle 9 con l'inaugurazione di un convegno sugli appalti all'università ("su 160 seggi mi hanno votato in 144: tutti tranne questi prof che vivranno in centro storico"). Prosegue alle 10 incontrando Elias, un commerciante tanzaniano che si lamenta della criminalità nigeriana intorno alla stazione. Alle 11 da Coldiretti, ordine del giorno debellare la cimice asiatica. Alle 12 conferenza stampa del premio letterario dell'Associazione donne ebree d'Italia dove, in barba al rifiuto di alzarsi in piedi dei suoi compagni di partito in Parlamento, c'è un'atmosfera rilassatissima e lo scaltro sindaco annuncia l'imminente conferimento della cittadinanza alla senatrice Segre.
Nella pause Michele Lecci da Manfredonia ("'O sindaco nun ce sta" gli fa il verso Fabbri) mi mostra il magnifico palazzo comunale. Laureato in legge, giornalista per passione, è il fondatore di ferrarabynight.com, che l'ha fatto conoscere al suo attuale datore di lavoro per cui posta 10 stories al giorno, le dirette dei suoi interventi e una media di 4-5 post su Instagram e Facebook. Lo stesso social network in cui, s'è scoperto poi, si esercitava alla goliardia nazisteggiante. È sempre lui che mi presenta l'assessore all'ambiente Alessandro Balboni, "il più giovane della giunta, figlio del senatore di An, cui abbiamo dato anche la delega alla tutela degli animali" e mi mostra la stanza "stile Ventennio" del vicesindaco "Naomo" Lodi, una specie di Borghezio 2.0 che si eccita nelle dirette dagli sgomberi o sulle barricate che aveva aizzato a Gorino nell'ottobre 2016 contro l'arrivo di 12 donne e bambini richiedenti asilo.
Fabbri, ma perché tollera personaggi così? "Perché ognuno ha il suo stile ma sulla sostanza siamo d'accordo". C'entrano senz'altro le 1.197 preferenze, record di sempre, che Lodi ha conquistato. Come l'amico Salvini, il sindaco è abile a sviare, parlando piuttosto dello sconto del 60 per cento che hanno appena autorizzato sulle rette degli asili da 0 a 3 anni ("per Isee fino a 45 mila euro, più del doppio di prima"). Anche sul portavoce, Fabbri minimizzerà: "Solo post umoristici, anche piuttosto vecchiotti". Ma lui ci avrebbe riso? Di certo non sua madre, comunista, né il padre di Bergamini, socialista, veri artefici del buon governo di sinistra che volente o nolente ha prodotto tutti i protagonisti di questa storia.
Resta da capire se rideranno anche gli emiliani alle urne. Tutti apprezzano Bonaccini, con la disoccupazione scesa al 4,8 per cento, l'occupazione record al 71, una crescita all'1,4 come solo la Lombardia. Neppure Fabbri riesce a parlarne male. Ma poi c'è il ventaccio nazionale che soffia da un'altra parte.
Sul Venerdì del 22 novembre 2019
Primo comune emiliano (sopra i 15 mila abitanti) a passare ad An nel '99. E primo a transitare alla Lega nel 2009. Così quando dici che sei venuto per capire se alle elezioni di gennaio un'altra regione rossa, dopo l'Umbria, potrebbe essere tentata dalla svolta, ti guardano come se parlassi di roba vecchia. "Con l'eccezione di Vigarano Mainarda" mi spiega Mirco Peccenini, valoroso cronista bondenese della Nuova Ferrara, "gli altri quattro comuni dell'Alto Ferrarese sono ormai governati dalla destra. Mentre a metà anni '90 qui la sinistra aveva almeno il 70 per cento". Come è stato possibile?
