Jonestown, il romanzo di una strage
Roberto Festa , di ROBERTO FESTANel thriller La congregazione Alessandro Perissinotto rievoca il suicidio di massa voluto dal reverendo Jim Jones in Guyana nel 1978: «Quel fanatismo ha fatto scuola»
Era dagli anni Novanta che Alessandro Perissinotto pensava a un romanzo su Jonestown. "È un episodio di cui molti hanno perso memoria" dice, "eppure si tratta del peggior massacro della storia americana prima dell'11 settembre". L'occasione per scriverlo è venuta da un periodo di insegnamento all'università di Denver nel 2018. "In quei mesi ho capito come la linfa che ha nutrito Jonestown, il fanatismo, l'abbandono distopico della realtà, siano ancora vivi". Tornato in Italia, di getto, in sole due settimane, Perissinotto ha scritto La congregazione, pubblicato ora da Mondadori.
Tra Stalin e Gandhi
La storia è quella di Elizabeth, ex ballerina di lap dance che torna a Frisco, una cittadina tra i monti del Colorado, dove ha ereditato la casa di una zia. In libertà vigilata dopo una condanna per guida in stato di ubriachezza, trova lavoro nel locale distributore di benzina ma la sperata tranquillit&…
Tra Stalin e Gandhi
La storia è quella di Elizabeth, ex ballerina di lap dance che torna a Frisco, una cittadina tra i monti del Colorado, dove ha ereditato la casa di una zia. In libertà vigilata dopo una condanna per guida in stato di ubriachezza, trova lavoro nel locale distributore di benzina ma la sperata tranquillit&…
Era dagli anni Novanta che Alessandro Perissinotto pensava a un romanzo su Jonestown. "È un episodio di cui molti hanno perso memoria" dice, "eppure si tratta del peggior massacro della storia americana prima dell'11 settembre". L'occasione per scriverlo è venuta da un periodo di insegnamento all'università di Denver nel 2018. "In quei mesi ho capito come la linfa che ha nutrito Jonestown, il fanatismo, l'abbandono distopico della realtà, siano ancora vivi". Tornato in Italia, di getto, in sole due settimane, Perissinotto ha scritto La congregazione, pubblicato ora da Mondadori.
Tra Stalin e Gandhi
La storia è quella di Elizabeth, ex ballerina di lap dance che torna a Frisco, una cittadina tra i monti del Colorado, dove ha ereditato la casa di una zia. In libertà vigilata dopo una condanna per guida in stato di ubriachezza, trova lavoro nel locale distributore di benzina ma la sperata tranquillità viene presto sconvolta. Qualcuno le entra in casa, la minaccia. La chiave del mistero è nascosta nel suo passato. Elizabeth è stata tra i bambini di Jonestown, la comunità fondata in Guyana dal reverendo Jim Jones, passata alle cronache nel 1978 per un efferato suicidio collettivo. Quarant'anni dopo, c'è chi ha paura di quel passato e desidera togliere di mezzo chi può ricordare. Elizabeth è tra questi.
Un predicatore insolito
"È il primo thriller che scrivo" spiega Perissinotto. "Mi affascinava soprattutto la possibilità di usare la suspense estrema del thriller per raccontare la realtà". La realtà che Perissinotto descrive è quella del Tempio del Popolo, la comunità religiosa fondata da James Warren Jones a Indianapolis a metà anni Cinquanta. Jones era un predicatore insolito ed esplosivo. Avido lettore di Mao, Gandhi, Stalin, Marx, Hitler, comunista e militante per i diritti civili, agnostico ma ispirato da una religiosità intrisa di millenarismo, Jones mise in piedi un culto che mescolava marxismo e cristianesimo ed esortava all'integrazione dei neri, alla liberazione dei miseri, alla redenzione in vista del vicino olocausto nucleare. La base del culto divenne la California, in particolare San Francisco, dove a inizi anni Settanta si concentravano movimenti e uomini del pensiero radicale. Il reverendo sapeva anche districarsi molto bene nelle stanze della politica. Contribuì a fare eleggere il sindaco della città, George Moscone, che nominò proprio Jones a capo della potentissima Commissione edilizia di San Francisco.
