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Lo scrittore e studioso di Buddhismo Robert Thurman con Nena von Schlebrügge, ex modella e psicoterapeuta, con cui è sposato dal 1967 (Andrew White / The New York Times) 

Robert Thurman (padre di Uma): io e il Dalai Lama

Ex castrista, ex monaco, amico personale del leader tibetano, è tra i maggiori studiosi del Buddhismo. E in questa intervista dice la sua su Covid, Trump, Cina, riscaldamento globale...
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BANGKOK. Robert Thurman, detto Bob, è molto più che un noto accademico e docente di studi buddhisti della Columbia University, oggi in pensione. Negli anni 50 il sogno giovanile di fare il guerrigliero con Fidel Castro e Che Guevara lo portò in Messico, dove però pensò bene di sposarsi e fare una figlia. E oggi, a 78 anni, sembra avere ancora più energia, entusiasmo e ottimismo di quando ne aveva 23 e in crisi mistica partì per l'Oriente lasciandosi alle spalle la famiglia. Qui conobbe il Dalai Lama e fu il primo occidentale a farsi monaco dopo aver imparato in dieci giorni il tibetano, "iniziato" con il nome di Tenzin alle discipline spirituali himalayane dal più celebre seguace vivente del Buddha. Ma per fortuna di Tarantino e degli ammiratori di un'altra sua figlia che verrà, l'algida Uma di Kill Bill, il professor Thurman lasciò la tonaca dopo tre anni di monastero, tornò negli Usa e…
BANGKOK. Robert Thurman, detto Bob, è molto più che un noto accademico e docente di studi buddhisti della Columbia University, oggi in pensione. Negli anni 50 il sogno giovanile di fare il guerrigliero con Fidel Castro e Che Guevara lo portò in Messico, dove però pensò bene di sposarsi e fare una figlia. E oggi, a 78 anni, sembra avere ancora più energia, entusiasmo e ottimismo di quando ne aveva 23 e in crisi mistica partì per l'Oriente lasciandosi alle spalle la famiglia. Qui conobbe il Dalai Lama e fu il primo occidentale a farsi monaco dopo aver imparato in dieci giorni il tibetano, "iniziato" con il nome di Tenzin alle discipline spirituali himalayane dal più celebre seguace vivente del Buddha. Ma per fortuna di Tarantino e degli ammiratori di un'altra sua figlia che verrà, l'algida Uma di Kill Bill, il professor Thurman lasciò la tonaca dopo tre anni di monastero, tornò negli Usa e iniziò a frequentare un gruppo di "sperimentatori" a cavallo tra spiritualità orientale, arte e psichedelia occidentale: Allen Ginsberg, Gregory Corso, il circolo di Timothy Leary, guru delle terapie a base di mescalina e Lsd.

"Tenzin Bob" provò qualche allucinogeno ma fece di tutto per persuadere anche Leary a smettere. E fu proprio nel celebre ranch del padre della psichedelia, a Millbrook, che incontrò la sua futura moglie, la bellissima Nena von Schlebrügge, modella e psicoterapeuta di origine tedesco-svedese, nonché all'epoca moglie proprio di Leary, con il quale si era sposata in una cerimonia accompagnata al piano da Charles Mingus - cosa che evidentemente non bastò a scongiurare il loro divorzio.

Fu così che iniziò il percorso comune di Bob e Nena, che ancora continua. Dalla loro unione sono nati tre maschi e, appunto, Uma, che con i genitori condivide da anni le simpatie per la causa tibetana e le preoccupazioni per l'ambiente. Oggi Thurman dirige la Tibet House di New York, pubblica libri, insegna meditazione e spesso parla a nome del leader tibetano. In questi giorni di pandemia lo abbiamo raggiunto per una chiacchierata in video nella sua casa sulle colline di Woodstock, dove sta vivendo la sua quarantena.

Professore, che idea si è fatto di questo contagioso "demone"? Ha ragione il presidente Trump che sul virus ha più volte accusato la Cina?
"Non credo che la Cina sia il nemico del mondo, e gli Stati Uniti con stolta leggerezza hanno sottovalutato il pericolo. Il vero nemico è l'ignoranza delle cause originarie della nostra visione mondana".

A che tipo di ignoranza allude?                                                                 
"Non certo a quella scientifica, o al fatto di non sapere il numero di pesci nell'oceano. C'è un detto tibetano che risale al grande lama Tsongkhapa. Nel 1398 scrisse che qualunque catastrofe al mondo nasce dall'incomprensione delle leggi sull'origine dipendente o interdipendente dei fenomeni relativi, la catena di eventi solo apparentemente scollegati che si manifesta al termine di un lungo processo. I dittatori sono il frutto dell'ignoranza di chi ritiene possibile il controllo sull'economia e sul popolo senza considerare i rischi della schiavitù e della disarmonia umana per l'ambiente in cui tutti viviamo".

Il suo maestro, il Dalai Lama, è d'accordo con lei?
"Lui crede come me nella natura amorevole e gioiosa degli esseri umani, ma è consapevole del peso dell'ignoranza che offusca ogni nostra qualità innata. Sa che in Cina la dittatura è nella struttura stessa del partito, che non ha nessun'altra preoccupazione se non quella del controllo sulla propria gente, resa infelice circondandola di nemici".

