È stato James Bond per quindici anni e quattro film, ma ora Daniel Craig ha deciso: va in pensione, almeno come 007. No time to die, diretto da Cary Fukunaga e al cinema dal 9 aprile, sarà infatti l’ultima pellicola in cui lo vedremo indossare i panni impeccabili del leggendario agente segreto creato da Ian Fleming nel 1953. Ma perché Craig abbandona il personaggio che lo ha reso una star mondiale? Lo spiega nell’esclusiva intervista di copertina del Venerdì del 21 febbraio. «In realtà volevo lasciare già dopo Spectre» dice l’attore 52enne ad Angelo Carotenuto, che lo ha incontrato a New York: «Lo avevo detto, ero molto stanco, ma c’era quest’ultima storia da raccontare e dovevo esserci». Anche se, aggiunge, l’amore per 007 e la sua missione “non morirà mai”, per parafrasare uno dei più celebri titoli bondiani: «Ho un’idea romantica di chi sia James Bond. Un uomo che fa servizio civile. È fedele alla Corona perché è fedele ai sudditi. Non gli importa chi sia al potere, lui protegge persone prima di proteggere un Paese».
E con Craig che si fa da parte, si aprono le scommesse su chi prenderà il suo posto. I bookmakers inglesi, racconta Enrico Franceschini da Londra, hanno già i loro favoriti, tra cui Cillian Murphy, Benedict Cumberbatch, l’icona black Idris Elba e Richard Madden del Trono di Spade. Tutti rigorosamente uomini, perché come ha spiegato la produttrice Barbara Broccoli «per un Bond donna non è ancora il momento». Paola Zanuttini è andata invece alla ricerca dei nostri 007, in un reportage esclusivo dalla nuova, protettissima, sede dell’intelligence italiana nel quartiere romano dell’Esquilino.
Sempre su questo Venerdì: un’inchiesta di Giuseppe Smorto e Alessia Candito sul magistrato più discusso d’Italia, Nicola Gratteri; l’incontro nell’ex manicomio Santa Maria della Pietà tra Giancarlo De Cataldo e lo scrittore Daniele Mencarelli, autore di un libro sulla sua esperienza di ex paziente psichiatrico; e l’intervista molto psicoanalitica di Vittorio Lingiardi ad Abel Ferrara.
E con Craig che si fa da parte, si aprono le scommesse su chi prenderà il suo posto. I bookmakers inglesi, racconta Enrico Franceschini da Londra, hanno già i loro favoriti, tra cui Cillian Murphy, Benedict Cumberbatch, l’icona black Idris Elba e Richard Madden del Trono di Spade. Tutti rigorosamente uomini, perché come ha spiegato la produttrice Barbara Broccoli «per un Bond donna non è ancora il momento». Paola Zanuttini è andata invece alla ricerca dei nostri 007, in un reportage esclusivo dalla nuova, protettissima, sede dell’intelligence italiana nel quartiere romano dell’Esquilino.
Sempre su questo Venerdì: un’inchiesta di Giuseppe Smorto e Alessia Candito sul magistrato più discusso d’Italia, Nicola Gratteri; l’incontro nell’ex manicomio Santa Maria della Pietà tra Giancarlo De Cataldo e lo scrittore Daniele Mencarelli, autore di un libro sulla sua esperienza di ex paziente psichiatrico; e l’intervista molto psicoanalitica di Vittorio Lingiardi ad Abel Ferrara.