Lo strappo, raccontano in molti, si consumò sull'ospedale. Prima declassato, nel riordino di una legge del '92, e poi centralizzato a Cona, a quaranta minuti di distanza. Esiziale in caso di ictus. Così come lo fu per l'allora titolare del municipio, il professore di greco e latino Ettore Campi. Si ricorda bene la vicenda Dante Boicelli, titolare dell'azienda plastica DB Plast: "Dire che non difesero l'ospedale è poco". Probabilmente qualsiasi resistenza sarebbe stata inutile, ma forse un po' di sceneggiata avrebbe giovato alla sinistra locale. Tant'è.
"Questi ascoltano di più" riassume Boicelli parlando delle ultime giunte, e la moglie cita a riprova del ritrovato pragmatismo una nuova piscina coperta e il fatto che la sorella ha dovuto cambiar casa per colpa di chiassosi vicini stranieri. Per non dire della plastic tax che li metterebbe in ginocchio (osteggiata in verità da entrambi i candidati governatori, Stefano Bonaccini per il Pd e Lucia Borgonzoni per la Lega). "Ascoltano di più" lo ripete anche Stefano Cerutti, di un'azienda che produce uova e riso bio, e che ricorda ancora alla virgola i 2.300 euro di contributo che l'allora sindaco di Bondeno (e oggi di Ferrara) Fabbri gli dette anni fa per comprarsi i gazebo.
Una specialità locale, l'equivalente civico del pampepato, sono gli osservatori civici. Versione incruenta delle ronde ("abbiamo solo un telefono, un fischietto e una torcia") sono quindici tra i 40 e i 70 anni "apolitici e apartitici" che vanno in giro segnalando, su un'app (badate bene) della Regione, dal lampione rotto al giovane sospetto. Li incontro nella sede della Polizia Municipale dove il comandante Stefano Ansaloni non commenta la politica, se non per ribadire che "senz'altro la giunta ascolta molto" i cittadini. E per felicitarsi delle 150 telecamere condivise fra tre comuni che consentono di identificare le targhe e verificare se le auto sono in regola con l'assicurazione.
Ultima pagina del capitolo sicurezza è la sede congiunta di protezione civile, 118 e pompieri volontari. Gli stessi che erano già in strada alle 4.10 dopo il terremoto delle 4.04, compreso il capo distaccamento Michele Marchetti, che doveva operarsi al cuore pochi giorni dopo. E la Lega? In coro: "Questo centro fu concepito da Verri (ex Msi) e completato da Fabbri. E la Lega ha contribuito di tasca propria con 200 mila euro per i mezzi, oltre che con 800 mila per fare la scuola a Scortichino". Magari presi dal mazzo dei famosi 49 milioni, ma ciò non cancella la gratitudine.
Il primo cittadino di Bondeno lo incontro al Blob Caffè davanti al municipio. Figlio di un parrucchiere e di una casalinga socialisti, quarant'anni, compagno di banco di Fabbri ("Abbiamo festeggiato 25 anni di amicizia"), tanto per arricchire il campionario di paradossi, prima Fabio Bergamini lavorava all'ufficio immigrazione della prefettura. "Conosco la differenza tra profughi veri e finti. E posso dirvi che in Italia, sul totale, dalla Libia arriverà sì e no il 2 per cento. Non c'entra il razzismo: c'entra la giustizia. Quella che faceva distinguere a mio nonno Ettore, quando lo misero nella commissione sugli sfollati dalla linea gotica, tra chi aveva diritto e chi no. Una confusione oggi costataci 4,5 miliardi che avremmo potuto spendere altrove".
Rivendica l'eccezionalismo emiliano, che significa aver condiviso i lombi della sinistra, rispetto ai leghisti veneti: "Chi parla, oggi, di operai? Noi. Qui stiamo creando una cooperativa che si occupa di trovare lavoretti per gli over 45 rimasti a spasso e un fondo per facilitare assunzioni locali a tempo indeterminato". E poi: "Contributi da 5.000 euro per le startup, che qui vuol dire un wedding planner e un'azienda che vende online solo vini emiliano-romagnoli. Cinquecento euro per gli esercenti che migliorano le vetrine. Centocinquanta euro per i rifiuti speciali degli agricoltori". A forza di insistere, una cosa veramente leghista vien fuori: "Sono per i respingimenti in alto mare". Ha anche incattivito il regolamento per case popolari e asili inaugurati da Fabbri per sfavorire i migranti: "Diamo più punti ad assegnatari che lavorano entrambi, sapendo che le donne musulmane stanno a casa. E ne togliamo a chi è risultato moroso di bollette in altri comuni della zona. Puniamo i furbi e tuttavia ci sono un sacco di immigrati perbene da noi".