Lei si è iscritto a uno dei corsi dell'ex vicepresidente "verde" americano Al Gore. Che cosa ha imparato?
"Che entro dieci anni, e non qualche decennio come dicono, il riscaldamento atmosferico scioglierà i ghiacci a blocchi sempre più grandi e l'innalzamento dei mari genererà milioni di rifugiati climatici. Che negli ultimi 20 anni abbiamo emesso più veleni che in 150 anni di industrializzazione e non c'è nessuna possibilità di salvarci senza una trasformazione radicale del nostro atteggiamento verso l'ambiente. Anche al Pentagono molti esperti hanno detto che il peggior nemico non sono gli altri eserciti ma l'inquinamento. Sono stati buttati fuori per questo, ma ora dovranno farli tornare, perché hanno capito che ci stiamo distruggendo da soli".

Cosa dicono del virus i tibetani con i quali lei è in costante contatto?
"Nella spiritualità tibetana c'è una dimensione di esseri nascosti ai nostri sensi. Sono una sorta di sentinelle dell'universo, come le cosiddette Mamo, ma ancora di più i Naga, potenti entità che vivono sottoterra, nei fiumi e negli oceani, capaci di controllare il ciclo dell'acqua. Secondo i tibetani sono sconvolti e furiosi per la quantità di sostanze chimiche e plastica che avvelenano l'habitat e uccidono i pesci da loro protetti. Non sono necessariamente entità cattive se impariamo a usare la natura in modo appropriato. In caso contrario nulla potrà difenderci, né gli armamenti americani né quelli cinesi".

Ammetterà che è un po' difficile al giorno d'oggi condividere questa teoria...
"L'ignoranza di certe leggi che regolano l'universo ci impedisce di vedere come l'odio e l'avidità magnificate dall'era dell'industrializzazione moderna siano alla base del consumismo nemico della natura. E che con sé ha portato la militarizzazione invece della consapevolezza di dover studiare il delicato sistema immunitario dell'uomo e del Pianeta".

Avidità e giochi di potere come causa scatenante del virus?
"Qualunque sia la sua causa fisica, il Covid nasce da una visione rapace di pochi uomini. È certo che viene da un mondo animale dal quale molte specie spariscono ogni giorno con una rapidità mai vista nella storia. Non a caso l'Accademia delle Scienze parla di una "sesta estinzione di massa". C'è un breve bellissimo discorso in cui Mikhail Gorbaciov dice che "la Tterra ha parlato". Bene, è tempo di ascoltarla, di tagliare i budget militari del 15-20 per cento e usare questi soldi per prendersi cura della propria gente".

Non sembra una impresa facile.
"L'idea dalla quale prende piede la Guerra fredda tra Usa e Cina non viene né da Washington né da  Pechino. Ha un "padre putativo", che è stato anche il pioniere del capitalismo di Singapore, Lee Kuan Yew, creatore di un sistema bancario basato su conti in nero e su un'alta concentrazione dei soldi in poche mani, un guru dal quale trassero ispirazione Reagan e Nixon, Deng Xiaoping e Margaret Thatcher. Diceva che, per gestire l'era dell'industrializzazione moderna, le dittature erano necessarie perché erano nell'interesse del popolo. Non è vero. La gente vuole divertirsi, have fun. È vero però che quando crollò l'Urss e i russi volevano finalmente assaporare la libertà liberandosi del Kgb, i suoi uomini sono tornati al potere per creare un capitalismo dittatoriale con Putin. Del resto anche gli ungheresi sono finiti in mano a gente come Orbán, che ha studiato grazie alle scuole di Soros e ora invece vuole far fuori tutti gli ebrei".

E la Cina?
"La Cina ha avuto figure amate e popolari come Hu Yaobang o lo stesso padre dell'attuale presidente Xi Jinping, devoti al benessere della propria gente e a una certa forma di democrazia senza il dominio delle grandi aziende. Ma dopo di loro il Partito ha iniziato a supportare dittatori sauditi, sudanesi, i generali birmani, il siriano Assad, poi Maduro e Bolsonaro in Sud America. Purtroppo agli inizi delle riforme cinesi dei primi anni 80 l'America, invece di sostenerle, si arrese alla dittatura di Reagan, alla deregolamentazione, alla concentrazione delle ricchezze, alle industrie del petrolio. I nostri ricchi erano felici di aprire fabbriche in Cina con manodopera in semi-schiavitù e senza sindacati, un fenomeno che ha colpito brutalmente i nostri ex operai rimasti disoccupati e lasciati privi di difese".

Nonostante tutto lei è ottimista per il futuro.
"Il virus ha dimostrato che siamo tutti interconnessi e che non ha senso essere nemici o sfruttatori del prossimo. Non c'entra il buddhismo, il cristianesimo o una qualsivoglia altra religione. A voler cambiare è la folla che si affaccia dalle finestre di New York, Parigi, Roma per applaudire i volontari che aiutano i senzatetto, che portano loro del cibo, tutta gente sottopagata, sottoapprezzata, buttata fuori di casa. Dall'altra parte del mondo a essere stanchi del bullismo di Pechino sono i popoli di Hong Kong e di Taiwan, consapevoli dell'importanza di essere liberi e autonomi nelle loro scelte".

Un conto è voler cambiare, un conto riuscirci.
"Sempre più persone capiscono che c'è una sola "soluzione finale" senza dover ricorrere ad armi nucleari e batteriologiche: liberarci di quel nemico comune che è la diffidenza nei confronti degli altri, della diversità, degli animali, dell'acqua, dell'aria".

Come e con chi sta trascorrendo la quarantena?
"Siamo io, la mia meravigliosa moglie Nena che è come un guru per me, i miei tre figli maschi e tre dei nipoti, uno dei quali è un attore con milioni di followers e due bambine che fanno home schooling da qui. Siamo vicini alle montagne e possiamo camminare, sentendoci in colpa per i tanti che soffrono il lockdown in città. Ma non avrebbe senso tornare a New York per ammalarci".

Sul Venerdì del 5 giugno 2020