Benvenuti in paradiso
La svolta arriva nell'estate del 1977. Inseguito da accuse di abusi sessuali, malversazioni finanziarie, dipendenza dalle droghe, Jones con una parte dei suoi adepti (molti dei quali sono neri) si sposta in una zona remota, circondata dalla foresta, nel Nord-Ovest della Guyana. La nuova comunità, Jonestown, doveva essere una sorta di paradiso socialista, un santuario in cui operare la Translation, la morte e traslazione dei suoi membri verso un altro pianeta, dove vivere insieme nella beatitudine. Con il passare dei mesi, la predicazione di Jones si fa sempre più visionaria, paranoica. Il reverendo vede nemici ovunque; accusa il governo Usa di complottare contro il Tempio. A Jonestown il culto del leader e la repressione si fanno sempre più violenti. Altoparlanti diffondono fino a notte fonda i vaneggiamenti del capo, che parla di presunte castrazioni di neri a Chicago. Chi protesta, chi chiede di andarsene, viene sbattuto in cella e "rieducato".
Il "suicidio rivoluzionario"
Sollecitato dai genitori di alcuni membri del Tempio, il deputato democratico californiano Leo Ryan decide di partire per Jonestown. Con lui, c'è un gruppo di parenti, giornalisti e cameramen. La visita di Ryan è l'occasione per realizzare la progettata "traslazione". La delegazione viene accolta, apparentemente, in pace. Poco dopo, mentre Ryan è pronto a ripartire portando con sé alcuni dei seguaci del Tempio pentiti, un gruppo di uomini armati attacca e uccide il deputato e altre quattro persone. A Jonestown è intanto partito il rito finale, il "suicidio rivoluzionario", come lo chiama Jones. Centinaia di persone si mettono in fila, dirette verso bidoni che contengono una miscela di succo di frutta e cianuro. Quindi si distendono sull'erba e muoiono. Chi rifiuta di bere viene costretto con le armi, ucciso con iniezioni di veleno. Pochi, nella confusione, tra le urla di aiuto e i pianti dei bambini, riescono a fuggire. Jones e le guardie sono gli ultimi a morire. Si uccidono con un colpo di fucile alla testa. Lo scenario che si presenta ai primi soccorritori è apocalittico. Cadaveri ovunque, tra armi, sangue, siringhe. I soldati americani, arrivati poco dopo, conteranno 909 cadaveri.
Il padre di tutti i complottismi
È attorno a questa tragedia che Alessandro Perissinotto - creatore del personaggio della psicologa e detective Anna Pavesi e già autore di polizieschi che ruotano attorno a eventi storici - costruisce un romanzo asciutto e appassionante, tutto concentrato sul ritmo e l'azione, che come dice l'autore "risente dell'ambientazione americana" ma anche di una precisa tradizione letteraria: quella di Michael Connelly, del Gorky Park di Martin Cruz Smith, fino a Jean-Christophe Grangé, il francese che nei suoi thriller ha indagato gli angoli più bui della coscienza (e che Perissinotto ha tradotto in italiano). La Congregazione ricostruisce la storia reale di Jonestown; aggiunge una ipotesi di coinvolgimento della Cia e della diplomazia americana, desiderose di mantenere la loro influenza in America Latina; immagina i fantasmi interiori e il terrore che avvolgono Elizabeth, la protagonista. Il tutto per raccontare una tendenza, spiega Perissinotto, che tocca sempre più le nostre società: "l'irrazionalità diffusa, la fuga dalla realtà". Il reverendo Jones fu un caso folle ed estremo; giustificò il suicidio collettivo con l'idea che il mondo ce l'avesse con il Tempio del Popolo. "Ma le fake news, il senso di un complotto ai nostri danni, la sfiducia nella scienza, la sensazione che ci sia sempre qualcuno che ci odia, sono diventati dei pilastri delle nostre vite".
Sul Venerdì del 26 giugno 2020
Tra Stalin e Gandhi
La storia è quella di Elizabeth, ex ballerina di lap dance che torna a Frisco, una cittadina tra i monti del Colorado, dove ha ereditato la casa di una zia. In libertà vigilata dopo una condanna per guida in stato di ubriachezza, trova lavoro nel locale distributore di benzina ma la sperata tranquillità viene presto sconvolta. Qualcuno le entra in casa, la minaccia. La chiave del mistero è nascosta nel suo passato. Elizabeth è stata tra i bambini di Jonestown, la comunità fondata in Guyana dal reverendo Jim Jones, passata alle cronache nel 1978 per un efferato suicidio collettivo. Quarant'anni dopo, c'è chi ha paura di quel passato e desidera togliere di mezzo chi può ricordare. Elizabeth è tra questi.