Che è anche ciò che dice, in questa provincia sottosopra, il fornaio Marco Loberti, referente locale di Forza Nuova che qualche tempo fa organizzò una marcia contro l'apertura di una moschea - nei locali che fino al giorno prima ospitavano il Pd, quando si dice il tempismo - a cui partecipò anche Roberto Fiore ("il problema era che abbandonavano gli animali macellati nelle rogge, altrimenti mai avuto problemi con questa gente"). E ancora di più l'almirantiano Davide Verri che nel '99 buttò giù il muro di Bondeno e oggi, vista municipio, ha un'agenzia d'affari: "Anche allora vinsi per demeriti dell'avversario. Come tutti i poteri anche quello comunista si era messo troppo comodo e il paese si era ristretto dai 30 mila abitanti degli anni 60 a meno di 15 mila. Portammo 7.000 persone in strada contro il furto dell'ospedale. Oggi la comodità è il rischio che corre la Lega. Salvini è un bravo attore mentre Bonaccini ha governato bene, decisamente più sul pezzo della Borgonzoni: per lui il marchio Pd è una zavorra. Quanto all'immigrazione, nessuna invasione! La destra non è quella dei respingimenti in mare, mai stata così. E lo ius soli lo propose per primo Fini". Fabbri in politica ce l'ha portato lui quando lo volle come assessore allo Sport della sua seconda giunta e ne parla bene ("politicamente più dotato di me") ma a differenza di lui non avrebbe mai comprato 385 crocifissi perché "le istituzioni devono essere laiche".
Sono ancora colpito da tanta concretezza quando vedo a pranzo l'avvocato Massimo Sgarbi e il portavoce del Pd locale Federico Casari, un italianista con dottorato all'estero insignito anche da Napolitano. Un eccesso di accademismo il suo - "avrà letto l'ultimo libro di La Cecla o SpotPolitik di Giovanna Cosenza?" - che nell'arena politica potrebbe risultargli fatale. Perché quando l'uomo di sinistra che ha letto molto incontra l'uomo leghista che distribuisce contributi, il primo è un uomo morto. Infatti contro Bergamini, Sgarbi ha perso 30 a 60 epperò "quando il sindaco è venuto al funerale di un partigiano e hanno suonato Bella Ciao non ha avuto niente da ridire, a differenza di Nicola Lodi, l'attuale vice di Fabbri".
Sono ottime persone, appassionate, ma quando dicono che ormai "la politica è come un talent e stasera un candidato piace e domani magari non più" tocca ricordargli che la destra qui piace da due decenni ininterrotti, un record che batte anche quello delle stagioni di Grey's Anatomy. Casari tira fuori delle cartellette con i "numeri catastrofici" della gestione leghista: "Bondeno perde popolazione e le imprese il 14 per cento del fatturato, una contrattazione doppia rispetto alla media della provincia. Questa è la verità". E comunque già il Pci portava la spesa ai vecchietti che ne avevano bisogno, come ora vuol fare la cooperativa per over 45 pensata dal sindaco leghista. Ma perché, allora, non l'hanno pensata loro? Si stanno riorganizzando. E tutti parlano bene del nuovo giovanissimo segretario Tommaso Corradi, in questi giorni all'estero. Magari ci fosse stato lui nel 2009 a fronteggiare Fabbri, non gli avrebbe consentito di impadronirsi della traduzione dialettale dello slogan di Obama: "Yes, as pol".
