Càpitano tutte a Rocco Tanica
Stefano Bartezzaghi , di STEFANO BARTEZZAGHII libri del Venerdì Lo sbiancamento dell'anima è la paradossale autobiografia del musicista di Elio e le Storie Tese
Non accorgersi di essere a casa di Clemente Mastella anziché in un ristorante e trattare con modi spicci, se non bruschi, il padrone di casa, scambiandolo per un maître un po’ troppo cerimonioso. È a proposito di vicende come questa che qualcuno un giorno disse «Càpitano tutte a Sergino». E Sergino allora scrisse il libro che di queste storie ne raccontava molte, se non tutte, e lo firmò con il nome con cui è popolare nel mondo. Autore, Rocco Tanica; titolo Lo sbiancamento dell’anima; editore, Mondadori; genere: a parte qualche inserto fantasioso, pagine autobiografiche. Pagine: molte, 518. Certo non uno scherzo, e in nessun senso: se il tono dominante è quello paradossale – nella personale interpretazione che l’autore dà del canone del “demenziale” – ci sono brani che si avvicinano all’altezza vertiginosa, e struggente, del racconto che Tanica dedicò alla morte de…
Non accorgersi di essere a casa di Clemente Mastella anziché in un ristorante e trattare con modi spicci, se non bruschi, il padrone di casa, scambiandolo per un maître un po’ troppo cerimonioso. È a proposito di vicende come questa che qualcuno un giorno disse «Càpitano tutte a Sergino». E Sergino allora scrisse il libro che di queste storie ne raccontava molte, se non tutte, e lo firmò con il nome con cui è popolare nel mondo. Autore, Rocco Tanica; titolo Lo sbiancamento dell’anima; editore, Mondadori; genere: a parte qualche inserto fantasioso, pagine autobiografiche. Pagine: molte, 518. Certo non uno scherzo, e in nessun senso: se il tono dominante è quello paradossale – nella personale interpretazione che l’autore dà del canone del “demenziale” – ci sono brani che si avvicinano all’altezza vertiginosa, e struggente, del racconto che Tanica dedicò alla morte dell’amico Feiez, il polistrumentista di Elio e le Storie tese, stroncato vent’anni fa mentre suonava su un palco.
Tastierista, coautore di canzoni e gag, musicista più completo in un gruppo in cui di scarsi non c’era traccia, di EelST Tanica è stato una colonna, e lo è rimasto anche dopo essersi ritirato dalle esibizioni dal vivo, qualche tempo prima dello scioglimento ufficiale della band. Nel suo libro, però, di EelST non parla molto, e quasi solo incidentalmente, e certo non perché siano venuti meno amicizia e affetto. Il motivo è che si tratta di un libro molto personale: racconta avventure rocambolesche in viaggio per gli Stati Uniti, disavventure scolastiche, vita famigliare, amicizie, disagi e brutte figure, l’apprendistato musicale, dai sintomi precoci del talento al Conservatorio passando per l’organo in chiesa, la primissima tournée, con Roberto Vecchioni, il lavoro con i Righeira con cui Tanica divenne un professionista.
È un autoritratto in movimento e a muoversi è il soggetto ma anche le tessere di cui, come un mosaico, il quadro è composto. Tantissimi pezzettini colorati, perché di dettagli Tanica è accanito collezionista. Dettagli come modi di dire lombardi: «andare in oca» (confondersi), «che stufita» (che noia), «Gongorzola» (sic!; formaggio e località), «pecòla o pecòlla» («stufita» indotta dal protrarsi di un’attesa). Dettagli come il problema delle deiezioni dei cani da slitta quando si è su una slitta trainata da cani. Dettagli come l’immortale lezione del maestro Pederzani: «ascoltare tutta la bella musica che si può, anche quella brutta». Dettagli anche ricorrenti, come un certo pallino per le questioni di diritto d’autore, tra cui quella che impedisce di citare il testo di Azzurro (per cui Tanica si inventa una canzone intitolata Assurdo che fa: «Certo l’esteta ha tutto largo / E all’imprevisto è colloquial»).
E allora è vero che càpitano tutte a Sergino, o almeno gliene càpitano di inconsuete. Ma è anche vero che lui le sa raccontare con un estro tutto personale, da virtuoso che non ama gli sfoggi di virtù e da persona molto affezionata a un mondo che però non gli va.
(Sul Venerdì del 29 novembre 2019)
Tastierista, coautore di canzoni e gag, musicista più completo in un gruppo in cui di scarsi non c’era traccia, di EelST Tanica è stato una colonna, e lo è rimasto anche dopo essersi ritirato dalle esibizioni dal vivo, qualche tempo prima dello scioglimento ufficiale della band. Nel suo libro, però, di EelST non parla molto, e quasi solo incidentalmente, e certo non perché siano venuti meno amicizia e affetto. Il motivo è che si tratta di un libro molto personale: racconta avventure rocambolesche in viaggio per gli Stati Uniti, disavventure scolastiche, vita famigliare, amicizie, disagi e brutte figure, l’apprendistato musicale, dai sintomi precoci del talento al Conservatorio passando per l’organo in chiesa, la primissima tournée, con Roberto Vecchioni, il lavoro con i Righeira con cui Tanica divenne un professionista.
È un autoritratto in movimento e a muoversi è il soggetto ma anche le tessere di cui, come un mosaico, il quadro è composto. Tantissimi pezzettini colorati, perché di dettagli Tanica è accanito collezionista. Dettagli come modi di dire lombardi: «andare in oca» (confondersi), «che stufita» (che noia), «Gongorzola» (sic!; formaggio e località), «pecòla o pecòlla» («stufita» indotta dal protrarsi di un’attesa). Dettagli come il problema delle deiezioni dei cani da slitta quando si è su una slitta trainata da cani. Dettagli come l’immortale lezione del maestro Pederzani: «ascoltare tutta la bella musica che si può, anche quella brutta». Dettagli anche ricorrenti, come un certo pallino per le questioni di diritto d’autore, tra cui quella che impedisce di citare il testo di Azzurro (per cui Tanica si inventa una canzone intitolata Assurdo che fa: «Certo l’esteta ha tutto largo / E all’imprevisto è colloquial»).
E allora è vero che càpitano tutte a Sergino, o almeno gliene càpitano di inconsuete. Ma è anche vero che lui le sa raccontare con un estro tutto personale, da virtuoso che non ama gli sfoggi di virtù e da persona molto affezionata a un mondo che però non gli va.
(Sul Venerdì del 29 novembre 2019)