Un predicatore insolito
"È il primo thriller che scrivo" spiega Perissinotto. "Mi affascinava soprattutto la possibilità di usare la suspense estrema del thriller per raccontare la realtà". La realtà che Perissinotto descrive è quella del Tempio del Popolo, la comunità religiosa fondata da James Warren Jones a Indianapolis a metà anni Cinquanta. Jones era un predicatore insolito ed esplosivo. Avido lettore di Mao, Gandhi, Stalin, Marx, Hitler, comunista e militante per i diritti civili, agnostico ma ispirato da una religiosità intrisa di millenarismo, Jones mise in piedi un culto che mescolava marxismo e cristianesimo ed esortava all'integrazione dei neri, alla liberazione dei miseri, alla redenzione in vista del vicino olocausto nucleare. La base del culto divenne la California, in particolare San Francisco, dove a inizi anni Settanta si concentravano movimenti e uomini del pensiero radicale. Il reverendo sapeva anche districarsi molto bene nelle stanze della politica. Contribuì a fare eleggere il sindaco della città, George Moscone, che nominò proprio Jones a capo della potentissima Commissione edilizia di San Francisco.
Benvenuti in paradiso
La svolta arriva nell'estate del 1977. Inseguito da accuse di abusi sessuali, malversazioni finanziarie, dipendenza dalle droghe, Jones con una parte dei suoi adepti (molti dei quali sono neri) si sposta in una zona remota, circondata dalla foresta, nel Nord-Ovest della Guyana. La nuova comunità, Jonestown, doveva essere una sorta di paradiso socialista, un santuario in cui operare la Translation, la morte e traslazione dei suoi membri verso un altro pianeta, dove vivere insieme nella beatitudine. Con il passare dei mesi, la predicazione di Jones si fa sempre più visionaria, paranoica. Il reverendo vede nemici ovunque; accusa il governo Usa di complottare contro il Tempio. A Jonestown il culto del leader e la repressione si fanno sempre più violenti. Altoparlanti diffondono fino a notte fonda i vaneggiamenti del capo, che parla di presunte castrazioni di neri a Chicago. Chi protesta, chi chiede di andarsene, viene sbattuto in cella e "rieducato".
Il "suicidio rivoluzionario"
Sollecitato dai genitori di alcuni membri del Tempio, il deputato democratico californiano Leo Ryan decide di partire per Jonestown. Con lui, c'è un gruppo di parenti, giornalisti e cameramen. La visita di Ryan è l'occasione per realizzare la progettata "traslazione". La delegazione viene accolta, apparentemente, in pace. Poco dopo, mentre Ryan è pronto a ripartire portando con sé alcuni dei seguaci del Tempio pentiti, un gruppo di uomini armati attacca e uccide il deputato e altre quattro persone. A Jonestown è intanto partito il rito finale, il "suicidio rivoluzionario", come lo chiama Jones. Centinaia di persone si mettono in fila, dirette verso bidoni che contengono una miscela di succo di frutta e cianuro. Quindi si distendono sull'erba e muoiono. Chi rifiuta di bere viene costretto con le armi, ucciso con iniezioni di veleno. Pochi, nella confusione, tra le urla di aiuto e i pianti dei bambini, riescono a fuggire. Jones e le guardie sono gli ultimi a morire. Si uccidono con un colpo di fucile alla testa. Lo scenario che si presenta ai primi soccorritori è apocalittico. Cadaveri ovunque, tra armi, sangue, siringhe. I soldati americani, arrivati poco dopo, conteranno 909 cadaveri.
Il padre di tutti i complottismi
È attorno a questa tragedia che Alessandro Perissinotto - creatore del personaggio della psicologa e detective Anna Pavesi e già autore di polizieschi che ruotano attorno a eventi storici - costruisce un romanzo asciutto e appassionante, tutto concentrato sul ritmo e l'azione, che come dice l'autore "risente dell'ambientazione americana" ma anche di una precisa tradizione letteraria: quella di Michael Connelly, del Gorky Park di Martin Cruz Smith, fino a Jean-Christophe Grangé, il francese che nei suoi thriller ha indagato gli angoli più bui della coscienza (e che Perissinotto ha tradotto in italiano). La Congregazione ricostruisce la storia reale di Jonestown; aggiunge una ipotesi di coinvolgimento della Cia e della diplomazia americana, desiderose di mantenere la loro influenza in America Latina; immagina i fantasmi interiori e il terrore che avvolgono Elizabeth, la protagonista. Il tutto per raccontare una tendenza, spiega Perissinotto, che tocca sempre più le nostre società: "l'irrazionalità diffusa, la fuga dalla realtà". Il reverendo Jones fu un caso folle ed estremo; giustificò il suicidio collettivo con l'idea che il mondo ce l'avesse con il Tempio del Popolo. "Ma le fake news, il senso di un complotto ai nostri danni, la sfiducia nella scienza, la sensazione che ci sia sempre qualcuno che ci odia, sono diventati dei pilastri delle nostre vite".
Sul Venerdì del 26 giugno 2020