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 Illustrazione di un'ipoteticaTerra piatta (Shutterstock) 

Ma come fanno a dire che la Terra è piatta?

Il Polo sud? Non esiste. Il Sole? Gira sopra al Pianeta. La gravità? Una forza che non c'è. Un libro affronta seriamente le strane teorie dei terrapiattisti. Per demolirle una a una
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Le stelle si trovano a cinquemila chilometri da noi, l’Antartide non esiste, il Sole è più piccolo della Lombardia, non ci sono satelliti in orbita: benvenuti nel fantastico mondo del terrapiattismo, il movimento secondo cui la Terra non è una sfera, ma un disco, benché tremila anni di osservazioni astronomiche, una marea di immagini dallo spazio e il puro buon senso dicano il contrario. Un delirio antistorico e antiscientifico, a cui pare credano, fra gli altri, circa 6 milioni di americani, 14 milioni di brasiliani e 30 mila italiani, ma che, in genere, l’umanità del terzo millennio prende ben poco sul serio.

Un’inaspettata eccezione è Gianluca Ranzini, astrofisico e giornalista scientifico, che ha scritto Perché dicono che la Terra è piatta (Centauria, pp. 125, euro 14,90, illustrazioni di Federico Bonfiglio), dove, leggendo i testi del terrapiattismo e incontrandone gli esponenti, senza dileggio o invocazio…
Le stelle si trovano a cinquemila chilometri da noi, l’Antartide non esiste, il Sole è più piccolo della Lombardia, non ci sono satelliti in orbita: benvenuti nel fantastico mondo del terrapiattismo, il movimento secondo cui la Terra non è una sfera, ma un disco, benché tremila anni di osservazioni astronomiche, una marea di immagini dallo spazio e il puro buon senso dicano il contrario. Un delirio antistorico e antiscientifico, a cui pare credano, fra gli altri, circa 6 milioni di americani, 14 milioni di brasiliani e 30 mila italiani, ma che, in genere, l’umanità del terzo millennio prende ben poco sul serio.

Un’inaspettata eccezione è Gianluca Ranzini, astrofisico e giornalista scientifico, che ha scritto Perché dicono che la Terra è piatta (Centauria, pp. 125, euro 14,90, illustrazioni di Federico Bonfiglio), dove, leggendo i testi del terrapiattismo e incontrandone gli esponenti, senza dileggio o invocazione di psichiatri, ha provato a capire come sia possibile negare un fatto lampante come la sfericità del pianeta, provato anche da osservazioni comuni, come quella, nota già ad Aristotele, della nave che si allontana, di cui vediamo sparire prima lo scafo e poi via via le parti più alte, nascoste progressivamente dalla curvatura terrestre». Ma i terrapiattisti non ci vanno al mare? «Ci vanno, ma per smentire la prova della nave, basta che nei loro testi di riferimento sia scritto che qualcuno non ha visto quell’effetto o l’ha spiegato in qualche strampalato modo, compatibile con la Terra piatta» spiega Ranzini.

 In effetti la “prova della   nave” venne contestata da Samuel Birley Rowbotham, nato nel 1816 e fondatore del terrapiattismo, un movimento quindi relativamente recente, perché, dagli antichi greci in poi, le persone di cultura magari hanno dibattuto sulla posizione della Terra nell’Universo ma non hanno mai messo in dubbio che fosse una sfera. Usando un telescopio posto sull’acqua di un canale rettilineo a Bedford, Inghilterra, Rowbotham affermò di vedere persone che facevano il bagno a 10 chilometri di distanza, che sarebbero dovute sparire sotto l’orizzonte. Tanto gli bastò per seppellire la sfericità del Pianeta. «Ciò che Rowbotham non considerava è che la rifrazione dell’aria devia la luce radente verso il basso, provocando i miraggi nel deserto e permettendo di vedere cose poste appena sotto l’orizzonte, come il Sole al tramonto o, appunto, persone a dieci chilometri da noi. Comunque, partendo da questa osservazione, Rowbotham costruì il suo modello: la Terra è un disco, con il Polo Nord al centro, i continenti intorno e un alto muro di ghiaccio al bordo, che impedisce ai mari “di traboccare”. Sole e Luna sono piccoli corpi, loro sì sferici, che volano, non si sa bene tenuti su da cosa, a solo mille chilometri dal suolo, stelle e pianeti sono poco più lontani. E secondo alcuni il tutto è anche coperto da una semisfera cristallina».

