Quando il rock si innamorò di Maria Stuarda
Giuseppe Videtti, di GIUSEPPE VIDETTISenti questa La canzone della settimana è Fotheringay dei Fairport Convention
Un piccolo film di tre minuti e cinque secondi. Un flash. Non ci sono immagini. Non servono. La voce è antica, remota; sembra che l’interprete, mentre canta, stia fissando immagini che scorrono lente e impietose; sguardo assente, emozioni trattenute, come se quattro secoli di storia avessero mutato la tragedia in fiaba, la storia in leggenda.
Fotheringay, cantata da Sandy Denny (1947-1978), racconta in quattro strofe l’ultima notte di Maria Stuarda (diventata regina a soli nove mesi, fatta imprigionare per vent’anni da Elisabetta I nel castello di Fotheringhay, nel Northamptonshire, e infine mandata a morte per decapitazione l’8 febbraio 1587). È un brano incantevole e incantato, da ascoltare in repeat per un intero pomeriggio, poi il giorno dopo e quello dopo ancora. È nel secondo album dei Fairport Convention (What We Did on Our Holidays), quando, nel 1969, ancora semistorditi dal flower power, incominciavamo a …
Fotheringay, cantata da Sandy Denny (1947-1978), racconta in quattro strofe l’ultima notte di Maria Stuarda (diventata regina a soli nove mesi, fatta imprigionare per vent’anni da Elisabetta I nel castello di Fotheringhay, nel Northamptonshire, e infine mandata a morte per decapitazione l’8 febbraio 1587). È un brano incantevole e incantato, da ascoltare in repeat per un intero pomeriggio, poi il giorno dopo e quello dopo ancora. È nel secondo album dei Fairport Convention (What We Did on Our Holidays), quando, nel 1969, ancora semistorditi dal flower power, incominciavamo a …
Un piccolo film di tre minuti e cinque secondi. Un flash. Non ci sono immagini. Non servono. La voce è antica, remota; sembra che l’interprete, mentre canta, stia fissando immagini che scorrono lente e impietose; sguardo assente, emozioni trattenute, come se quattro secoli di storia avessero mutato la tragedia in fiaba, la storia in leggenda.
Fotheringay, cantata da Sandy Denny (1947-1978), racconta in quattro strofe l’ultima notte di Maria Stuarda (diventata regina a soli nove mesi, fatta imprigionare per vent’anni da Elisabetta I nel castello di Fotheringhay, nel Northamptonshire, e infine mandata a morte per decapitazione l’8 febbraio 1587). È un brano incantevole e incantato, da ascoltare in repeat per un intero pomeriggio, poi il giorno dopo e quello dopo ancora. È nel secondo album dei Fairport Convention (What We Did on Our Holidays), quando, nel 1969, ancora semistorditi dal flower power, incominciavamo a sbronzarci col folk-rock inglese di Richard Thompson, Bert Jansch, Steeleye Span, Albion Country Band, Pentangle, Strawbs.
Quei nomi oggi sono quasi dimenticati, ma che musicisti meravigliosi! quanto entusiasmo! che straordinaria vitalità! Nel loro repertorio c’erano Bob Dylan, Joni Mitchell, canzoni tradizionali e titoli originali come Fotheringay (chissà perché tolsero l’H dal nome di quel castello maledetto che fu raso al suolo nel 1627 per ordine di Carlo I d’Inghilterra; Sandy Denny, con Trevor Lucas, Jerry Donahue, Gerry Conway e Pat Donaldson formarono un supergruppo con quel nome che produsse un solo, bellissimo album nel 1970). In una canzone: fantasmi, echi del passato, antichi splendori, solitudine, isolamento, rassegnazione e speranza – poche ore ancora e il patibolo sarà l’antidoto ai veleni della corona.
Sul Venerdì del 5 giugno 2020
Fotheringay, cantata da Sandy Denny (1947-1978), racconta in quattro strofe l’ultima notte di Maria Stuarda (diventata regina a soli nove mesi, fatta imprigionare per vent’anni da Elisabetta I nel castello di Fotheringhay, nel Northamptonshire, e infine mandata a morte per decapitazione l’8 febbraio 1587). È un brano incantevole e incantato, da ascoltare in repeat per un intero pomeriggio, poi il giorno dopo e quello dopo ancora. È nel secondo album dei Fairport Convention (What We Did on Our Holidays), quando, nel 1969, ancora semistorditi dal flower power, incominciavamo a sbronzarci col folk-rock inglese di Richard Thompson, Bert Jansch, Steeleye Span, Albion Country Band, Pentangle, Strawbs.
Quei nomi oggi sono quasi dimenticati, ma che musicisti meravigliosi! quanto entusiasmo! che straordinaria vitalità! Nel loro repertorio c’erano Bob Dylan, Joni Mitchell, canzoni tradizionali e titoli originali come Fotheringay (chissà perché tolsero l’H dal nome di quel castello maledetto che fu raso al suolo nel 1627 per ordine di Carlo I d’Inghilterra; Sandy Denny, con Trevor Lucas, Jerry Donahue, Gerry Conway e Pat Donaldson formarono un supergruppo con quel nome che produsse un solo, bellissimo album nel 1970). In una canzone: fantasmi, echi del passato, antichi splendori, solitudine, isolamento, rassegnazione e speranza – poche ore ancora e il patibolo sarà l’antidoto ai veleni della corona.
Sul Venerdì del 5 giugno 2020