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Natalia Aspesi in un disegno di Gipi 

L'uomo della vita può attendere

Dalla rubrica QUESTIONI DI CUORE
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"Ho 29 anni, per carattere e per l’educazione ricevuta ho deciso di non mettere radici nella mia città natale. Ho avuto l’opportunità di lavorare per una grande compagnia francese leader mondiale nell’ospitalità, perciò a 23 anni sono andata via di casa e vi faccio ritorno solo per brevi periodi. Il mio lavoro mi porta a non avere un domicilio fisso, mi sposto ogni 6/8 mesi e dal punto di vista professionale mi sento appagata: non mi annoio mai, non conosco la routine, incontro persone diverse, vedo posti magnifici e riesco a instaurare anche legami di amicizia sinceri e duraturi. Certo, non posso dire lo stesso delle relazioni amorose. Spesso sento il desiderio di avere un compagno, ma è molto difficile incontrare qualcuno, o meglio, è semplice trovare un uomo, raro che questi rimanga nella mia vita. Sono economicamente indipendente e ritengo di essere un donna forte, non ho bisogno di un uomo che mi completi e inoltre …
"Ho 29 anni, per carattere e per l’educazione ricevuta ho deciso di non mettere radici nella mia città natale. Ho avuto l’opportunità di lavorare per una grande compagnia francese leader mondiale nell’ospitalità, perciò a 23 anni sono andata via di casa e vi faccio ritorno solo per brevi periodi. Il mio lavoro mi porta a non avere un domicilio fisso, mi sposto ogni 6/8 mesi e dal punto di vista professionale mi sento appagata: non mi annoio mai, non conosco la routine, incontro persone diverse, vedo posti magnifici e riesco a instaurare anche legami di amicizia sinceri e duraturi. Certo, non posso dire lo stesso delle relazioni amorose. Spesso sento il desiderio di avere un compagno, ma è molto difficile incontrare qualcuno, o meglio, è semplice trovare un uomo, raro che questi rimanga nella mia vita. Sono economicamente indipendente e ritengo di essere un donna forte, non ho bisogno di un uomo che mi completi e inoltre trovo questa espressione avvilente per noi donne. Vorrei semplicemente amare ed essere amata. Ogni volta che una relazione finisce provo un forte senso di delusione, e mi convinco del fatto che non incontrerò mai più un uomo, o che comunque nessuno riuscirà a suscitare in me i sentimenti forti provati per l’ultimo. Il tutto si rivela puntualmente falso. Inoltre analizzando le relazioni passate, ho capito che il più delle volte ho commesso errori di valutazione scegliendo di imbarcarmi in vere e proprie missioni suicide. Quando torno a casa e rivedo le mie amiche ormai quasi tutte accasate, mi capita di sentirmi fuori luogo e inizio a pensare con una certa malinconia che forse dovrei fermarmi in un posto e restarci. Poi penso alle parole di mio padre che mi ricorda che c’è tempo per fermarsi, che ora è bene viaggiare, scoprire il mondo. Perciò ho deciso di smettere di cercare di vedere ad ogni costo l’uomo della mia vita in tutti quelli che incontrano il mio percorso, mi concentro su me stessa, sul mio lavoro e le mie passioni".
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Lei è una donna molto fortunata che si è realizzata con un lavoro che le piace molto e che le riempie la vita. Certo, l’amore è necessario ma, spero di non essere sgridata da nessuno, non a scapito di tutto il  resto. Troppe volte, ancora oggi, le donne rinunciano non tanto a un lavoro quanto alle loro ambizioni, a una carriera, ma poi sarà difficile non avere rimpianti. Del resto non è il suo lavoro che le fa girare il mondo a impedirle di avere un compagno. È che, ma questo lo immagino io, forse davanti a una eventuale scelta, lei sa che fermarsi sarebbe un errore. Soprattutto mi pare che gli uomini che ha incontrato alla fine l’hanno delusa, non valevano la pena. Lei appartiene a una generazione che in amore non dovrebbe avere pregiudizi né regole antiche: chissà quanti uomini vorrebbero incontrare proprio una donna come lei, libera, indipendente, appassionata del suo lavoro, non sempre incollata, a ogni separazione, desiderio, attesa e ritorno appassionato.  

Sul Venerdì del 3 luglio 2020