Peccato che questa teoria costringa a salti mortali logici, per spiegare fenomeni banali come l’alternarsi di giorno e notte e delle stagioni. «Per un terrapiattista a provocarli è il fatto che il Sole si muove in circolo sopra il disco terrestre, illuminando una parte di superficie alla volta. E se gli chiedi come mai il Sole non sia sempre visibile da ogni punto di una Terra piatta, risponde che la sua luce viene concentrata dall’atmosfera, senza alcuna dispersione, solo nell’area ristretta sottostante. Una sorta di Sole-faro, fisicamente assurdo».

Ancora più ostico è spiegare le eclissi di Luna. «Le eclissi di Luna, che si verificano quando l’ombra della Terra passa sul nostro satellite, sono impossibili nel modello di Rowbotham. Per spiegarle si sono allora inventati un corpo traslucido, che ogni tanto copre la Luna. Ma se gli chiedi perché questo fantomatico corpo, muovendosi, non copra anche le stelle, fanno scena muta».

Una delle conseguenze più strane della teoria della Terra piatta è che non prevede l’esistenza del Polo Sud, e quindi dell’Antartide. «I terrapiattisti sostengono che per impedire alla gente  la visione del “muro di ghiaccio”, che non si sa perché noi comuni mortali non dobbiamo conoscere, i governi del mondo vietino la navigazione sotto al 60° parallelo sud. In realtà  il Trattato Onu dell’Antartide del 1961 stabilisce solo che nessuna nazione può rivendicare proprietà sul continente, ma in Antartide sono andati migliaia di scienziati e turisti. Per i terrapiattisti però i primi sono truffatori, e i secondi dei truffati, ai quali è stata mostrata soltanto una qualche isola gelata nell’Oceano meridionale. Ora però un gruppo di americani guidati da Robbie Davidson, della Flat Earth International Society, vuole affittare una nave per andare a verificare di persona.  Ma temo che si inventeranno una qualche nuova ragione per dubitare di quello che vedranno»

Pesante anche il problema della gravità: se la Terra fosse un disco saremmo attratti verticalmente solo stando al Polo Nord, che è circondato da uguali masse di terra. Ma spostandoci verso sud, avremmo sempre più massa alle spalle e la gravità ci tirerebbe indietro come fossimo in salita: mare ed aria, in una Terra piatta, si accumulerebbero insomma sul Polo Nord. «Ma la soluzione è semplice: la gravità non esiste, dicono. La Terra si muove verso l’alto accelerando continuamente e dandoci così la sensazione del peso, come fa un ascensore quando parte salendo. Il fatto che non si sappia quale forza spinga la Terra ad accelerare senza sosta, e che così facendo in un anno supereremmo la velocità della luce, pare non siano problemi».  

Infine si arriva al punto cruciale: ai tempi di Rowbotham non esistevano neanche gli aerei, oggi abbiamo veicoli spaziali che hanno fotografato la Terra. Come si resiste a una tale valanga di prove? «Si nega tutto. La Nasa, e tutte le agenzie spaziali sarebbero parte di un gigantesco complotto: non hanno mai lanciato un razzo e passano il tempo a fabbricare foto e filmati falsi. Il vero mistero, però, non è tanto come farebbero a mantenere un tale, colossale, segreto, bensì cosa gliene verrebbe in tasca…».


Ma questi terrapiattisti credono davvero a quello che dicono o non saranno solo alla ricerca di visibilità? «Non escludo che qualcuno sia terrapiattista per interesse. Ma quelli con cui ho parlato sembrano convinti. Penso che oggi, come nell’Ottocento, ci sia una parte della popolazione che vive con disagio in un mondo in cui la scienza cerca di spiegare tutto, e che reagisca negandole questo ruolo. Il terrapiattismo, con la sua fisica distorta, la fiducia nei suoi “libri sacri” e i tanti buchi logici riempiti con “atti di fede”, si configura come una religione sotto mentite spoglie, e infatti spesso si intreccia con profezie apocalittiche, creazionismo e interpretazione letterale della Bibbia. Attenzione però a sottovalutarlo: il suo successo è spia di un crescente pensiero antiscientifico, lo stesso che sfocia poi in varianti ben più pericolose, come gli attacchi ai vaccini, alla medicina o alla scienza del clima».

Sul Venerdì del 13 dicembre 2019