Eh sì, la decadenza è fin troppo creativa... Perché figurarsi se non si è d’accordo con la necessità di risparmiare agli animali le crudeltà che gli uomini infliggono loro per profitto; e almeno in questo si può capire Michela Vittoria Brambilla che per conquistare spazio alle sue iniziative si è presentata a piazza Montecitorio con un maiale al guinzaglio. Il porcello ha nome “Dior” ed è ormai abbastanza conosciuto nel quadrante centro-sud della capitale, dove peraltro riscuote un certo successo. Ma ci sono foto che diventano assai più emblematiche delle ragioni, anche apprezzabili, per cui vengono scattate. Che cosa precisamente possa simboleggiare un maiale sotto il Palazzo della Norma con fondale di carabinieri in alta uniforme, è già più difficile da dire. E tutto è sempre opinabile, ma il senso immediato risuona piuttosto inquietante, ben al di là dell…
Eh sì, la decadenza è fin troppo creativa... Perché figurarsi se non si è d’accordo con la necessità di risparmiare agli animali le crudeltà che gli uomini infliggono loro per profitto; e almeno in questo si può capire Michela Vittoria Brambilla che per conquistare spazio alle sue iniziative si è presentata a piazza Montecitorio con un maiale al guinzaglio. Il porcello ha nome “Dior” ed è ormai abbastanza conosciuto nel quadrante centro-sud della capitale, dove peraltro riscuote un certo successo. Ma ci sono foto che diventano assai più emblematiche delle ragioni, anche apprezzabili, per cui vengono scattate. Che cosa precisamente possa simboleggiare un maiale sotto il Palazzo della Norma con fondale di carabinieri in alta uniforme, è già più difficile da dire. E tutto è sempre opinabile, ma il senso immediato risuona piuttosto inquietante, ben al di là dell’ordinario sogno selvaggio che dispensa la scena pubblica italiana in questi tempi non proprio spensierati. Che ci fa lì un maiale se non rivendicare una presenza scomoda e oscura nella sua scombinata allegoria?
E si perdoni il tono oracolare e l’imminente smargiassata iconologica, ma tanto l’accoppiata Brambilla-Dior si offre in visione come perturbante sintomo da far cortocircuito con un’altra immagine abbastanza famosa, La dame au cochon, esposta nel 1878 dall’artista belga Félicien Rops e conosciuta con l’eloquente titolo I pornocrati – e anche su questo la recente storia avrebbe qualcosina da dire. Ora, e per restare alle forme espressive, dalla legge-Porcellum alle maschere porcine nelle feste del tardo-berlusconismo, dall’agghiacciante pascolo leghista di suini in funzione anti-islamica all’ostensione di mortadella nelle aule parlamentari, ce ne sarebbe già quanto basta per individuare nel maiale un possibile totem o l’aspirante re clandestino della presente stagione. Ma forse, e fermo restando che con un porcellino ai piedi è spesso raffigurato Sant’Antonio Abate, vale forse la pena di concentrarsi sul fatto che nell’arte, da George Grosz ad Altan, il maiale o comunque uomini-maiali segnalano una crisi in atto. Lo stesso Rops della dama bendata è un illustre esponente del decadentismo, buon amico di Baudelaire.
E dunque: se c’è oggi un’istituzione in declino sono le Camere, svuotate del loro ruolo e trasformate in parco tematico della politica. Così, negli stessi giorni del porco, a Montecitorio un deputato ha ritenuto opportuno di approfittare della diretta per chiedere la mano alla sua fidanzata (si discuteva del terremoto!). Mentre a Palazzo Madama, pur ricco di magnifiche sale, tra premi, sponsor, bimbi e volontariato, in aula si è rapidamente passati da Euripide a Lorella Cuccarini con epicentro in Trottolino amoroso (dudù dadadà).
Sul Venerdì del 20 dicembre 2019
E si perdoni il tono oracolare e l’imminente smargiassata iconologica, ma tanto l’accoppiata Brambilla-Dior si offre in visione come perturbante sintomo da far cortocircuito con un’altra immagine abbastanza famosa, La dame au cochon, esposta nel 1878 dall’artista belga Félicien Rops e conosciuta con l’eloquente titolo I pornocrati – e anche su questo la recente storia avrebbe qualcosina da dire. Ora, e per restare alle forme espressive, dalla legge-Porcellum alle maschere porcine nelle feste del tardo-berlusconismo, dall’agghiacciante pascolo leghista di suini in funzione anti-islamica all’ostensione di mortadella nelle aule parlamentari, ce ne sarebbe già quanto basta per individuare nel maiale un possibile totem o l’aspirante re clandestino della presente stagione. Ma forse, e fermo restando che con un porcellino ai piedi è spesso raffigurato Sant’Antonio Abate, vale forse la pena di concentrarsi sul fatto che nell’arte, da George Grosz ad Altan, il maiale o comunque uomini-maiali segnalano una crisi in atto. Lo stesso Rops della dama bendata è un illustre esponente del decadentismo, buon amico di Baudelaire.
E dunque: se c’è oggi un’istituzione in declino sono le Camere, svuotate del loro ruolo e trasformate in parco tematico della politica. Così, negli stessi giorni del porco, a Montecitorio un deputato ha ritenuto opportuno di approfittare della diretta per chiedere la mano alla sua fidanzata (si discuteva del terremoto!). Mentre a Palazzo Madama, pur ricco di magnifiche sale, tra premi, sponsor, bimbi e volontariato, in aula si è rapidamente passati da Euripide a Lorella Cuccarini con epicentro in Trottolino amoroso (dudù dadadà).
Sul Venerdì del 20 dicembre 2019