L'università dimenticata
Michele Serra , di MICHELE SERRADalla rubrica PER POSTA Il Covid-19 ha sconvolto la regolarità di molte attività umane (quasi tutte) e ci sono contraccolpi ovunque, però la non centralità dell'istruzione nell’agenda politica del nostro Paese è un deficit strutturale. E di lungo periodo
"Gentile Serra, sono la madre di una studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Napoli (indirizzo Restauro) che avrebbe potuto laurearsi ad aprile, dopo aver finito perfettamente in corso tutti gli esami. Con il Covid-19 sappiamo com'è andata. Pronti i tre quarti della tesi, in febbraio e marzo doveva terminarla frequentando i laboratori dell'Accademia, che però ha chiuso e tuttora non dà notizie su quando riaprirà. Tutto questo rientra nella "normalità" della situazione creata dal coronavirus e temo riguardi tanti altri atenei. Ciò che non è normale è la incredibile decisione di cancellare anche la sessione autunnale delle lauree, senza fornire alcuna spiegazione e ignorando le richieste degli studenti. In pratica, invece di moltiplicare le sessioni di esame e di laurea falcidiate dalle chiusure, la burocrazia accademica e ministeriale ne ha cancellate altre, costringendo molti ragazzi a perdere…
"Gentile Serra, sono la madre di una studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Napoli (indirizzo Restauro) che avrebbe potuto laurearsi ad aprile, dopo aver finito perfettamente in corso tutti gli esami. Con il Covid-19 sappiamo com'è andata. Pronti i tre quarti della tesi, in febbraio e marzo doveva terminarla frequentando i laboratori dell'Accademia, che però ha chiuso e tuttora non dà notizie su quando riaprirà. Tutto questo rientra nella "normalità" della situazione creata dal coronavirus e temo riguardi tanti altri atenei. Ciò che non è normale è la incredibile decisione di cancellare anche la sessione autunnale delle lauree, senza fornire alcuna spiegazione e ignorando le richieste degli studenti. In pratica, invece di moltiplicare le sessioni di esame e di laurea falcidiate dalle chiusure, la burocrazia accademica e ministeriale ne ha cancellate altre, costringendo molti ragazzi a perdere un intero anno e andare fuori corso (tralasciamo l'esborso di denaro per la nuova iscrizione). Gli studenti hanno denunciato questo stato di cose, hanno scritto al ministro, hanno cercato di farsi sentire. Assolutamente nulla. A fine giugno, mentre le scrivo, nessuno sa quando e se un'istituzione prestigiosa come l'Accademia di Belle Arti di Napoli riaprirà. Niente male per generazioni di giovani che entrano nel mondo del lavoro con in media 10 anni di ritardo rispetto ai loro genitori.Dell'università la politica non parla proprio, vengono prima le sale gioco, le palestre, il calcio e le discoteche. Mia figlia ha sempre proclamato di voler restare in Italia; ora, per la prima volta e con molta amarezza, parla di andarsene".
Maria Novella Topi
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Il Covid-19 ha sconvolto la regolarità di molte attività umane (quasi tutte) e dunque è comprensibile che ci siano contraccolpi ovunque, e per chissà quanto. Ma pubblico molto volentieri la sua lettera perché la storia che racconta è uno dei tanti indizi concentrici che mirano allo stesso bersaglio: la non centralità di scuola, università, ricerca nell'agenda politica del nostro Paese. Non ne voglio nemmeno fare una colpa a questo governo, o al precedente. È un deficit strutturale, e di lungo periodo. E non riguarda solamente la politica, riguarda anche il mondo dei media. È come se di sola economia la politica dovesse e potesse parlare; per giunta ignorando che il sapere, l'istruzione, le capacità professionali hanno, sull'economia, una ricaduta enorme, e dunque una collettività che sottostima il ruolo di scuola, università e ricerca è una collettività destinata a impoverirsi. Le confesso, anche, che la specializzazione di sua figlia - restauro - esercita su di me un tale fascino che non facilita la mia neutralità. La sintesi, ad alto livello, di cultura e manualità ne fa un'attività meravigliosa. Una ragazza che vuole fare la restauratrice, un ragazzo che vuole fare il restauratore hanno il mio sostegno in modo del tutto aprioristico. In un Paese come il nostro, poi, con un patrimonio artistico immenso e non sempre protetto e valorizzato, l'importanza di quel mestiere, di quelle competenze, dovrebbe essere quasi un'ovvietà. Dica a sua figlia, per piacere, di non abbattersi e di non mollare. Siamo un Paese disperatamente bisognoso di restauro (Renzo Piano dice: rammendo), a tutti i livelli. Speriamo che la pubblicazione della sua lettera serva a qualcosa.
Sul Venerdì del 10 luglio 2020
Maria Novella Topi
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Il Covid-19 ha sconvolto la regolarità di molte attività umane (quasi tutte) e dunque è comprensibile che ci siano contraccolpi ovunque, e per chissà quanto. Ma pubblico molto volentieri la sua lettera perché la storia che racconta è uno dei tanti indizi concentrici che mirano allo stesso bersaglio: la non centralità di scuola, università, ricerca nell'agenda politica del nostro Paese. Non ne voglio nemmeno fare una colpa a questo governo, o al precedente. È un deficit strutturale, e di lungo periodo. E non riguarda solamente la politica, riguarda anche il mondo dei media. È come se di sola economia la politica dovesse e potesse parlare; per giunta ignorando che il sapere, l'istruzione, le capacità professionali hanno, sull'economia, una ricaduta enorme, e dunque una collettività che sottostima il ruolo di scuola, università e ricerca è una collettività destinata a impoverirsi. Le confesso, anche, che la specializzazione di sua figlia - restauro - esercita su di me un tale fascino che non facilita la mia neutralità. La sintesi, ad alto livello, di cultura e manualità ne fa un'attività meravigliosa. Una ragazza che vuole fare la restauratrice, un ragazzo che vuole fare il restauratore hanno il mio sostegno in modo del tutto aprioristico. In un Paese come il nostro, poi, con un patrimonio artistico immenso e non sempre protetto e valorizzato, l'importanza di quel mestiere, di quelle competenze, dovrebbe essere quasi un'ovvietà. Dica a sua figlia, per piacere, di non abbattersi e di non mollare. Siamo un Paese disperatamente bisognoso di restauro (Renzo Piano dice: rammendo), a tutti i livelli. Speriamo che la pubblicazione della sua lettera serva a qualcosa.
Sul Venerdì del 10 luglio 2020