E finalmente arriviamo a lui. La prima volta che lo incontro è per caso al bar Dal Mister, frazione Scortichino che una volta era comunista come Stalingrado e oggi parlando di "Alan" (nessuno usa il cognome) ci manca solo che dicano che cammina sulle acque ("Il peggior difetto? Non ama il pesce" concede il titolare). Finita la giornata istituzionale a Ferrara, il sindaco torna all'ovile e mi offre una birra Pitona che il fratello produce nella frazione Burana dove sono nati da mamma comunista e papà contadino democristiano.
Ingegnere, maglione blu, ha una camminata da cowboy con Church scamosciate al posto degli stivali e un codino raccolto. Quando a quindici anni si innamora della Lega e fa i primi banchetti "mi sputavano addosso e mai avrei immaginato di ritrovarmi alla guida di Ferrara". Ha appena litigato col vescovo a proposito dell'ospitalità di 35 profughi a Ravalle, paesino da 350 anime, e mi dà appuntamento in città per seguirlo l'indomani in una sua mattinata tipo. Che inizia alle 9 con l'inaugurazione di un convegno sugli appalti all'università ("su 160 seggi mi hanno votato in 144: tutti tranne questi prof che vivranno in centro storico"). Prosegue alle 10 incontrando Elias, un commerciante tanzaniano che si lamenta della criminalità nigeriana intorno alla stazione. Alle 11 da Coldiretti, ordine del giorno debellare la cimice asiatica. Alle 12 conferenza stampa del premio letterario dell'Associazione donne ebree d'Italia dove, in barba al rifiuto di alzarsi in piedi dei suoi compagni di partito in Parlamento, c'è un'atmosfera rilassatissima e lo scaltro sindaco annuncia l'imminente conferimento della cittadinanza alla senatrice Segre.
Nella pause Michele Lecci da Manfredonia ("'O sindaco nun ce sta" gli fa il verso Fabbri) mi mostra il magnifico palazzo comunale. Laureato in legge, giornalista per passione, è il fondatore di ferrarabynight.com, che l'ha fatto conoscere al suo attuale datore di lavoro per cui posta 10 stories al giorno, le dirette dei suoi interventi e una media di 4-5 post su Instagram e Facebook. Lo stesso social network in cui, s'è scoperto poi, si esercitava alla goliardia nazisteggiante. È sempre lui che mi presenta l'assessore all'ambiente Alessandro Balboni, "il più giovane della giunta, figlio del senatore di An, cui abbiamo dato anche la delega alla tutela degli animali" e mi mostra la stanza "stile Ventennio" del vicesindaco "Naomo" Lodi, una specie di Borghezio 2.0 che si eccita nelle dirette dagli sgomberi o sulle barricate che aveva aizzato a Gorino nell'ottobre 2016 contro l'arrivo di 12 donne e bambini richiedenti asilo.
Fabbri, ma perché tollera personaggi così? "Perché ognuno ha il suo stile ma sulla sostanza siamo d'accordo". C'entrano senz'altro le 1.197 preferenze, record di sempre, che Lodi ha conquistato. Come l'amico Salvini, il sindaco è abile a sviare, parlando piuttosto dello sconto del 60 per cento che hanno appena autorizzato sulle rette degli asili da 0 a 3 anni ("per Isee fino a 45 mila euro, più del doppio di prima"). Anche sul portavoce, Fabbri minimizzerà: "Solo post umoristici, anche piuttosto vecchiotti". Ma lui ci avrebbe riso? Di certo non sua madre, comunista, né il padre di Bergamini, socialista, veri artefici del buon governo di sinistra che volente o nolente ha prodotto tutti i protagonisti di questa storia.
Resta da capire se rideranno anche gli emiliani alle urne. Tutti apprezzano Bonaccini, con la disoccupazione scesa al 4,8 per cento, l'occupazione record al 71, una crescita all'1,4 come solo la Lombardia. Neppure Fabbri riesce a parlarne male. Ma poi c'è il ventaccio nazionale che soffia da un'altra parte.
Sul Venerdì del 22 novembre 2019